Le copertine di Marcos y Marcos


  • Data di pubblicazione:14/01/2014
  • Autore articolo:Marta Abbà
  • Testata:omnimilanolibri.tumblr.com

Fondo colorato e illustrazione di Lorenzo Lanzi, da 15 anni un libro Marcos y Marcos si presenta così. A raccontarcelo Claudia Tarolo

Qual è il ruolo dell’editor nella creazione delle copertine? Con chi si rapporta e con chi deve “mediare”?

In Marcos y Marcos l’editor coincide con uno dei due editori, e perciò gode di grande libertà. Il suo compito però è complesso, perché noi non utilizziamo immagini già esistenti, ma facciamo realizzare un’illustrazione apposita per ogni libro che pubblichiamo. L’editor, che sarei poi io, deve dunque scervellarsi per trovare un’immagine che evochi al meglio il contenuto e il tono del libro, per prima cosa, e in questo si confronta con l’altro editore, poi deve trovare il modo di spiegare l’idea all’illustratore. Altre mediazioni, nel nostro caso, non ce ne sono.

Esistono delle “restrizioni” dettate dalla casa editrice a priori, per la scelta della copertina?

La restrizione, in un certo senso, consiste nello stile che abbiamo scelto e che contraddistingue la casa editrice, ci rende immediatamente identificabili in libreria. Fondo colorato e illustrazione di Lorenzo Lanzi: da ormai quindici anni un libro Marcos y Marcos si presenta così.

Le nuove tecnologie hanno cambiato il vostro modo di lavorare sulle copertine?

Sì; innanzitutto, fino a sette otto anni fa Lorenzo realizzava l’immagine su tavola, con matite, pastelli, tempere o acquarelli; la tavola veniva spedita, perché Lorenzo abita in un paesino vicino a Reggio Emilia, poi andava scandita e successivamente lavorata con photoshop per ritagliarla dal fondo. Solo al quel punto poteva essere impaginata. Ora Lorenzo ci manda via mail la scansione delle bozze a matita, poi l’immagine realizzata con un programma informatico, pronta per essere utilizzata.

Quali sono i principali criteri su cui si basa la scelta del soggetto rappresentato? E per il colore di sfondo?

Cerco di scegliere un soggetto semplice e immediato, e di rendere attraverso di esso, al primo sguardo, l’atmosfera del libro. Per il colore di fondo, cerco di differenziarlo da quello di altri libri dello stesso autore e dagli sfondi dei libri che lo precedono e lo seguono immediatamente nel programma editoriale. È sempre un fatto di distinzione e riconoscibilità.

Dal manoscritto alla copertina: quali sono i passaggi principali? Viene scelto prima l’illustratore o il soggetto?

Per noi adesso è facile, perché abbiamo un rapporto consolidato con un unico illustratore, Lorenzo Lanzi. Quando mi pare di avere individuato un buon soggetto, gli telefono, e magari gli mando via mail delle immagini a cui ispirarsi.

Quali sono le tre copertine di cui va maggiormente “fiera”?

Sono più di tre! Dovendo proprio scegliere, direi “In viaggio contromano” di Michael Zadoorian, “Quello che non c’è scritto” di Rafael Reig e “Derrumbe” di Ricardo Menénedz Salmón.

C’è una copertina di un’opera famosa che non ha mai fatto e che sogna di creare?

Sarebbe una bella sfida illustrare Balzac, per esempio. Dare una copertina Marcos a un capolavoro assoluto come “Illusioni perdute”. Magari la carrozza su cui Vautrin e Lucien concludono il patto fatale.