Decrescita, sostegno ai librai, nuova collana (con Nori e Lucarelli): ecco il futuro di Marcos y Marcos


  • Data di pubblicazione:1/07/2012
  • Autore articolo:Antonio Prudenzano
  • Testata:Affaritaliani.it

11 edizioni, oltre 100mila copie vendute finora. Nell’anno della crisi il marchio indipendente Marcos y Marcos – con una trentennale storia alle spalle – ha avuto un exploit con il successo di “Se ti abbraccio non aver paura” di Fulvio Ervas (presto anche un film). Ora non sarà facile gestire questo successo, ma le iniziative a cui i due editori Claudia Tarolo e Marco Zapparoli stanno lavorando sono davvero tante. Affaritaliani.it li ha intervistati: “Il rischio più grande, ovviamente, è quello di montarsi la testa. Aumentare il numero di titoli, le tirature, gli impegni economici, l’assalto a nomi celebri soprattutto della narrativa straniera. Noi invece abbiamo deciso di decrescere felicemente una volta di più. Pubblicheremo un romanzo in meno. Le energie in più le investiremo per far conoscere i libri che pubblichiamo. Abbiamo deciso di impegnarci ancora di più nel sostegno ai librai, che sono i nostri grandi alleati. Qualcuno dice: è folle che non esista un e-book di Ervas. Eppure, per noi, sostenere i librai significa dare a loro, e al libro fisico, che è una grande storia, l’esclusiva”. La milanese Marcos y Marcos sta per cambiare sede (e sito internet): “Ai Frigoriferi milanesi avremo molto più spazio, una terrazza ospitale, un’orchestra che prova al di là del cortile, designer, fotografi, galleristi ed esperti di slow food da incrociare al bar condominiale. Un terreno favorevolissimo allo scambio”. In arrivo anche gli audio-libri (mercato che in Italia stenta a decollare): “Non hanno successo commerciale. Ma promuovere la cultura dell’ascolto è fondamentale se si vuol promuovere la lettura. Molti nostri autori si prestano molto ad essere ascoltati, girano l’Italia in lungo e in largo…”. E sull’invenzione delle “Notti bianche delle librerie indipendenti” spiegano: “Stiamo pensando a una seconda edizione, condivisa con più editori e più librai, biblioteche, scuole…”. Parlano anche della nuova collana curata da Paolo Nori, che conterrà vite di personaggi incredibili “narrate da mani eccellenti quanto appassionate”: “Prima di Natale ci sarà anche un libro di Carlo Lucarelli, ‘Quando faccio una cosa, mi piace farla bene. La tripla vita di Jack Unterweger’, sarà una sorpresa…”. Intanto, a settembre arriva l’esordiente Sarah Spinazzola, milanese classe ’83, che avrà il compito di smentire l’ultima provocazione di Antonio D’Orrico…
In un’annata finora caratterizzata dal calo delle vendite e dalla diffusione della “tendenza low cost”, una delle poche sorprese positive nell’editoria libraria italiana è stata il successo di Marcos y Marcos – casa editrice indipendente milanese che ha da poco compiuto 30 anni -, con il bestseller di Fulvio Ervas “Se ti abbraccio non aver paura”, tradotto in 6 lingue, che diventerà anche un film (Cattleya ha appena acquisito i diritti), e che da ormai 12 settimane “resiste” nella top ten dei libri più venduti in Italia.
Del presente e del futuro di Marcos y Marcos Affaritaliani.it ha parlato con gli editori, Claudia Tarolo e Marco Zapparoli.

Ovviamente partiamo da Ervas: vi sareste mai aspettati un tale successo?

“È superiore a ogni aspettativa: a tre mesi scarsi dall’uscita l’abbiamo ristampato 11 volte, e ne abbiamo vendute più di 100mila copie.  Al di là dei numeri, colpisce l’entusiasmo dei lettori, la partecipazione ad alta tensione emotiva del pubblico alle presentazioni, l’adesione delle famiglie che vivono problemi simili a quelli narrati nel romanzo, che dimostrano quanto il messaggio positivo e coraggioso lanciato dal padre di Andrea sia necessario e condivisibile. Non ci aspettavamo che il libro diventasse un bestseller, questo è sempre imprevedibile, ma di certo in questo libro abbiamo creduto tanto. Il giorno in cui abbiamo chiuso il testo abbiamo avuto la netta sensazione che ci fosse forza, ritmo e storia, e una risposta viva e sincera a domande grandi e pesanti come montagne. La scrittura di Fulvio Ervas, la forza di Franco Antonello, protagonista del romanzo, la fiducia dei librai, lo slancio di Stefano Lorenzetto, il primo giornalista che ci ha creduto fino in fondo, la decisione ardita del direttore di Panorama di dedicare una copertina a un padre con un figlio autistico, la sensibilità di Daria Bignardi e di Giulio Golia: la felice combinazione di tutti questi elementi ha innescato una catena virtuosa che non accenna a fermarsi”.

Per una piccola realtà indipendente è difficile gestire un risultato di questo tipo? Quali rischi si corrono?

“Più che difficile, è molto impegnativo. Fulvio Ervas e Franco Antonello sono subissati di richieste, Roberta Solari e Federico Caprari,  alfieri rispettivamente di Ufficio stampa e Ufficio commerciale, si riuniscono anche due volte al giorno per mettere a punto l’agenda bella e felicemente ‘impossibile’ di Fulvio. Fulvio insegna al Liceo, quindi continuerà a fare i salti mortali per correre da una parte all’atra dello stivale, accontentando, come è giusto che sia, tutti coloro che amano questo romanzo. Nelle prime settimane, le ristampe si susseguivano a rotta di collo e non era facile stabilire quante copie stampare: eppure, il libro non è mai mancato. Mai. Il rischio più grande, ovviamente, è quello di montarsi la testa. Aumentare il numero di titoli, le tirature, gli impegni economici, l’assalto a nomi celebri soprattutto della narrativa straniera. Noi invece abbiamo deciso di decrescere felicemente una volta di più. Pubblicheremo un romanzo in meno. Da 13, passeremo a 12. Le energie in più le investiremo per far conoscere i libri che pubblichiamo.  Abbiamo deciso di impegnarci ancora di più nel sostegno ai librai, che sono i nostri grandi alleati. Qualcuno dice: è folle che non esista un e-book di questo romanzo. Eppure, per noi, sostenere i librai significa dare a loro, e al libro fisico, che è una grande storia, l’esclusiva”.

I grandi gruppi si sono fatti avanti “interessati”?

“Ma un grande gruppo non si farebbe mai avanti con uno scrittore al nono romanzo, se ne vergognerebbe: ma come, potrebbe ipoteticamente rispondergli lo scrittore, ti accorgi di me solo quando vedi il mio nome nella classifica, dove sono arrivato per meriti altrui, dopo un lungo lavoro quotidiano? Un grande gruppo, se è davvero grande, non lo farebbe mai. O no?”.

Guardiamo al prossimo futuro. Dopo l’estate pubblicherete il libro d’esordio di Sarah Spinazzola, milanese classe ’83. “Il mio regalo sei tu” è la storia di un amore capovolto: cosa vi ha colpito della scrittura di questa giovane autrice?

“Sarah Spinazzola avrà il compito di smentire l’ultima provocazione di Antonio D’Orrico, che su uno degli ultimi inserti domenicali del Corriere della sera ha dichiarato, papale papale, che le donne scrivono peggio degli uomini. Giovane com’è, piena di riflessioni e intensità nello sguardo, Sarah è dotata d’immediatezza e forza espressiva a sufficienza per vincere parecchie sfide”.

Quali saranno le altre novità che porterete in libreria nella seconda parte dell’anno?

“Come si diceva, siamo in piena decrescita, e contemporaneamente stiamo ristampando un sacco di libri. Oltre ai soliti, segnaliamo il grande rilancio della Principessa sposa di William Goldman, e il successo di un titolo di poesia dell’anno scorso: Come non piangenti, di Cristina Alziati, che ha vinto un sacco di premi.  La novità più rilevante è rappresentata da una nuova collana, diretta da Paolo Nori: vite di personaggi incredibili narrate da mani eccellenti quanto appassionate. La collana si chiama ‘Il mondo è pieno di gente strana’.  I primi due romanzi sono di Paolo Nori stesso e… di un certo Carlo Lucarelli”.

Sempre in autunno arriveranno anche i vostri primi audio-libri: “Se ti abbraccio non aver paura”, letto da Massimo Villa, e “Dizionario affettivo della lingua ebraica” di Bruno Osimo… Come mai avete deciso di investire in questo settore, che in Italia finora pare non aver raggiunto il successo che ci si attendeva?

“Verissimo, gli audio-libri non hanno successo commerciale. Ma promuovere la cultura dell’ascolto è fondamentale se si vuol promuovere la lettura. Molti nostri autori si prestano molto ad essere ascoltati, girano l’Italia in lungo e in largo. Una testimonianza orale dei loro testi ci sembra una piccola cosa in più di cui godere. Bruno Osimo è un ottimo interprete di se stesso. Massimo Villa è un vero fuoriclasse, quando legge. La sua voce inconfondibile caratterizza l’attacco del trailer di Se ti abbraccio non aver paura, che è stato visto quasi centomila volte, e siamo certi che molte persone avranno voglia di ascoltare la sua voce che si dipana lungo tutto questo viaggio straordinario. E in futuro… sorprese! Forse nemmeno i nostri audiolibri saranno bestseller, ma si faranno strada per l’originalità della proposta, della miscela, degli accostamenti. Pochissimi l’anno, come da tradizione. Viaggeranno, appunto, in coppia con gli autori”.

Siete stati tra i promotori della prima “notte bianca” delle librerie indipendenti: quali sono gli altri progetti a cui state lavorando per difendere “l’eco-sistema” libro?

“Per essere più precisi, l’abbiamo ‘inventata’ assieme a Patrizio Zurru e Daniela Melis, creativi librai di Piazza Repubblica, a Cagliari. Quando abbiamo lanciato il concorso ‘Andare in libreria’, Patrizio ha tirato fuori dal cappello la prima notte bianca in libreria in assoluto. Dopo il successo di quella notte, sembrava giusto investire una parte del denaro guadagnato con Se ti abbraccio non aver paura per sostenerne una versione nazionale, e gestire fianco a fianco con un libraio un gioco basato su creatività diffusa e condivisione.  Dopo una chiacchierata e un fitto scambio di e-mail con Patrizio  abbiamo inventato il nome ‘Letti di notte’, fatto disegnare da Lorenzo Lanzi il marchio. Per una volta… lo abbiamo anche registrato. Da quel momento, abbiamo pensato di farne un’esperienza fortemente ‘inclusiva’. Chi ha idee e desiderio di sostenerle e condividerle, ce le sottopone: da duepunti a Einaudi. Realizzare un sito apposta, stampare 99 magliette con il marchio, inventare un gioco, mettere il tutto a disposizione di altri editori e soprattutto di tutti i librai (52) che avevan voglia di partecipare a questo gioco. E’ stato meraviglioso. Con Patrizio stiamo pensando a una seconda edizione, condivisa con più editori e più librai, biblioteche, scuole. Quattro mesi per raccogliere idee, partner,  poi usciremo alla grande. Stiamo pensando ad altri progetti. Ce ne sono in cantiere un mucchio, man mano li lanceremo: se ne parla in autunno.  Al centro, ci saranno sempre libro, lettori, librai. Per far rete sul serio”.

Nuovi libri a parte, quali altri iniziative state preparando?

“Proporremo in anteprima ai librai, ai book-bar, in generale ogni luogo dove si mastichino libri, quindi anche alcuni musei, due nuovi oggetti.  Abbiamo pensato di definirli con nomi caldi, immediati. Primo: i-panni. Pannetti coloratissimi, da usare per pulire occhiali, cellulari, tablet, schermi in genere. Di solito, queste pezzuole ha un colore bigio, o recano qualche riproduzione artistica. Noi abbiamo pensato che fosse bello arricchirli di parole. Esempio? ‘Un libro allunga la vista’.  Ogni panno sarà arricchito da un librino a sorpresa. Secondo: Stringhe d’autore. Coloratissime, o elegantemente nere, o bianche, con frasi celebri. Scrittori, saggi, filosofi. Affiancate da piccole raccolte di aforismi. Esempio? Il giro del mondo inizia con un passo. Mark Twain.  Poi, ci stiamo concentrando al massimo per preparare il nostro nuovo sito. Investiremo parecchie risorse, sempre avendo come obiettivo il supporto del lavoro dei librai”.

Marcos y Marcos cambierà sede e si trasferirà nello spazio degli ex Frigoriferi milanesi…

“Ai Frigoriferi milanesi avremo molto più spazio, una terrazza ospitale, un’orchestra che prova al di là del cortile, designer, fotografi, galleristi ed esperti di slow food da incrociare al bar condominiale. Un terreno favorevolissimo allo scambio, all’apertura verso l’esterno, alla circolazione di idee e creatività. Il tempo di far crescere il gelsomino e di togliere i ponteggi: da ottobre vi aspettiamo al numero 10 di via Piranesi”.

A novembre, in vista del Natale, pubblicherete “Quando faccio una cosa, mi piace farla bene. La tripla vita di Jack Unterweger”, il nuovo libro di Carlo Lucarelli. Un gran bel colpo…

“La ‘tripla vita’ aprirà la nuova collana diretta da Paolo Nori, come si diceva prima, per l’appunto. Carlo e Paolo sono amici di antica data, e questo è stato molto importante. Di più per ora, non diciamo… sarà una sorpresa”.

Un’ultima curiosità: dopo aver raccontato, con empatia, la storia vera di Franco e Andrea, un padre e un figlio in fuga dall’autismo attraverso deserti americani e foreste amazzoniche, Ervas tornerà alla sua specialità, il “giallo trevigiano”, e al suo ispettore Stucky?

“È una domanda fissa alle presentazioni: che fine ha fatto Stucky? Quanto dobbiamo aspettare una nuova avventura? Stucky naturalmente è un po’ geloso, e scalpita; quando ha visto che il nuovo romanzo potrebbe avere un titolo che inizia con la parola Requiem il suo allarme è stato massimo. Ervas l’ha subito tranquillizzato: Requiem per l’Adriatico, cosa avevi capito? È quasi ufficiale, Stucky tornerà presto. Secondo accreditate indiscrezioni i suoi passi muovono a est…”.