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Arkadi e Boris Strugatzki
Picnic sul ciglio della strada
384 pagine, € 14,00
in libreria dal 31
agosto 2006
“Pensare
non è un’occupazione, pensare è un dovere.
Quasi sempre, nella nostra vita usiamo il microscopio
come se fosse un martello”.
Da
quando, nel 1958, si sono affacciati sulla scena letteraria,
i fratelli Arkadi e Boris Strugatzki sono i guru
incontrastati della narrativa del fantastico russa.
Nato nel 1925, Arkadi ha tradotto giovanissimo romanzi
dal giapponese e dall’inglese: dai classici della
letteratura epica alle opere di Isaac Asimov. Poi si
è tuffato a tutto campo nel lavoro editoriale. Boris, nato
nel 1933, ha dedicato la vita alla ricerca astronomica, ha
insegnato all’università e lavorato all’Osservatorio
di Pulkowo. Insieme, questi due grandi
stalker – spesso messi al bando dal Sistema – hanno
“visto” e descritto scenari plausibili del futuro lontano
e di quello prossimo. Riproponendo, da angolazioni
diverse, l’idea di una “zona” di confronto fra
noi e possibili altre civiltà. Nel 1972 ci hanno regalato un
capolavoro, Picnic sul ciglio della strada; un vero
gioiello epico, scritto in tono quasi fiabesco, in cui
un “cercatore” – lo stalker, appunto – viene posto di
fronte a sfide assolute con i propri limiti fisici e psichici,
recuperando da una “zona”
oggetti abbandonati dagli
extraterrestri. Come il “Picnic”, anche il secondo
romanzo degli Strugatzki pubblicato da Marcos
y Marcos, È difficile essere un dio, è dotato di una
straordinaria potenza immaginifica: nel 1989, Peter
Fleischmann (Scene di caccia in bassa Baviera)
ne trasse un film.
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“Intorno
non si vedeva nient’altro che nebbia,
ma Redrich sapeva che da tutti e due i lati si
estendeva la pianura, con i suoi campi pietrosi, e che al
di là della pianura, nascoste dalla caligine, si ergevano
le montagne.
Sapeva anche che quando fosse sorto il sole e la nebbia
fosse diventata rugiada, avrebbe dovuto vedere sulla
sinistra lo scheletro dell’elicottero frantumato e più
avanti il convoglio di vagoni: e allora avrebbe veramente
avuto inizio la loro avventura”.
Marmont, una cittadina industriale come tante altre.
Eppure, poco oltre la periferia, qualcosa è cambiato irreversibilmente.
Al di là di hangar e capannoni, in mezzo a una natura splendida, si
estende un territorio dalle caratteristiche uniche. È la Zona: uno dei
sei luoghi del mondo "visitati" dagli extraterrestri. La Zona: un luogo
magico e pericoloso, che pullula di fenomeni sconvolgenti, di oggetti
dalle qualità straordinarie.
Come dopo un picnic sul ciglio della strada, a metà del viaggio fra una
galassia e l'altra, gli extraterrestri hanno mollato i propri avanzi sul
prato. "Avanzi" che hanno cambiato radicalmente leggi fisiche e natura
di quei luoghi. Accumulatori eterni, gusci energetici, antigravitometri
sono strumenti di altissimo valore scientifico ed economico, prede
prelibate di studiosi e trafficanti.
A Marmont è nata una nuova professione, quella di "stalker".
Gli stalker entrano nella Zona a caccia di questi oggetti e li rivendono
al miglior offerente.
Tenace "cercatore" dell'Istituto delle civiltà extraterrestri, Red
Schouart, in arte Roscio, è sedotto dalla potenza della Zona. Rapido,
fortissimo, deciso, è pronto a strisciare su un suolo imprevedibile a
temperature insostenibili.
L'Eldorado sembra a un passo, in quel luogo assoluto, ma non sono né la
ricchezza, né il potere, né la verità che premono a Roscio: è il
brivido estremo della sfida, il desiderio di "bucare" lo schermo del
possibile che lo spingono a trasgredire le leggi - fisiche e morali - di
una comunità pavida e corrotta.
Questo romanzo è un gioiello della letteratura fantastica di tutti i
tempi: lo "Stalker" e la "Zona" sono diventati veri e propri archetipi.

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