‘Book City': la festa dei libri milanese – Marcos y Marcos: “Coinvolti gli indipendenti”.


  • Data di pubblicazione:11/09/2012
  • Autore articolo:Antonio Prudenzano
  • Testata:Affaritaliani.it

RETROSCENA – Emergono nuovi dettagli su “Book City”, la “Festa del libro e della lettura” meneghina (l’edizione ‘zero’ è in programma dal 16 al 18 novembre). A quanto risulta ad Affaritaliani.it, ci sarà spazio per “eventi tematici” (su storia, salute, green, sport, musica, scienza…) e per “eventi fuori luogo” (letture pubbliche nelle piazze, negli uffici postali, negli ospedali, nei “negli spazi di consumo alimentare a basso costo”, e perfino nel Salone d’attesa dell’Anagrafe di via Larga…). Ma si parlerà anche di editoria digitale e self-publishing. E mentre si pensa pure al merchandising, si nota una strana assenza tra le Associazioni e le Fondazioni coinvolte: quella del Centro per il libro e la lettura…
Marco Zapparoli, co-fondatore del marchio indipendente milanese Marcos y Marcos, ad Affaritaliani.it spiega: “Le premesse sono positive. Sulla carta Book City dovrebbe dimostrare attenzione anche nei confronti di noi editori indipendenti. Stiamo preparando delle proposte che coinvolgano i librai…”
E i fondi? Chi pagherà la manifestazione? Affaritaliani.it lo ha chiesto direttamente all’assessore Boeri: “Un ruolo importante lo giocherà l’energia della città, in questo caso di chi lavora nelle case editrici, nelle librerie, nelle biblioteche… E poi, naturalmente, c’è la disponibilità di spazi che l’Amministrazione mette al servizio degli eventi. In più, siamo in contatto con alcuni privati (ma Boeri per il momento preferisce non fare nomi, ndr) con i quali abbiamo impostato un discorso di adozione di quest’evento letterario. In ogni caso, il ruolo dei contributi privati non sarà predominante”

I PARTICOLARI E LE INTERVISTE – Ieri abbiamo raccontato dell’arrivo a Milano, dal 16 al 18 novembre, dell’edizione “zero” di “Book City”, l’attesa (e ambiziosa, stando ai propositi) “Festa del libro e della lettura” meneghina, voluta dall’assessore alla Cultura Stefano Boeri (nella foto a sinistra, ndr) e appoggiata dai big dell’editoria libraria cittadina e da numerose Fondazioni culturali. Intervistato da Affaritaliani.it, il presidente e Ad del gruppo GeMS Stefano Mauri ha accolto positivamente l’iniziativa (nel box a destra tutti i dettagli e l’intervista, ndr).

MARCOS Y MARCOS E IL PUNTO DI VISTA DEGLI EDITORI INDIPENDENTI – Anche Marco Zapparoli, co-fondatore del marchio indipendente milanese Marcos y Marcos (particolarmente attento al rapporto con i librai), insieme a un’altra settantina di addetti ai lavori, era presente all’incontro per parlare di  “Book City”. Contattato da Affaritaliani.it, esprime il punto di vista di un piccolo editore, con alle spalle una storia ormai trentennale: “Sulla carta, Book City dovrebbe dimostrare attenzione anche nei confronti di noi editori indipendenti. Ieri, non a caso, noi e tanti altri eravamo a Palazzo Reale. Le premesse, quindi, sono positive. E’ stato un creato un telaio retto da un motore che sembra ben architettato. Credo che gli organizzatori abbiano già una bozza di programma dei grandi eventi – di cui ieri non si è parlato -, mentre a noi editori, indipendenti e non, non legati alle Fondazioni, hanno chiesto idee e progetti. Sulla carta, ribadisco, a noi indipendenti sembra essere dato spazio”. Zapparoli prosegue: “Visto che Milano, oltre che capitale dell’editoria, è la città del design, ieri ho suggerito di progettare una cassetta che ricordi quella che usavano i gelatai all’interno dei cinema, per vendere i libri nei punti in cui non ci sono librerie vicine. Cassette, ovviamente, da affidare ai librai. E lo stesso Boeri sembrava divertito dalla mia proposta…”. Inoltre, “Marcos y Marcos ha un altro progetto allo studio, una specie di Letti di notte parte seconda che potrebbe avere il suo clou nei tre giorni di  Book City”.

I FONDI? BOERI SCIOGLIE I DUBBI SU AFFARITALIANI.IT – Resta un dubbio: chi pagherà la manifestazione? Il Comune stanzierà fondi per gli eventi e la loro organizzazione (ad esempio, per l’ultima edizione della “Milanesiana” – organizzata da Elisabetta Sgarbi con fondi pubblici e soprattutto privati – , dal Comune sono arrivati circa 85mila euro, ndr)? Ci saranno sponsor privati? O saranno gli stessi editori ad auto-finanziare gli appuntamenti? Affaritaliani.it ha chiesto chiarimenti direttamente all’assessore Boeri, che sottolinea: “Come per altri eventi simili, e penso a ‘Piano City’ ad esempio, anche nel caso di ‘Book City’ un ruolo importante lo giocherà l’energia della città, in questo caso di chi lavora nelle case editrici, nelle librerie, nelle biblioteche… E poi, naturalmente, c’è la disponibilità di spazi che l’Amministrazione mette al servizio degli eventi. In più, siamo in contatto con alcuni privati (ma Boeri per il momento preferisce non fare nomi, ndr) con i quali abbiamo impostato un discorso di adozione di quest’evento letterario. In ogni caso, il ruolo dei contributi privati non sarà predominante”. Stefano Boeri è soddisfatto: “Al nostro appello ieri hanno risposto in tantissimi, con tante idee e progetti che stiamo prendendo in considerazione. Una bella partenza”.

VERSO L’EXPO 2015 – Ma all’indomani dell’incontro a Palazzo Reale, emergono nuovi dettagli sull’evento: a quanto ci risulta, infatti, l’iniziativa proseguirà nel tempo, in vista dell’Expo. E a questo proposito sono previsti due appuntamenti intermedi durante l’anno (primavera/estate 2013), “che daranno continuità alle strategie culturali del Comitato Promotore”.
ANCHE E-BOOK E SELF-PUBLISHING – Tra le numerose idee allo studio, ci sono la “Settimana della lettura” (in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale), lo sviluppo di un sito web “che avrà il ruolo di portale dell’editoria libraria e della lettura milanese” e l’attenzione dedicata “all’editoria digitale e al self-publishing, in collaborazione con istituzioni come LibrInnovando…”.

LOCATION “ALTERNATIVE” – Ma non è finita: si pensa infatti anche a “eventi tematici” (su storia, salute, green, sport, musica, scienza…), in sedi particolari della città, come ad esempio l’Orto Botanico, l’Arena e il Museo di Storia Naturale. E sempre a proposito di sedi, non mancheranno “eventi fuori luogo”: letture pubbliche nelle piazze, letture di poesie negli uffici postali (in collaborazione con teatri e compagnie milanesi), letture di racconti brevi in ospedale (di racconti brevi nelle sale d’attesa dei Pronto Soccorso pediatrici, e di pagine di filosofia all’Ospedale San Raffaele e all’Istituto Europeo dei Tumori); e ancora, letture di racconti africani, egiziani, indiani “negli spazi di consumo alimentare a basso costo”, con il coinvolgimento delle comunità etniche. Altra location insolita, il sempre affollato Salone d’attesa dell’Anagrafe di via Larga…

MERCHANDISING… – Spazio al merchandising: si pensa infatti di realizzare oggetti di cancelleria, borse in materiale rigorosamente ecologico, t-shirt… Vedremo concretamente se e cosa si riuscirà a realizzare concretamente da qui al 16 novembre…

E IL CENTRO PER IL LIBRO? – Un’ultima curiosità: al progetto, stando ai comunicati ufficiali, collaborano le principali associazioni nazionali (dall’Aie all’Ali, passando per l’Associazione Italiana Biblioteche, oltre alle Fondazioni) ma non il Centro per il libro e la lettura. Una strana assenza, visto che è stato istituito proprio con lo stesso intento con cui nasce la festa milanese.