Quanto è sostenibile la casa editrice in termini di carta utilizzata e processi di stampa? 


  • Data di pubblicazione:7/05/2012
  • Autore articolo:Daniela Falchero
  • Testata:La Stampa.it – Greenews.it

A Torino aprirà domani Il Salone Internazionale del Libro, l’occasione per tutti i lettori di avere in un solo spazio gli editori italiani, grandi e piccoli: scegliere le novità, trovare i titoli preferiti, scoprire nuovi nomi, fare shopping letterario. Chi è sensibile alle problematiche ambientali non può evitare, però, di porsi alcune domande quando acquista un libro nuovo: quanto è sostenibile la casa editrice in termini di carta utilizzata e processi di stampa?
Greenews.info ha condotto, in queste settimane, una breve inchiesta, per capire quanto l’editoria italiana sia sensibile al tema. Abbiamo intervistato alcuni degli editori più distribuiti sul territorio nazionale, chiedendo loro cosa fanno, concretamente, ogni giorno, per ridurre l’impatto ambientale. Ci hanno fornito risposte: La Coccinella, Edizioni Ambiente, Edt, Feltrinelli, Lupetti, Marcos y Marcos, Minimum Fax, il gruppo editoriale Mondadori (Edizioni Mondadori, Giulio Einaudi Editore, Edizioni Piemme, Sperling & Kupfer, Mondadori Electa, Mondadori Education), Newton Compton, il gruppo editoriale RCS Libri (di cui fanno parte Rizzoli, Bompiani, BUR, Sonzogno, Fabbri, Adelphi, Marsilio, Lizard e RL, in joint venture con il Gruppo Mauri Spagnol), Il Saggiatore, Zanichelli.
Ma, esattamente, cosa significa rispettare l’ambiente per una casa editrice? La Campagna Foreste portata avanti da Greenpeace Italia aiuta a chiarire le idee. Chiara Campione, responsabile del progetto, ci racconta che l’iniziativa è nata “grazie alla volontà di alcuni scrittori – come Niccolò Ammanniti, Andrea De Carlo, Carlo Lucarelli – che hanno chiesto di stampare i loro libri su carta amica delle foreste o su carta riciclata”. Con il tempo l’iniziativa si è sviluppata, con l’obiettivo di contrastare sempre più il mercato di carta illegale proveniente dalle foreste indonesiane e si è trasformata in un progetto articolato che prevede una classifica – aggiornata ogni anno – degli editori che fanno uso di carta certificata FSC – Forest Stewardship Council –  ma soprattutto che mette a disposizione delle case editrici un vero e proprio vademecum sui passi da seguire per pubblicare in modo sostenibile.
Greenpeace ricorda che la disponibilità di carta riciclata/certificata FSC, per la produzione di libri, è al momento limitata, ma Chiara ribadisce che “Il pericolo reale cui stiamo andando incontro è la distruzione delle foreste”. “Con la nostra ultima inchiesta – prosegue –  abbiamo scoperto che Asia Pulp & Paper usa specie di alberi in estinzione. Per questo abbiamo deciso di mandare dei segnali di allarme: individuare chi lavora bene, ma segnalare anche chi potrebbe fare meglio, per cercare di ridurre l’arrivo di carta proveniente da foreste primarie in Italia”.
Per quanto riguarda il mondo dei quotidiani, il 22 aprile, Giornata Mondiale della Terra, La Stampa, il quotidiano che ospita anche queste colonne, ha annunciato la decisione di diventare “il primo quotidiano verde d’Italia”, stampando le proprie pubblicazioni solo più su carta riciclata con certificazione forestale PEFC. Una scelta che permetterà di risparmiare 81 ettari di foresta all’anno, pari a 25 mila alberi, e ripiantare 8 ettari di foresta, l’equivalente di dieci campi da calcio.
Passando invece alle case editrici di libri, da quanto tempo dedicano attenzione all’ambiente? Quale rapporto instaurano con i fornitori? Quali sono le pratiche attuate all’interno dell’azienda e quali attività collaterali sono state sviluppate per la sensibilizzazione delle problematiche ambientali?
Possiamo affermare che la metà degli anni Duemila, per molti editori, rappresenta il momento decisivo per avviare pratiche di rispetto dell’ambiente. Nel periodo precedente i casi sono infatti isolati o legati a produzioni limitate. Mediamente,  fra le case editrici intervistate si inizia a dedicare attenzione a questo tema, in modo sistematico e formalizzato, 5 anni fa, con un range che va dai 20 anni (nel caso specifico dei CentopagineMillelire di Newton Compton) fino ai 3 anni (come per esempio Lupetti o Mondadori). La gran parte ha definito e attuato le procedure in autonomia, solo pochi si sono affidati a consulenti specializzati, mentre altri hanno collaborato con Greenpeace o con l’AIE per impostare pratiche corrette ed efficaci. Tutti hanno cercato di agire con buon senso e partendo dalle attività quotidiane, come il semplice riciclo delle bozze cartacee o l’uso di bozze digitali per la correzione dei testi. Fermo restando che la sensibilità green di ogni collaboratore rappresenta, in azienda, il valore più efficace.
Il rapporto con i fornitori resta tuttavia uno degli elementi chiave per condurre una buona produzione a basso impatto ambientale. È necessario essere certi delle materie prime utilizzate, soprattutto nel caso di servizi affidati a terzi. L’operazione più importante è individuare uno stampatore che utilizzi carta certificata, scelta condivisa da tutti i nostri intervistati, anche se non per tutti esclusiva. Uniformare la produzione comporta infatti difficoltà oggettive e richiede tempo. Roberto Serino, direttore di produzione e servizi tecnici RCS Libri, ci spiega che  “per le fasi produttive, il nostro gruppo è completamente terziarizzato. Ci avvaliamo di fornitori esterni certificati e non”. Anna Bruno Ventre, direttore generale Edizioni Ambiente, racconta invece che “fin dall’inizio della nostra attività il primo passo importante in questa direzione è stato decidere di utilizzare solo carta riciclata o certificata no-chlorine, per tutte le nostre pubblicazioni. Altri processi produttivi (stampa e legatura) non siamo ancora in grado di controllarli”.
Marco Cassini, editore con Daniele Di Gennaro di Minimum Fax,  afferma che “ovviamente la parte più importante per noi è quella relativa alla filiera produttiva: per tutti i nostri libri usiamo carte certificate FSC; in molti casi abbiamo anche scelto l’utilizzo di carte riciclate, composte di fibre di riciclo pre e post consumo, con un impatto ambientale ancora più basso”. Scelta analoga ha condotto Feltrinelli. Il Direttore Tecnico Massimo Pellegrino ci conferma “l’utilizzo di carte certificate FSC o riciclate per tutti i nostri libri, senza dimenticare le borse in carta  riciclata FSC utilizzate nelle nostre librerie. Stessa cosa vale per i nostri cataloghi, gli strumenti promozionali in generale, ecc. I nostri stampatori  italiani sono tutti certificati FSC e rispettano l’ambiente”. Il Gruppo Mondadori ci spiega che “nel 2010, ha deciso di formalizzare il suo processo dedicato alle tematiche di sostenibilità. Nel 2011 è stato pubblicato, a uso interno, il primo report di sostenibilità, in cui sono state evidenziate le molteplici azioni dirette e indirette volte al miglioramento delle prestazioni ambientali e al risparmio energetico messe in atto da tempo dal Gruppo. Tra queste, l’utilizzo di carta amica delle foreste. Nel 2010 Mondadori ,tra l’altro, ha aderito all’iniziativa lanciata da Greenpeace alle aziende del settore cartario italiano per evitare la distruzione delle foreste primarie. In questa occasione Mondadori si è impegnata a definire un percorso per aumentare progressivamente la percentuale di carta certificata in alcune delle collane di maggior prestigio”. Maria Galeano, ufficio stampa Newton Compton, conferma che “nella produzione dei nostri libri utilizziamo carte prodotte con cellulosa senza cloro gas, che provengono da foreste controllate e che rispettano le normative ambientali vigenti”. Laura Lisci, Direzione Relazioni Esterne e Ufficio Stampa Zanichelli, spiega che la sua editrice “non stampa direttamente i propri libri: tutte le fasi, dalla pre-stampa alla confezione, sono terzializzate. Ci assicuriamo che i nostri fornitori eseguano correttamente tutte le operazioni di lavorazione e smaltimento e siano in grado di certificarlo nel rispetto delle norme vigenti. Zanichelli stampa su carta che rispetta l’ambiente, per questo non è, a oggi, certificata FSC, perché ritiene che l’acquisto di carta certificata sia sufficiente a garantire nella sostanza il rispetto delle foreste. Tutte le certificazioni delle cartiere sono riportate sul nostro sito internet”.
Anche Claudia Peruccio, Direttore Generale EDT, dichiara che “la carta che usiamo per i nostri libri è carta FSC ecologica ed ecosostenibile, così come gli inchiostri sono tutti a norma”. Sia l’Amministratore Delegato  di Lupetti Michele Di Stefano sia Antonella Gigante dell’ufficio stampa Il Saggiatore affermano infine di usare quasi esclusivamente stampatori FSC. Mentre Domenico Caputo, Direttore Generale La Coccinella, spiega che la loro è una scelta obbligata, perché “la nostra clientela internazionale ci chiede spesso documentazione al riguardo. Nel tempo abbiamo prodotto per 38 Paesi e alcuni hanno normative estremamente restrittive al riguardo. La produzione viene affidata a una cartotecnica che è il più grande produttore di libri in cartone d’Europa ed è certtificata NEN-EN-ISO 9001-2000. Inoltre ha ricevuto da due anni anche la certificazione FSC. I materiali che comperiamo sono, nel caso di cartone bianco/grigio, di materiale completamente riciclato e nel caso di bianco/bianco acquistato interamente da un fornitore che usa esclusivamente pasta legno ricavata da foreste ripiantumate. Le colle e gli inchiostri sono atossici e nei materiali di imballaggio o finissaggio sono esenti gli ftalati. Infine, abbiamo eliminato del tutto la plastificatura sostituendola con vernici UV”.
Se per le editrici il rispetto per l’ambiente si traduce soprattutto con l’attenzione a una produzione sostenibile, in molti casi gli editori intervistati hanno dichiarato anche la formalizzazione di buone pratiche ambientali a livello aziendale. Il che si traduce in molteplici attività, dalla più scontata, come la raccolta differenziata della carta – pratica condivisa da tutte le case – alle più sofisticate, che coinvolgono non solo i comportamenti dei dipendenti, ma anche, per esempio, la scelta delle apparecchiature e la fornitura dei contratti di energia. Come racconta Michele Di Stefano di Lupetti “In una prima fase siamo partiti da semplici operazioni quali evitare il più possibile la stampa cartacea di e-mail e l’uso di carta riciclata per bozze e comunicazioni interne. Da questo siamo poi passati, per i nuovi acquisti, a componenti hardware a basso consumo energetico”. Claudia Peruccio di EDT ci segnala che negli uffici, oltre ad aderire al Progetto Cartesio, “siamo sensibili anche al risparmio energetico. Ciò significa principalmente pratiche di buona condotta: non accendere le luci durante il giorno, usare un’illuminazione a basso consumo, avere macchine impostate con risparmio energetico automatico, usare l’aria condizionata soltanto nelle ore più calde privilegiando nel resto della giornata l’aerazione naturale. Per una migliore gestione delle risorse energetiche abbiamo installato pannelli fotovoltaici”. Anche per RCS Libri è importante la sensibilizzazione dei dipendenti. Roberto Serino racconta infatti che “a livello di pratiche interne aziendali sono stati implementati vari protocolli: impianti elettrici sofisticati, sensibilizzazione ai dipendenti sull’utilizzo dell’illuminazione, della climatizzazione, delle stampanti”. Anna Bruno Ventre di Edizioni Ambiente evidenzia che “oltre ad essere particolarmente attenti alle raccolte differenziate dei rifiuti che produciamo, abbiamo deciso di attivare contratti di fornitura di energia verde”. Laura Lisci racconta che in Zanichelli “da tempo si attuano comportamenti di buona condotta aziendale come la raccolta differenziata dei rifiuti (carta cartoni e plastica, da imballaggi e non, alluminio, supporti elettronici) o l’attento smaltimento e recupero dei materiali di consumo esausti (toner) e delle attrezzature in dismissione (arredi, lampade, elettronici). Lo smaltimento differenziato dei rifiuti è parte integrante del contratto aziendale dal 2007. Dall’ottobre del 2011 l’azienda in accordo con la rappresentanza dei lavoratori ha concordato un’ancora più capillare diffusione della raccolta nelle varie aree della sede. In più, l’azienda si è dotata di distributori automatici di bevande che somministrano caffè, tè e altre bevande calde e fredde del commercio equosolidale”. Fra gli intervistati, interessante segnalare che ci sono casi in cui non si pensa solo all’attività interna all’azienda, ma anche fuori. Marco Cassini di Minimum Fax, infatti, ci spiega che “oltre alla differenziazione dei rifiuti, all’uso responsabile delle risorse energetiche, all’uso di cartucce rigenerate per fotocopiatrice e stampanti, da qualche anno abbiamo deciso di regalare l’abbonamento annuale alla rete di trasporti pubblici a quei dipendenti che si impegnano a lasciare la macchina a casa e venire al lavoro coi mezzi pubblici almeno tre volte a settimana”.
Un’iniziativa che va di pari passo con quella di Marcos y Marcos: Claudia Tarolo e Marco Zapparoli sottolineano che “tutte le nostre consegne in città avvengono con un servizio di corrieri in bicicletta, Urban Bike Messengers. Un’idea che sosteniamo fin dalla sua nascita”.
Alcuni editori hanno scelto dunque di allargare il proprio raggio di azione e si sono messi in gioco anche su altre modalità ecofriendly. Anna Bruno Ventre di Edizioni Ambiente, per esempio, aggiunge: “abbiamo cercato di intraprendere – quando ancora non lo faceva quasi nessuno – la via della smaterializzazione, mettendo a punto servizi specialistici online rivolti alle aziende. Da questo punto di vista, sottovalutato in quanto a impatto ambientale, noi abbiamo ben tre redazioni specializzate che al 70% si dedicano ai siti e al digitale. Intendiamo procedere molto su questa strada, smaterializzando quanto possibile i volumi che produciamo e offrendoli in tutti i formati informatici disponibili”. Minimum Fax ha optato invece per l’esplorazione di altri settori: “lo scorso anno abbiamo lanciato l’iniziativa Re-Book, un concorso di design per creare oggetti utilizzando come materia prima libri altrimenti destinati al macero. Abbiamo collaborato con il Comieco alla realizzazione di un concorso letterario basato sul concetto di riuso, sia in termini di materiali produttivi sia di contenuti letterari, attraverso l’idea delle ‘cover’ di classici della narrativa”. Alla EDT hanno scelto di avviare dei progetti di compensazione: “dove è possibile usiamo carta riciclata, come ad esempio  nella stampa del nostro piccolo successo per ragazzi Il pianeta lo salvo io, dove anche le emissioni di anidride carbonica prodotte dalla pubblicazione di questo titolo sono state compensate con nove alberi messi a dimora nel tratto torinese del Parco Fluviale del Po”. Marcos y Marcos crede nella comunicazione green differenziata per sensibilizzare i propri lettori. Non solo libri ma anche attività correlate: “Abbiamo fondato un’associazione che si chiama Letteratura Rinnovabile e si occupa di sostenere libro, lettura, riuso dei classici e di tutte le fonti letterarie nel modo più eco-compatibile possibile. Abbiamo progettato e lanciato la prima Agenda Rinnovabile, un’agenda perpetua, valida in qualsiasi anno, interamente stampata su carta fabbricata con alghe depurate e appositamente trattate. Abbiamo inoltre recentemente sostenuto il Comune di Milano e il suo progetto Bikewrite, che invitava i cittadini a formulare frasi rivolte agli automobilisti per sensibilizzarli al rispetto dei ciclisti. A nostro avviso, la bicicletta è uno degli strumenti che possono rendere le città più sostenibili, un simbolo di vita nuova, molto più verde, a impatto ambientale zero”.
Last but not least, per chi si fosse posto la domanda, anche Greenews.info stampa i suoi unici due strumenti cartacei – che integrano un’attività quotidiana interamente online – su carta 100% riciclata e certificata FSC ed Ecolabel di Arjowiggins, gruppo cartario francese leader in Europa nella produzione a basso impatto ambientale, che ha recentemente aderito anche al programma Climate Savers del WWF. Le edizioni 2012 dell’Agenda Greenews e del numero monografico del 2° Workshop IMAGE, in fase di produzione, sono inoltre certificate 100% Energia Pulita dal Gruppo Multiutility e il numero monografico verrà stampato dalla Gamedit di Curno, in Provincia di Bergamo, “la prima litografia a basso impatto ambientale”, che ha sviluppato Eco Offset, un modello industriale per stampare con una serie di “varianti ecologiche”, certificato da TÜV Italia.