Marcos y Marcos – Preoccupati sì, rassegnati no: “In futuro la qualità sarà fondamentale, ma…”


  • Data di pubblicazione:3/12/2013
  • Autore articolo:Antonio Prudenzano
  • Testata:affaritaliani.it

Dopo un 2012 segnato dall’inatteso bestseller del passaparola “Se ti abbraccio non aver paura” (firmato Fulvio Ervas), per uno storico marchio indipendente di qualità come Marcos y Marcos quella che si sta per concludere è stata un’annata all’insegna del “riassestamento”, in cui non sono però mancate numerose iniziative che hanno coinvolti autori, librai e lettori.
Affaritaliani.it ha intervistato i due editori milanesi, Claudia Tarolo e Marco Zapparoli, per parlare del 2013 che sta per andare in archivio e per anticipare le novità in arrivo l’anno prossimo.

Premesso che il mercato librario non vive certo mesi facili, com’è andato il vostro 2013? Avete dovuto gestire una fase delicata, dopo il successo di “Se ti abbraccio non aver paura” che ha rischiato di rompere gli equilibri…

Claudia Tarolo: “Il successo di Se ti abbraccio non aver paura è stata un’esperienza bellissima; ha dimostrato che è possibile raggiungere un grande risultato con la sola forza della qualità del lavoro e della convinzione. È stato un lavoro di gruppo, possiamo dire, ognuno ha dato il meglio di quel che poteva fare, e non c’è mai stata nessuna forzatura: per questo non abbiamo avuto contraccolpi negativi, non abbiamo avuto rese, ristampe sbagliate, tutte quelle ricadute che si associano troppo spesso a un successo. Non abbiamo nemmeno tentato di spremerlo oltre misura, o di lanciarci in tentativi di ripeterlo: abbiamo sentito, tutti, che è stata una convergenza unica di forze e che andava bene così, poi avremmo fatto altre cose. Se mi guardo attorno mi pare di poter dire che, una volta tanto, questo è un successo che ha fatto solo bene: nessuno si è montato la testa, né noi né l’autore, e di questo ossigeno improvviso abbiamo fatto scorta, ci è servito per rafforzare la struttura, l’abbiamo investito nelle nostre iniziative per la promozione della lettura. Senza esagerare”.

A proposito, a inizio novembre Ervas è tornato in libreria con una nuova avventura del suo personaggio più riuscito, l’ispettore Stucky, mezzo persiano e mezzo veneziano. Dopo che un libro come “Se ti abbraccio non aver paura” lo aveva fatto finalmente conoscere al grande pubblico, vi aspettavate un risultato migliore dal suo ritorno al giallo?

Claudia Tarolo: “Fulvio Ervas è un uomo leale, non avrebbe mai abbandonato Stucky. Da tempo questa storia croata gli ronzava in testa, ed era il momento di scriverla. Il romanzo sta piacendo, sta andando bene, molto più degli Stucky precedenti: abbiamo già dovuto ristamparlo. Per noi va benissimo così, è sano e sensato. Ci piace che le cose abbiano un equilibrio, una misura. Poi c’è un’altra vena di Fulvio Ervas che va oltre Stucky, una vena più lirica che indaga nelle emozioni in modo più diretto, e che aveva espresso in Succulente e in Se ti abbraccio non aver paura in modo spettacolare. È una vena profonda, che ha i suoi tempi, e che ci porterà belle sorprese in un futuro non lontano. L’importante è lasciare che le cose maturino. È una bella libertà, poterlo fare”.

Veniamo al 2014: confermate la scelta di pubblicare pochi titoli e di promuoverli al meglio? Quali saranno i vostri libri di punta l’anno prossimo?

Claudia Tarolo: “Siamo sempre più convinti della nostra scelta di pubblicare poco e lavorare molto su ciascun libro: in questo momento stiamo vendendo bene tutto il catalogo, continuiamo a ristampare un numero notevole di titoli, a farli durare nel tempo, senza la febbre delle novità lascia o raddoppia. Per il 2014 pregustiamo l’ultimo romanzo di Jakob Arjouni, che ci ha lasciato prima di compiere cinquant’anni con un giallo di Kemal Kayankaya allegro e scanzonato, Fratello Kemal, il suo saluto più bello ai lettori e alla vita; il secondo libro di Lavanya Sankaran, Fabbrica Speranza, un romanzo indiano di vite parallele, difficoltà e speranze in uno scenario politico che ricorda troppo l’Italia; il quarto romanzo di Ricardo Menéndez Salmón, sull’amore e sull’arte; il nuovo romanzo di Camilla Trinchieri, l’incontro tenerissimo di due anime timide e ferite; il nuovo romanzo da brivido di Lisa Gardner… tutti libri bellissimi e diversi che meritano cura, tempo e attenzione. Per questo è necessario farne pochi, e amarli tanto”.

Che ne è stato della collana diretta da Paolo Nori che avevate annunciato nel luglio 2012 proprio su Affaritaliani.it, e che sarebbe dovuta partire con un libro dello stesso Nori e con un altro di un autore di bestseller come Carlo Lucarelli?

Claudia Tarolo: “La collana partirà presto; anche in questo caso, va benissimo aspettare per uscire bene, al momento giusto, con il libro giusto. Lucarelli sta lavorando sulla strana storia di un serial killer poeta, Unterweger, un uomo dalle molte identità; non vediamo l’ora di varare la collana, Il mondo è pieno di gente strana, con questa storia davvero affascinante e strana…”.

Marcos y Marcos (da una cui costola è nata l’associazione Letteratura rinnovabile) è una casa editrice particolarmente attiva nell’organizzazione di eventi. Tra l’altro, siete uno dei marchi più attenti al rapporto con i librai e alla promozione della lettura. Quest’anno avete portato in tour “Vianeggiamenti”, spettacolo che alternava letture di testi tratti dalla Schiuma dei giorni, spezzoni scelti del film di Gondry e musiche di Duke Ellington; e non solo: la seconda edizione di “Letti di notte” ha avuto grande successo; a maggio 2014 andrà in scena il “Giro d’Italia in 80 librerie”… Qual è il filo conduttore che lega queste iniziative? Oggi un editore indipendente non deve solo pubblicare bei romanzi ma anche farli scoprire al pubblico in modi innovativi?

Marco Zapparoli: “Occorre uno sforzo comune per cambiare l’idea che si ha in Italia della lettura. A partire dalla scuola, grande fucina dei lettori di domani. La lettura non è un dovere, è un piacere: facciamolo annusare… Letture bendate, biciclette parlanti, lanterne scritte o Campeggio Libro ne sono alcuni esempi. Nelle scuole, e certamente nelle librerie e nelle biblioteche, la lettura può essere promossa in modo creativo e condiviso da tutti coloro che partecipano al grande gioco del libro. Per questo, Letti di notte e Il Giro d’Italia in 80 librerie (per non parlar di scuole e biblioteche) sono progetti ad alto tasso di creatività e condivisione. Traduttori, editori, lettori, attori, librai, bibliotecari… il mondo ruota attorno alle parole, facciamolo vedere insieme. Il filo conduttore sono quindi due paroline: creatività e condivisione. Non vale solo per gli editori indipendenti. Vale per tutti. Per quanto riguarda Marcos y Marcos, nel 2014 cercheremo di inventare iniziative adeguate agli autori o ad alcuni dei libri che proporremo: ‘Cavina alla lavagna’, per esempio, realizzato con la complicità dei licei e dei librai, sta contribuendo in modo decisivo all’affermazione di Cristiano. E battezzeremo la primavera, se dio vuole, con il nuovo sito, che verrà rilasciato il 21 marzo”.

A proposito di eventi, lunedì 16 dicembre, al Teatro Leonardo di Milano, insieme alla compagnia teatrale Quelli di Grock, si apre la quinta stagione di “Libri a teatro”, iniziativa che vi vede da anni protagonisti. E’ in programma una serata speciale dedicata “Strane avventure di Sherlock Holmes in Giappone” di Dale Furutani, che avete appena pubblicato, e al termine dello spettacolo al pubblico verranno offerti inediti assaggi di sushi & vino. Gli appuntamenti a teatro proseguiranno anche nel 2014?

Marco Zapparoli: “Libri a Teatro è un’avventura che ci sta dando grandi soddisfazioni, perché a ogni nuova puntata, goccia a goccia, c’è sempre un pochino di gente in più. Questo esperimento di riduzione scenica di un libro, realizzata da Susanna Baccari assieme a Claudia, cattura assai anche l’attenzione anche dei non lettori. Mettere in scena un romanzo, o racconti, puntando prevalentemente sul testo stesso, non è uno scherzo, eppure ogni volta alla fine gli applausi sono chiari e forti… e questa volta per Furutani ci sarà perfino il sushi!
Come da tradizione, gli appuntamenti sono tre; dopo Furutani, il 27 gennaio 2014 sarà la volta del Dizionario affettivo della lingua ebraica di Bruno Osimo; e il 14 aprile, si chiude in bellezza con Un angelo a Babilonia di Friedrich Dürrenmatt”.

Dal 5 all’8 dicembre sarete protagonisti alla 12esima edizione di “Più libri più liberi”, la fiera della piccola e media editoria di Roma: tra i vostri colleghi c’è preoccupazione, rassegnazione, o speranza?

Marco Zapparoli: “Rassegnazione di sicuro no: il nostro mondo rimane fra i più combattivi e creativi, anche se sarebbe meglio fare una riflessione collettiva su come non sprecare risorse. Ricordiamo che, nonostante la legge Levi, si ‘inventano’ troppe campagne che alla fin fine la eludono, e che la competizione fra le catene, per l’appunto a suon di sconti, non giova a nessuno, neppure a loro. Quando i principali attori del mercato si renderanno conto che non hanno bisogno di queste spuntate e scontatissime armi (scusate il gioco di parole) per avvicinare il pubblico, il sistema editoriale recupererà risorse (circa 30 milioni) metà delle quali potrebbero essere impiegate per promuovere libro e lettura.
 Certamente c’è preoccupazione, perché molte librerie e anche molti editori sono in difficoltà finanziaria. Ma c’è anche grande fermento. Il nuovo presidente dei Piccoli editori, Antonio Monaco, si sta impegnando moltissimo per aggregare energie e proporre cose certamente più utili degli sconti. Giovanni Solimine, Presidente del Forum del Libro, ha coraggiosamente aggregato un ampio numero di entità attorno a un progetto come il Piano per la promozione della lettura, che se riuscisse ad avere realmente un finanziamento, come promesso dal Ministro Bray, sarebbe un’altra stoccata favorevole. E favorirebbe l’editoria di qualità, questo è certo.
 Per quanto riguarda Marcos y Marcos, abbiamo deciso di puntare moltissimo sui giovani e giovanissimi. Il contratto per il nuovo sito lo abbiamo firmato con un team di quattro agguerritissimi ‘under 25′, che si chiamano ‘Ocio’, in milanese occhio. Occhio ai giovani!”.

Al tempo dei “libroidi” e dell’ascesa del self-publishing l’editoria indipendente di qualità ha un futuro?

Marco Zapparoli: “Non c’è dubbio. La Fiera di Francoforte ha dato i primi segnali in questo senso. Molti stand tecnologici sono stati spostati nelle corsie laterali, si son visti più editori puntare sulla qualità del layout e sull’impiego di carte realmente buone, più stand collettivi basati su idee e non su concentrazioni editoriali. Lo stand collettivo degli editori di audiolibri, per esempio, ha preso il posto dello stand che l’anno scorso era riservato ad alcuni produttori di lettori di e-book. Io credo che in futuro si pubblicherà meno, si venderà un pochino meno, ma la qualità sarà un requisito indispensabile per far contenti i lettori esigenti. Una razza coriacea, intelligente, curiosissima, tutt’altro che destinata a soccombere!”.