Intervista a Claudia Tarolo per Wuz


  • Data di pubblicazione:9/06/2009
  • Autore articolo:Wuz
  • Testata:Wuz.it

La casa editrice Marcos y Marcos ha due editori, Claudia Tarolo e Marco Zapparoli, che leggono, selezionano, pubblicano libri (in numero volutamente limitato) che garantiscano qualità e originalità. Ecco dalle parole di Claudia come è caduta la scelta su Francobollo d’addio, romanzo di Heloneida Studart, scrittrice brasiliana scomparsa quasi due anni fa e di cui la Marcos y Marcos aveva già pubblicato un altro romanzo, La libertà è un passero blu.

Leggi la recensione di Marilia Piccone a Francobollo d’addio di Heloneida Studart

Ci racconti perchè hai deciso di pubblicare Heloneida Studart?

Ci ha colpito la sua passione, tanto generosa e femminile: sa unire magistralmente un’aspirazione generale alla pace come libera coesistenza tra diversi, con la passione amorosa, erotica, che nei suoi romanzi occupa il posto che merita senza mai diventare egoistica miopia. Altrettanto bella è la sua scrittura, ruvida e penetrante. Sono libri che lasciano il segno, entrano a far parte di noi: i libri che vogliamo pubblicare.

A quale personaggio del libro ti senti più vicina?

Certamente al personaggio di Mariana, la sorella forte e intelligente, capacissima di reggersi sulle proprie gambe, di prendersi le proprie responsabilità e di agire, eppure consapevole della necessità di abbandonarsi al richiamo delle emozioni, del cuore.

Come  descriveresti Heloneida Studart?

Come una donna coraggiosa, impegnata per tutta la vita nella difesa dei deboli, dei poveri, delle donne, in un paese come il Brasile dove questo ha significato anche persecuzione vera, prigione. Tutto questo senza rinunciare alla propria femminilità, ad essere moglie e madre, senza rinunciare a sognare, a lasciar correre la fantasia nei suoi romanzi.

La libertà è un passero blu o un Francobollo d’Addio?

La libertà è un passero blu, un sogno semplice, un’utopia quotidiana. È già tanto conoscere e accettare i propri limiti, non farsi spegnere e soffocare dalle infinite, invisibili dipendenze che ci legano, alimentare un’allegra lucidità. La libertà è un francobollo d’addio, perché bisogna saper chiudere, dire di no quando è necessario, nella consapevolezza di poter e dover scegliere per tutta la vita.

La condizione della donna in Brasile oggi rispetto a ieri?

Questo andrebbe chiesto a Heloneida, se potesse ancora rispondere. Nei suoi romanzi ripete “Possibile che per le donne non arrivi mai la libertà?”. Alcuni aspetti sono di certo migliorati, la famiglia non esercita più un potere assoluto di vita o di morte sulle figlie femmine, la verginità non è più un valore quasi sacro; eppure molti vincoli persistono, vischiosi e impercettibili, in Brasile, in Italia, in tutto il mondo. Soprattutto la condanna a dover scegliere tra femminilità e indipendenza.

Ci saranno altri libri  di Studart Heloneida da pubblicare?

Ne abbiamo già uno in programmazione per il 2010, molto bello e molto duro, dove si parla ancora di amore ma anche di boia, di tortura.

L’importanza della grafica delle vostre copertine: si ha sempre la sensazione che il grafico legga prima ogni libro che illustra. Cosa quasi unica in Italia

La verità è che la nostra è una casa editrice “a conduzione familiare”, dove la nostra impronta personale è dappertutto: la copertina nasce da una collaborazione più che collaudata tra noi (io e Marco Zapparoli, i due editori) che conosciamo intimamente il libro e il nostro illustratore, Lorenzo Lanzi, che trasforma creativamente in immagini le nostre idee.

Tra i vostri meriti l’aver tolto dall’oblio e dalla polvere autori come John Fante.

È uno dei nostri marchi di fabbrica: ridare vita a gioielli sepolti sotto la polvere. È stato il caso di John Fante, ma anche di Vian, di John Kennedy Toole, di Dürrenmatt e di tanti altri. La velocità scriteriata che domina questo mercato di mordi e fuggi rischia di lasciare indietro meraviglie che sta a noi editori indipendenti, meno schiavi del mercato, proteggere, salvare, rilanciare, per il piacere dei tanti lettori forti ed esigenti che esistono pur sempre nel nostro paese.

L’intuito di trovare fenomeni editoriali come Jasper Fforde…

Si tratta sempre di saper rischiare: Jasper Fforde veniva ritenuto dai grandi editori troppo difficile da tradurre, o più in generale da importare, con tutte le sue invenzioni linguistiche e i riferimenti letterari. Noi abbiamo creduto di poter fare, con dedizione, fatica e parecchia inventiva, un buon lavoro, e i lettori entusiasti del mondo inventato da Jasper Fforde ci hanno dato ragione.

Il mondo editoriale oggi dove sta andando?

C’è una tendenza prevalente a puntare su pochi libri, a farne potentissimi bestseller, assi pigliatutto. Noi, come Heloneida Studart, crediamo nella diversità, nella varietà delle voci, nei mille rivoli da difendere nella loro unicità, e la resistenza di tanti editori indipendenti ci aiuta a sperare.