Zapparoli: “Volevo una spider ma con bici e metro mi muovo meglio”


  • Data di pubblicazione:21/10/2014
  • Autore articolo:Franco Vanni
  • Testata:Repubblica.it

Quando nel 2006 ha venduto il suo furgone Mercedes Vito, si è subito messo alla ricerca di un’auto più sportiva da comprare. “Ho cominciato a guardarmi intorno, volevo una piccola spider. Ma più passavano i giorni, più mi accorgevo che dell’auto non avevo poi tanto bisogno”, dice Marco Zapparoli, 55 anni, fondatore della casa editrice Marcos Y Marcos.

Alla fine, che auto ha comprato?
“Nessuna. Venduto il van, aspettavo il momento in cui avrei sentito la mancanza dell’auto, ma non arrivava mai. Col tempo mi sono accorto che a Milano l’auto di proprietà è inutile”.

Ora come si sposta in città?
“In bicicletta e con i mezzi pubblici. O usando le due cose insieme. Abito vicino a una fermata del Passante ferroviario, su cui è consentito portare la bici senza problemi”

Pedala anche in inverno o con la pioggia?
“Spesso sì¨. Ma non sono un integralista, in casi di necessità prendo volentieri il taxi. E quando sono fuori da Milano scelgo auto a noleggio, anche in vacanza. Basta organizzarsi. E a conti fatti, risparmio”.

Addirittura, risparmia?
“Certo. Corse in taxi e auto in affitto in un anno mi costano meno di 2mila euro. Invito qualsiasi automobilista a fare un conto onesto di quanto spende fra assicurazione, bollo, multe, parcheggi a pagamento e progressiva perdita di valore del mezzo”.

Insomma, a lei l’auto proprio non piace.
“Non ho nessun pregiudizio negativo, anzi, ho molto amato l’auto. A 18 anni ho comprato la prima Bianchina, che adoravo. Poi una Volvo color panna che sembrava una Rolls Royce. Negli anni Ottanta ho girato l’Europa al volante di veloci Audi, e nei Novanta sono passato ai van familiari. Ma le cose evolvono e bisogna sapersi adattare. Milano è cambiata e oggi non è una città adatta all’auto”.

Quali sono le novità che rendono superflua la macchina?
“In negativo, la drammatica difficoltà nel trovare parcheggio. In positivo, la sacrosanta decisione da parte del Comune di limitare l’accesso delle auto in centro, con benefici per pedoni e ciclisti. E la nascita di servizi come il bikesharing e il car-sharing”.

Lei utilizza BikeMi?
“Uso il bike sharing a Pisa e a Torino, quando ci vado per lavoro. A Milano ho la mia bici, ma consiglio BikeMi agli amici che vengono da fuori. Nessuna città europea ha una rete di stazioni capillare come quella milanese, comprese Parigi e Barcellona, che spesso vengono citate come esempio da seguire”.

E il car-sharing?
“Per diversi amici è ormai il principale modo di spostarsi. Io me la cavo così bene fra bici e mezzi pubblici che non ne sento il bisogno. E poi l’automobile nasconde a chi la guida molti luoghi meravigliosi”.

Quali luoghi?
“Quando devo spostarmi in città, studio percorsi attraverso parchi e zone a traffico limitato, posti che per chi si sposta in auto non esistono, o comunque non fanno parte della quotidianità. Vorrei dare un piccolo consiglio a chi gira a Milano con l’auto di proprietà: provate a prestarla per sei mesi a un amico e vedrete che non sentirete la fretta di averla indietro”.