Il signor Marcos y Marcos in persona


  • Data di pubblicazione:12/07/2012
  • Autore articolo:Monica Zanfini
  • Testata:Glamour.it

Di solito gli editori, quando entrano in libreria, non sono in carne e ossa ma sono di carta: fatti di fogli impaginati, cartoncini e bandelle. Sono oggetti, sono libri: come persone fisiche non esistono. Hanno nomi di defunti che li hanno preceduti, oppure radunano tanti editori, sono gruppi editoriali. Hanno uffici commerciali, direttori, amministratori delegati (che adesso si chiamano CEO).
Insomma sembrano fantasmi, molto potenti, capaci di muovere le vendite di migliaia e migliaia di copie, ma fantasmi, entità.
Invece nella piccola e media editoria esistono ancora delle persone che hanno un nome e un cognome e una fisicità.
Capita spesso che in libreria entrino scrittori, ma che entrino editori è assai più raro, almeno a Firenze, dove lavoro io. Ecco, pochi giorno fa, invece, si è materializzato un editore in visita. Era il signor Marcos y Marcos in persona, e infatti si chiama Marco.
I librai più anziani, come me, lo conoscono da tanti anni e ne hanno sempre apprezzato le scelte, l’intuito, la capacità di anticipare tanti grandi editori (come non ricordare la scoperta di John Fante), la passione per una visione interdisciplinare della contemporaneità con la rivista Riga.
È stato un bell’incontro, dopo tanto tempo, ed eravamo tutti felici per il successo meritato di Se ti abbraccio non aver paura di Fulvio Ervas, un autore che mi ha sempre “intrigata” sin dalle prime uscite, con l’ispettore Stucky. Poi ci siamo salutati, aveva comprato anche dei libri, di altri editori, ma non sono riuscita a memorizzare cosa compra un editore: non solo per rispetto della privacy, ma perché ero troppo occupata a farmi raccontare della sua passione per ogni iniziativa che promuova la lettura e la “bibliodiversità”.
Lo scorso anno la casa editrice Marcos y Marcos ha festeggiato i trent’anni di attività: una fiaba con il lieto fine, la dimostrazione che i sogni non sono solo desideri. E Marco, l’editore, è in perfetta forma fisica, sembra sempre giovane, come quando l’ho conosciuto più di 20 anni fa a Milano: ma non è la conservazione artificiale dei lifting e del botox, è l’eterna giovinezza che non abbandona mai chi si nutre di cultura, passione e curiosità.