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Romano
Giachetti
Quaderno americano
Pagine 320, euro 14,98 |
Come un professore
universitario curioso, amico degli studenti e del preside di facoltà, Romano
Giachetti si disfa della toga accademica, indossa i panni dell’esploratore,
riempie lo zaino di libri e si lancia in un viaggio d’avventura nelle
sconfinate terre americane.
Risultato del viaggio è questo ricco quaderno.
Un caleidoscopio di ritratti e contrasti, progetti e incontri, aneddoti e —
perché no? — chiacchiere d’alto bordo.
La profonda passione per Faulkner, testimoniata dal racconto di un
pellegrinaggio a Oxford, finito poi in nulla, per incontrarlo.
Un Fitzgerald sospeso fra classicità e romanzo rosa, che vorrebbe scrivere il
"più grande romanzo americano di tutti i tempi".
Un Henry Miller ottantenne , in grande forma e a caccia di avventure, animato da
fantasie donchisciottesche sull’amore, convinto che, per quanto si dica o si
faccia, "non si finisce mai di raccontare la storia dell’uomo".
Un lungo incontro con Bernard Malamud, che si scaglia contro la mancanza di
coraggio degli editori, disposti ormai a sostenere solo i libri
"sicuri".
Ma anche:
la generazione degli anni Trenta, da Dos Passos a Steinbeck.
Una lunga e accorata lettera a Salinger, firmata Holden.
Un Norman Mailer in veste da critico da barricate.
Un Kurt Vonnegut desideroso di dedicarsi all’architettura.
Barthelme, Bellow, Fante, Gaddis, Kennedy
Toole, Pynchon, i minimalisti, gli
sperimentatori, i radicali…
Un vero e proprio viaggio di mezzo secolo, scritto con piglio vulcanico e
passionale, nella terra delle Lettere Americane.
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