13
FEB
2017

Premio Nazionale per la Traduzione

Notizie, idee, curiosità

Dopo trentasei anni di libri e di viaggi in tutti gli angoli mondo in compagnia di autori come Miriam Toews, Hakan Günday, Camilo Sanchéz, Michael Zadoorian e tanti altri, a Roma, nella Sala Storica del Vanvitelli della Biblioteca Angelica, gli editori Claudia Tarolo e Marco Zapparoli, ieri mattina, hanno ritirato il Premio nazionale per la Traduzione, indetto dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.
Prezioso riconoscimento dello stato “a favore degli editori italiani che abbiano contribuito, grazie al loro elevato apporto professionale alla diffusione in Italia di opere straniere di particolare valore, importanza e originalità”.
Premio che ci riempie di gioia e anticipa felicemente l’uscita di tre grandi opere di narrativa straniera, tradotte in italiano da autori e traduttori con i fiocchi: Tutto in ordine al suo posto di Brian Friel, nella cura e traduzione di Daniele Benati, Un complicato atto d’amore di Miriam Toews, tradotto da Monica Pareschi e Un miliardo di anni prima della fine del mondo di Arkadi e Boris Strugatzki, tradotto da Paolo Nori.
Giornata quella di ieri da festeggiare, raccontare e condividere:

“È stata una bella mattina: Roma ci regala un anticipo di primavera, la biblioteca Angelica è una meraviglia, e il riconoscimento istituzionale del valore della traduzione è chiaramente molto gratificante per noi che vi dedichiamo tutte le nostre energie. La prolusione del presidente dell’Accademia della crusca dedicata a Tullio De Mauro è straordinariamente viva e fresca, si cita Gramsci e Gramsci è l’occasione per ricordare Pasolini e la sua nobilitazione del dialetto. Tra i premiati commuove vedere una traduttrice storica come Ada Vigliani, e un doppiatore monumento come Elio Pandolfi, che dà una dimostrazione pratica di come una volta avesse doppiato, in uno stesso dialogo, Greta Garbo e Robert Taylor.
È bello che il premio a Marcos y Marcos menzioni, nella motivazione, una delle ultime scommesse più importanti, la traduzione dal turco (di Fulvio Bertucelli) di due romanzi di Hakan Günday, e le belle traduzioni dal russo di Paolo Nori.
Nel ringraziamento, con un po’ di emozione, abbiamo ricordato il nostro legame storico con la scoperta di autori da tradurre e la poesia, e come un autore svizzero tedesco, Thomas Hürlimann, figuri tra le nostre prime traduzioni e ricompaia adesso, con L’ombrello di Nietzsche, proprio nella traduzione di una giovane poetessa, Mariagiorgia Ulbar.
Ci viene in mente anche, nella nostra storia di ormai trentasei anni, che Jhumpa Lahiri, di cui abbiamo tradotto L’interprete dei malanni e L’omonimo, ha cominciato a parlare italiano per la prima volta con noi, al Festivaletteratura di Mantova, e se n’è talmente innamorata da cominciare addirittura a scrivere e pubblicare in italiano, e da eleggere Roma come sua seconda città; e che In viaggio contromano di Michael Zadoorian ha avuto più successo in Italia che negli Stati Uniti e grazie alla passione con cui l’abbiamo proposto a Virzì, ha avuto l’occasione di diventare un film italiano che girerà il mondo, con Donald Sutherland e Helen Mirren nei panni dei due protagonisti.
Miriam Toews quest’anno tornerà in Italia a festeggiare, al Salone del libro di Torino, l’approdo in Marcos y Marcos del romanzo che la lanciò nel mondo, Un complicato atto d’amore.
Su un piano più intimo, una traduzione ha favorito un incontro amoroso, e l’unione duratura di un nostro autore straniero con la figlia di un nostro autore italiano.
Quindi è proprio vero che sì, come diceva qualcuno autorevolmente dal tavolo della commissione, la traduzione muove il mondo”.
Claudia Tarolo e Marco Zapparoli

Buone letture!
Marcos y Marcos