Marcos y Marcos: indipendenti e fieri di restare tali


  • Data di pubblicazione:20/09/2009
  • Autore articolo:Igor Traboni
  • Testata:Il Secolo d'Italia

«Eravamo in vacanza in Nuova Zelanda e un giorno siamo entrati in una libreria di Auckland, la capitale, e abbiamo chiesto alla commessa di consigliarci un autore, un volume. Lo abbiamo letto, ci è piaciuto e così abbiamo scoperto Janette Turner Hospital. L’abbiamo cercata, trovata e così l’8 ottobre uscirà il suo “Orfeo perduto”, libro nel quale crediamo molto, la storia tra un musicista e una scienziata che si occupa di matematica della musica, di un grande amore, passione comuni e un misterioso attentato. Invece adesso Marco è in Cile, me lo immagino entrare ed uscire da chissà quante librerie e poi tornare in Italia con qualcosa di interessante da pubblicare».
Anche così, in queste maniera tra l’epico e il romantico, alla Marcos y Marcos scoprono nuovi autori, la vera forza di un editore che ha saputo mantenersi indipendente nei suoi dieci anni di vita, ritagliandosi una bella fetta di visibilità e qualche soddisfazione, come la finale dello Strega con “I frutti dimenticati” di Cristiano Cavina, fresco vincitore del Premio Castiglioncello.
Il Marco dell’episodio iniziale è Zapparoli (l’altro Marco del nome, ovvero Franza, nel frattempo è invece uscito dalla società) mentre la voce narrante è quella di Claudia Tarolo, già brillante dirigente di una multinazionale e poi assorbita dalla bella avventura della casa editrice, cui si è dedicata anima e corpo.
«Siamo contenti di aver mantenuto la nostra dimensione abbastanza piccola, ma soprattutto indipendente – riprende a raccontare in maniera coinvolgente la Tarolo – e facciamo molto affidamento sui librai indipendenti. Sia noi che loro riusciamo così a difendere le cose che amiamo. Nel nostro caso quello che vogliamo pubblicare, gli autori che scopriamo, in maniera un po’… vagabonda per il mondo,
ma anche in contatto con altri editori non solo europei o addirittura tramite internet, modalità meno… romantica ma comunque efficace. Attualmente pubblichiamo tredici novità l’anno. Forse è un numero piccolo rispetto ad altri editori, ma questa è la nostra dimensione. Anche perché così riusciamo a seguire gli autori e, in qualche maniera, a farci seguire da loro…».
Un momento: editore indipendente, solo 13 titoli l’anno, una piccola struttura (all’inizio poco più che una mansarda) a Milano: ma allora, il segreto per farcela dov’è nascosto?
«In casa editrice siamo pochi – sorride soddisfatta la Tarallo – ma ognuno di noi lavora per tre, così facciamo tutto… al prezzo di uno! ».
La qualità, come dimostra il catalogo, non ne risente, anzi:
«Da un paio di anni abbiamo deciso di produrre di meno, ma di leggere di più. Così arriviamo a voci fresche, originali, che il pubblico dimostra di gradire. E gli autori, come dicevo, apprezzano questo progetto».
In questi giorni, ad esempio, la Marcos y Marcos sta portando in giro Michael Zadoorian, in America lanciato proprio dai librai e qui da noi fresco del successo di “In viaggio contromano”. E anche il suo sarà un viaggio italiano in contro… tendenza rispetto alla grande editoria: la Marcos lo accompagna soprattutto nelle città di provincia, isole comprese, e nelle solite librerie indipendenti, a contatto con tanti lettori forti.
«In questo modo i nostri autori li facciamo conoscere veramente – aggiunge Claudia Tarolo – e devo dire che, in un momento non buono anche per l’editoria, noi invece siamo in crescita, grazie anche al passaparola di quanti amano il nostro marchio. Piccoli numeri ma interessanti. Proprio come i nostri libri e i nostri autori».
Va bene, poi però arriva il pesce grande e…
«Non sempre succede così – riprende il coeditore della Marcos – Con Cavina, ad esempio, è accaduto l’esatto contrario. Dopo il successo l’hanno cercato in tanti e comunque può vantare diversi tentativi di imitazione, come la settimana enigmistica. Ma lui è rimasto con noi, perché dice di sentirsi come Asterix nell’ultima provincia della Gallia. E che qui può restare indipendente. E comunque di successo».
Ma ci sono altri libri che stanno per segnare la nuova stagione della Marcos y Marcos, ad iniziare da “Follia docente” di Fulvio Ervas, già in catalogo con l’editore milanese grazie a “Pinguini arrosto”: quello un poliziesco, questa la storia (ma non la solita solfa del genere…) del professor Elia, tra avventure, disavventure e farneticazioni di un docente in balìa della tempesta scolastica.
Poco più in là, ad ottobre inoltrato, uscirà invece “In fuga con la zia” di Miriam Toew, altra autrice nella quale la Tarolo crede molto:
«L’abbiamo scoperta in Canada e questa è la storia di una zia on the road. La protagonista ha appena 28 anni, ma già una famiglia disastrata alle spalle, compresi i nipoti con i quali intraprende questo viaggio, fino al confine con il Messico a cercare il padre. Viaggio che diventa lo spunto di un dialogo continuo, e pieno di sorprese, tra una zia molto giovane e due nipoti ancora più piccoli».
Un’altra scoperta internazionale della Marcos è l’indiana-statunitense Jhumpa Lahiri: «Ci è stata segnalata da un amico editore olandese. Brava, ma senza riconoscimenti internazionali, e così i grandi editori non hanno colto l’occasione. Noi abbiamo preso e tradotto la raccolta di racconti “L’interprete dei malanni”, rapiti da una scrittura cristallina, minuziosa, Poi ha vinto il Pulitzer e tutti si sono accorti di lei…».
Ma Claudia e Marco vanno avanti, con il gusto indipendente di chi può permettersi il lusso di entrare in una libreria di Auckland o battere la provincia italiana (ancora Cavina, a lungo inquilino di una casa popolare in un paese romagnolo) per tirare poi fuori tredici gemme l’anno.