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01
GEN
2019

Restare ribelli

Questo mese

Mi piace la mia Casa Editrice che ha un nome da pirata perchè siamo una ciurma agguerrita e indipendente che lotta per ritagliarsi il diritto di esistere in un oceano vasto e pericoloso, dominato da flotte multinazionali grandi e potenti.
Loro possono contare su un numero incalcolabile di effettivi, su una potenza di fuoco devastante e arsenali infiniti; ma stare a bordo con la mia casa editrice mi piace di più.
Noi non abbiamo altro modo che guadagnarci il pane alla vecchia maniera; all’arrembaggio, con il coltello tra i denti.
È difficile e bellissimo.
Mi fa sentire speciale anche se so di non esserlo per davvero.
Crescendo, come tutti, mi è toccato di occuparmi degli impicci di cui si deve occupare ogni adulto – con prole, tra l’altro: pagare le bollette, non dimenticare l’assicurazione auto, essere puntuali con l’affitto ed evitare con cura tutti quei voli pindarici che possono nuocere alla routine quotidiana.
Ho stretto mani, ho sorriso anche se non mi andava, sono stato educato e gentile anche con chi non se lo meritava. Per il bene della mia famiglia e di chi mi stava attorno, ho mandato giù senza battere ciglio tutti i rospi che serviva ingoiare.
Però, per quanto riguarda quella parte della mia vita che ha a che fare con i libri, ho fatto tutto il possibile per conservare dentro di me un piccolo frammento spettinato e selvatico.
Forse non vale molto, anzi, non vale niente di sicuro, ma quel piccolo frammento conserva intatti tutti i grandiosi sogni della mia infanzia, quando mi pulivo il naso nella manica della felpa e guardavo torvo chi non mi lasciava fare di testa mia perchè ‘Così non si fa’.
In quella piccola scheggia, non ho fatto quello che tutti si aspettavano e nemmeno quello che di solito fanno gli scrittori quando scelgono di dedicarsi a una carriera.
Ecco perchè mi piace la Marcos y Marcos (sentite? Suona davvero come un nome da pirata!)
Ci apriamo la strada all’arrembaggio, navigando su rotte che sono soltanto le nostre.
Abbiamo scelto di restare ribelli.

Cristiano Cavina