Come si fa un libro? Intervista agli editori di Marcos Y Marcos


  • Data di pubblicazione:9/10/2009
  • Autore articolo:booksblog.it
  • Testata:booksblog.it

Perché avete sentito l’esigenza di fare un corso di editoria?

Settimana scorsa, un bravo parrucchiere ci ha confermato che il mestiere l’ha imparato, come si suol dire, sul campo. Ma all’interno della celebre “maison” per cui ha lavorato a lungo, c’era una vera e propria scuola. Da dieci anni, per noi è importante – proprio perché siamo impegnati a fondo nel nostro lavoro, e non siamo teorici o storici dell’editoria – mettere a disposizione i nostri “ferri del mestiere” nel modo più efficace e immediato possibile. Ogni volta che ci immergiamo in questa tre giorni intensiva, mentre raccontiamo come si scopre un libro, come lo si presenta al mondo, come si fa un contratto o si perfeziona un testo, impariamo qualcosa dagli allievi. E cerchiamo di affinare la didattica, che è estremamente importante.

A chi si rivolge il vostro corso?

A chiunque voglia fare sul serio con i libri: aspiranti editori e redattori, traduttori, correttori di bozze; ma anche bibliotecari, insegnanti, librai. A ogni corso, sono quasi sempre presenti in veste di allievi tutte le figure del mondo del libro. E contribuiscono attivamente ai momenti di confronto aperto. Anche chi è esperto su un tema specifico, in realtà scopre di aver molto da imparare su mille altri punti.

Nelle librerie spesso il servizio è carente per mancanza di informazioni o per mancanza di passione?

In libreria di passione ce n’è davvero molta, ovunque. Non dimentichiamo che chi lavora in libreria si sottopone costantemente a un mucchio di sacrifici. Pur lavorando moltissimo, i librai conservano il desiderio di saperne di più: cosa c’è dentro un libro, e ancor di più cosa c’è dietro un libro. Ma la comunicazione fra editori e librai, non sempre funziona. L’eccesso di produzione sottrae tempo a tutti: a pagarne le conseguenze è prima di tutto proprio la comunicazione. Per noi è sempre una gioia accogliere i librai ai nostri corsi, si avvia uno scambio estremamente proficuo. A volte, nasce un’amicizia.

Si è sempre detto che in Italia si pubblica troppo e male, siete d’accordo?

Si pubblica certamente troppo. Più che male, verrebbe da dire in modo disordinato. Molti editori, grandi inclusi, sfornano ottimi libri, curati in modo egregio. Il problema è che proprio per i librai è difficilissimo seguire tutte le novità che escono. Così come è impossibile per gli editori far conoscere in modo adeguato tutto quel che pubblicano. Risultato: molti libri cadono nel vuoto. Alcuni libri non sono necessari, ma altri, ottimi, sono cannibalizzati semplicemente dalla quantità. La quantità di libri che vanno al macero rappresenta uno sperpero, una vera e propria dispersione energetica a cui converrebbe, e converrebbe a tutti, porre rimedio.

Il vostro corso è frutto di tanta esperienza maturata sul campo; cosa significa, nella situazione attuale, stare sul campo?

Significa fare in modo che i contenuti, le persone, le occasioni, si incontrino e si sostengano nel modo migliore possibile. Stare sul campo significa letteralmente alternare il proprio lavoro “di scrivania” e di progettazione al rapporto con tutto ciò che ci sta attorno. Non solo scrittori, traduttori, librai, bibliotecari, allievi dei corsi (ogni anno abbiamo più di cento allievi!) ma anche artisti, musicisti, e perché no, anche le istituzioni. Senza dimenticare la natura, che è rigenerante e fornisce ottime idee. Pensate a quanto, ultimamente, si torni a “copiare” dalla natura: nel design, in medicina, nella costruzione delle case. Comunque oltre a stanare idee, persone, stili, è importante togliere un po’ di polvere e ruggine dove ce n’è troppa. Un lato divertentissimo del nostro lavoro è viaggiare e scoprire. Far questo mestiere fino in fondo significa andare incontro a continue scoperte. Probabilmente è per questo che molti desiderano fare un mestiere così difficile e affascinante.

Allora, cosa c’è “dietro le quinte” di una casa editrice o, se vogliamo, di un libro?

C’è un lavoro fatto di cose più umili, semplici, ripetitive di quanto non si pensi. C’è un mondo di idee, di cose da cogliere al volo, da trasmettere agli altri, certo. L’editoria è uno di quei settori dove fra il dire e il fare a volte c’è più che il mare. Invece occorre essere concreti, occorre essere come corridori fondisti: mantenere una buona velocità, e non fermarsi mai. Occorre passione, ma è necessaria competenza. Per questo, pur lavorando molto, a volte occorre riflettere. E bisogna anche saper creare una squadra, farla crescere di giorno in giorno. Un buon libro, ha il dono di durare molto a lungo. Ma prima di sfornarlo, c’è da lavorare proprio tanto, e su fronti molto diversi fra loro: letture, parole, conti, carte, internet, viaggi… Chi viene ai nostri corsi, inizia a prendere le misure, e sul serio, su quello che accade in questo splendido lavoro.