SEBASTIÀ ALZAMORA
La pelle e la principessa 


Recensioni

 

www.cooperazione.ch
aprile 2006
Elle
maggio 2006

 

Cristina De Stefano
Elle
maggio 2006

L’autore di questo libro è catalano, e la cosa non stupisce, dopo la meraviglia gotica di Zafòn. Laggiù ci deve essere una forte corrente sotterranea, che porta con sé storie, fantasia, morte, passione, e fa risalire tutto in superficie. Questo romanzo per

esempio, che non si sa da che parte prendere. C’è un uomo che si ritrova senza una gamba e scopre che la sua pelle è finita a ricoprire un libro raro. C’è un vecchio che un tempo è stato soldato di ventura a Praga durante la Guerra dei Trent’anni. Ci sono fanciulle degne di paradiso o dell’inferno.
Una storia per celebrare la bellezza e l’eccesso.
Di cosa? Di tutto.
Marina Morpurgo
www.cooperazione.ch
aprile 2006

La dicono più lunga i titoli, o le illustrazioni di copertina? In questo caso specifico, siamo pari quanto a inadeguatezza nel preparare il lettore a ciò che lo aspetta. Il titolo pare quello di una bella fiaba, il corsetto femminile disegnato sullo sfondo viola cupo lascia intendere che la storia non sarà scevra di sensualità.
Certo, dopotutto questa è una sorta di fiaba che ha come sfondo una Praga seicentesca, alla vigilia di quella carneficina che fu la Guerra dei Trent'anni; ma è una fiaba violenta, spietata e follemente barocca, intrisa di sangue, di pance sbudellate, teste mozzate, occhi cavati, corpi gettati dalle finestre e orge sfrenate.
Una fiaba che mescola invenzione e storia, in cui - mentre

cattolici, ussiti, luterani ed ebrei cercano di sopravvivere o di sopraffare gli altri - abbiamo un re demente (Federico V di Boemia, in lotta con il cattolico Ferdinando di Stiria), un eroe pauroso (il giovane e rozzo Puppa, che è poi la doppia voce narrante) una regina ninfomane (Giovanna, moglie di Federico,troppo preso dalla filosofia di Plotino per soddisfare la popputa e lasciva consorte che si consola con amanti rinvigoriti dalle arti magiche) e una bellissima principessa, Maria, che è scuoiata e finisce per fare da copertina a una copia dell' Hypnerotomachia Poliphili, la stessa copia che ha Puppa, innamorato della principessa, è stata donata dal rabbino Löw di Bezzalel, che altri non è se non il "padre" del Golem.
Quello del catalano Alzamora non è dunque un racconto in punta di penna, e non ha il dono della misura; eppure rientra a buon diritto nella letteratura "alta", mescolando abilmente fango e filosofia, orrore e bellezza. E soprattutto, ha una strana poesia.

Scheda del libro

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