Marco Garofalo

marco garofalo 2013


  • Ruoli:
  • Data di nascita:4/05/1976
  • Luogo di nascita:Milano
  • Nazionalità:Italia
  • Passioni:

Biografia

Lavora come foto/video-reporter, principalmente in ambito sociale e culturale di taglio positivo ed è ideatore di comunicazione creativa e curatore di mostre fotografiche. Ha esposto in diverse mostre personali e collettive diversi progetti tra cui: ʻ Passaggio 35ʼ e ʻ La città che saleʼ, tra le più grandi esposizioni fotografiche allʼ aperto organizzate a Milano sulla rappresentazione della trasformazione urbana e sociale della città insieme al maestro Gabriele Basilico; ʻ Purgatorioʼ, storia dellʼ anno calcistico della Juventus in serie B; ʻ Kinois, ragazzi di Kinshasaʼ, raccolta fotografica frutto del corso di insegnamento tenuto nella capitale congolese; ʻ Chinese dreamʼ, reportage sulla trasformazione urbana e sociale in Cina; ‘Underground DOC’, sui giovani rappers delle periferie milanesi.
È il fotografo ufficiale del progetto di riqualificazione urbana ed architettonica ʻHines-Porta Nuovaʼ , Milano.
E’ stato il fotografo di scena nel film ‘Io sto con la sposa’ che partecipa al festival del cinema di Venezia 2014.
Collaboratore fisso della rivista Africa per la quale è fotoreporter e curatore di mostre fotografiche tra cui: “L’africa nel pallone”/2010), “Good Morning Africa” (2012) e “One day in Africa”(2014).
Insegna fotografia in Italia e allʼ estero.

Con Marcos y Marcos condivido l’amore per i progetti audaci, folli, che collegano cuore, cervello…e occhi. Incrociamo da un pò di tempo le parole e le immagini tra loro con risultati sorprendenti ed effetti imprevedibili.
Un’immagine vale più di mille parole o viceversa una parola vale più di mille immagini?

Amo fare gli anagrammi, cucinare, collezionare multe e applicare la patafisica dove occorre (quindi ovunque). Non ama lo sport, l’unico calcio che gli piace è quello contenuto nei formaggi di cui va particolarmente ghiotto.

Audio, video & tutto il resto

“tutta la profondità si nasconde in superficie”. (Karl Krauss)