Marcos y Marcos: il coraggio di insistere con la poesia in un mercato dei libri in crisi. L’intervista.


  • Data di pubblicazione:1/10/2011
  • Autore articolo:Antonio Prudenzano
  • Testata:Affaritaliani.it

Quest’anno la Marcos y Marcos di Claudia Tarolo e Marco Zapparoli ha festeggiato 30 anni di editoria indipendente. Il 3 novembre la casa editrice milanese pubblica in contemporanea due raccolte di poesia (la riedizione di “Pietra sangue” di Fabio Pusterla e “Come non piangenti” di Cristina Alziati) e “La corsa dei mantelli”, l’unica prosa di Milo De Angelis.
Gli editori ad Affaritaliani.it spiegano dove trovano il coraggio di insistere con la poesia (“…pubblicarli insieme, in edizione con carte pregiate e grafica accurata, ci sembra il modo migliore per chiudere in bellezza un cerchio lungo tre decenni, offrire ai lettori un segnale di fiducia non solo nella poesia, ma nel libro tout court come strumento ideale per godersi testi ‘alti’…”), parlano dell’innamoramento per i versi della Alziati (“…siamo stati immediatamente investiti dalla sua purezza…) e della crisi del mercato editoriale: “Il momento è difficile, non si può negare, anche Marcos y Marcos quest’anno ha sentito l’incertezza del mercato, pur riuscendo a resistere nella tempesta”.

Marcos y Marcos ha cominciato la sua avventura 30 anni fa pubblicando poesia, genere letterario sempre meno considerato dal mercato dei libri italiano.

Claudia Tarolo e Marco Zapparoli, con che “coraggio” insistete proponendo ancora poesia, e addirittura pubblicate in contemporanea (il 3 novembre) la raccolta di Cristina Alziati, “Come non piangenti”, la riedizione di “Pietra sangue” di Fabio Pusterla e “La corsa dei mantelli”, l’unica prosa di uno dei poeti italiani contemporanei più apprezzati dalla critica, Milo De Angelis?

“Per noi, il 2011 rappresenta l’anno della fierezza, l’anno in cui festeggiamo la nostra indipendenza, il lavoro di anni e anni accanto ai nostri autori. La poesia è un giacimento inesauribile di immagini, pensieri, forze. Chi la ama la segue con una passione immutata, oggi come trent’anni fa. La corsa dei mantelli di Milo De Angelis è uno dei libri che più abbiamo ammirato e riletto da giovanissimi. Appena prima che nascesse la casa editrice, ce lo siamo regalato con grande amore. Si può immaginare cosa significhi per noi rilanciarlo oggi in libreria in grande stile… Fabio Pusterla scrive poesie meravigliose, è una splendida persona ed è vicino alla casa editrice da un quarto di secolo. La riproposta di Pietra sangue si affianca perfettamente a una pietra miliare come La corsa dei mantelli. A chiudere il cerchio, Cristina Alziati, che per noi rappresenta la grande scoperta del momento. Questi tre libri fanno famiglia, così come per noi la casa editrice è davvero, soprattutto, una casa. Sottolineano il nostro amore immutato nella forza delle parole; pubblicarli insieme, in edizione con carte pregiate e grafica accurata, ci sembra il modo migliore per chiudere in bellezza un cerchio lungo tre decenni, offrire ai lettori un segnale di fiducia non solo nella poesia, ma nel libro tout court come strumento ideale per godersi testi ‘alti’. Il pubblico della poesia è fedelissimo, e siamo certi che apprezzerà”.

Cristina Alziati rappresenta una delle “nuove voci” più interessanti della nostra poesia. Di lei hanno scritto in passato Fortini, Siciliano, Cucchi e Raffelli, e il “vostro” Pusterla dice che oggi “in Italia non ci sono molti poeti in grado di tenere il passo di Cristina Alziati”. Da editori e appassionati di poesia, cosa vi colpisce dei testi della Alziati?

“Noi non ci sentiamo critici letterari, il nostro non è un lavoro teorico; siamo prima di tutto lettori voraci, appassionati, onnivori. Ci piace la poesia, da sempre, leggiamo i filosofi, ma amiamo molto anche gialli e noir; fare l’editore significa stabilire un contatto molto fisico, quasi istintivo con i testi. Crediamo che molti decenni di lettura ‘spregiudicata’ ci abbiano trasmesso una forza primaria fondamentale: saper distinguere la scrittura autentica, sorgiva, dalla scrittura artefatta, dalla pretenziosa ricerca stilistica. In questo senso amiamo le parole nude, dirette, forti di se stesse e della propria imperfezione. Forti di un messaggio pressante, profondamente sentito. Leggendo le poesie di Cristina Alziati, siamo stati immediatamente investiti da questa purezza. Dalla sua urgenza di dare un nome alle cose, perché non vadano perdute; ‘ultimo amore che contro la notte ama’. Dal suo bisogno vero di prestare la propria voce alle piccole cose che sedimentano e si fanno mute. Abbiamo amato il suo sguardo limpido anche sulle cose terribili, persino quando la tragedia riguarda proprio lei, il suo stesso corpo; forse la prova più difficile, riuscire a rendere testimonianza sommessa e potentissima del momento in cui si cessa di sentirsi eterni; con la precisione e la necessità del ‘bisturi che da me me morente in me stagliava”.

Una domanda più generale: non è un momento facile per il mercato dei libri in Italia. Come chiuderà il bilancio 2011 Marcos y Marcos? Siete ottimisti per il futuro dell’editoria indipendente?

“Il momento è difficile, non si può negare; anche Marcos y Marcos quest’anno ha sentito l’incertezza del mercato, pur riuscendo a resistere nella tempesta. È un momento di passaggio, ma ce ne sono stati tanti: l’importante è riconoscere, ogni volta, le tensioni positive che ci proiettano in avanti. Nel bilancio positivo del 2011 contano molto le centinaia di persone che hanno partecipato ai nostri incontri, che hanno risposto con entusiasmo ai nostri modi vari di aprire le porte della casa editrice, di far risuonare la voce e l’energia dei nostri testi anche al di là delle pagine scritte. Ci sorregge, insomma, la convinzione di soddisfare un bisogno essenziale: calarsi nel flusso della narrazione, che apre la strada a incroci e collegamenti che che fanno vera rete, che “connettono“ davvero. Il futuro della libreria dipende forse dalla sua capacità di rappresentare sempre di più un luogo di incontro, un terreno di scoperta; il nostro futuro di editori indipendenti dipende dalla capacità di rispondere in modo vivo e coerente a questo desiderio di scambio e confronto, reale e non virtuale, con un giusto tempo rallentato, nel campo di forze del testo”.

COSI’ PUSTERLA SUL LIBRO DI CRISTINA ALZIATI: “La mia impressione è questa: siamo di fronte a un’autrice vera, diversa dai poeti ‘di moda’, potente nell’espressione, capace di condensare in immagini lancinanti un pensiero di vasta portata, insieme lirico e, si potrebbe quasi dire, epico, poiché sa attraversare la soggettività individuale affilata da un’esperienza terribile (la malattia, un tumore, di cui le poesie dicono parcamente ma chiaramente quel che si può dire, senza pietismi o autocompiacimenti) e aprirsi a uno sguardo sugli altri, sui sofferenti, sui minacciati, sui negati. Ne esce una poesia civile e persino politica nel senso più ampio e più alto del termine; e basta scorrere rapidamente le note conclusive per farsi un’idea chiara di questo aspetto, e dell’ampiezza dello sguardo, che passa da Nairobi alle isole Eolie, dalle Dolomiti ai romeni di Tor di Quinto, letti in controluce con il comunicato nazista circa le Fosse Ardeatine, dai rom ai bambini malati di cancro. Il titolo riassume molte cose; le parole che lo compongono sono di Paolo di Tarso, e suggeriscono contemporaneamente l’esistenza del dolore e la relativizzazione del dolore; il male che ci accompagna e che dobbiamo credere di poter superare; il realismo, la lucidità, ma insieme una specie di utopia da difendere; e tutto questo con un tono leggermente alto, leggermente solenne, ma di una solennità appena accennata. Poi, leggendo, ci si sorprende di scoprire in questi versi una singolare commistione di realtà concreta, concretissima e nominata senza paura, e di visionarietà. Non vedo al momento in Italia molti poeti in grado di tenere il passo di Cristina Alziati”.

L’AUTRICE – Cristina Alziati è nata nel 1963 e ha studiato filosofia. Il suo esordio poetico risale al 1992, quando una sua silloge, presentata con grande convinzione da Franco Fortini, esce in un’antologia.
Suoi versi vengono poi pubblicati in varie riviste di poesia, e lei stessa distribuisce copie ciclostilate della sua prima raccolta poetica, suscitando reazioni entusiastiche.
Nel 2005 pubblica il suo primo libro, A compimento (Manni), che si aggiudica il Premio internazionale di poesia Pier Paolo Pasolini e giunge finalista al Premio Viareggio.
Cristina Alziati vive a Berlino, traduce poesia e narrativa dal tedesco e dallo spagnolo.