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CARLENE THOMPSON Non chiudere gli occhi Recensioni
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| wuz.it agosto 2008 |
puralanadivetro luglio 2008 |
ThrillerMagazine luglio 2008 |
La
Repubblica delle Donne luglio 2008 |
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Valerio Calzolaio wuz.it agosto 2008 Port Ariel, Ohio.
Giugno 2000. La bella intelligente serena ventinovenne Natalie St
John viso ovale, pelle sottile, capelli neri, occhi marroni (o
neri?) quasi a mandorla, voce roca, dopo dodici anni alla Columbus (laurea
e lavoro in clinica veterinaria) scopre il fidanzato a letto con
una rossa e torna a casa con la Cougar oro.
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la scopre proprio lei mentre la stanno cercando insieme alla
gemella maggiore Lily; poi la minacciano;
terrorizzano pure il bastardino adottato; ammazzano il marito dell’amica
in cabina con la ricca amante, sgozzati come maiali. E altri spariscono, muoiono del tutto o quasi. Anche un gatto. Nella piccola città di ventimila abitanti si conoscono tutti, Nick Meredith bel poliziotto newyorkese (vedovo con figlietta) intuisce che c’è una precedente morte all’origine della violenza. Riescono a venirne a capo in una settimana e la vita cambierà per tutti. Un nuovo giallo biodiverso per l’animalista americana Carlene Thompson, in terza al passato su tanti, pieno di belle donne, abitudini canine e citazioni letterarie. Fast food, canzoni d’epoca. Grazioso. |
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ThrillerMagazine.it luglio 2008 Natalie, giovane veterinaria in carriera,
ha bisogno di cambiare aria. |
I lettori italiani hanno potuto scoprire una
scrittrice che sa maneggiare l’armamentario tradizionale del noir, con
le sue suggestioni gotiche e la sua capacità di demistificare le
illusioni della società del benessere e dei consumi, con una notevole
capacità di inventiva e di sviluppo originale. Carlo Oliva, Radio popolare I noir di Carlene Thompson non sono romanzi qualsiasi: sono talmente ben giocati sullo studio dei personaggi, sul continuo confronto tra passato e presente che caratterizza le movimentate esistenze di questi ultimi, da meritare di essere letti e vissuti con trepida e mai distolta attenzione. Splinder.it Non chiudere gli occhi di Carlene Thompson (Marcos y Marcos) Carlene Thompson ha iniziato a scrivere a otto anni. Pare che la scintilla sia scoccata dopo la visione di La carica dei 101 Suo padre era un bravo medico condotto, grande amante degli animali domestici. Non a caso, soprattutto i cani hanno una parte significativa nei romanzi di Carlene. Che oggi vive a Point Pleasant, in West Virginia, in una splendida fattoria definita da più di un ospite un "grande albergo per animali". I suoi romanzi sono tradotti con particolare successo in Germania dall’editore Fischer e in Francia dall’editore Gallimard. |
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Marco
Montori puralanadivetro luglio 2008 Torna nelle
librerie per Marcos y Marcos una delle nuove voci del brivido. Eccoci con la segnalazione di un nuovo
romanzo di una delle signore in giallo di oggi, Carlene Thompson.
Uscito attorno al 2000 come giallo Mondadori, torna in una nuova edizione
per Marcos y Marcos che ne sta curando tutte le uscite. Il libro
in questione è “Non chiudere gli occhi”
uscito lo scorso giugno.
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che Natalie trova vicino al cadavere della
donna è un biglietto molto inquietante. Tra indagini in paese che rivelano qualche segreto di troppo, il marito di Lily, seducente psicologo che non dimostra di essere così addolorato, e qualche altarino che i genitori delle due donne non vogliono che vengano a galla, si consuma anche questa storia ricca di suspense in cui l’assassino sta nascosto e colpisce nell’ombra fino all’ultima pagina. Gli elementi della suspense firmato Carlene Thompson ci sono tutti. Con una scrittura molto femminile, vicina alla protagonista sempre fragile e complessa, si procede tra elucubrazioni e congetture cercando di scavare nell’ambientazione uno screzio o un particolare capace di farci intuire chi sia l’assassino. Il linguaggio è indiretto libero, che passa dall’azione al pensiero e farci immergere nella psiche di chi vive quella storia. Anche questa volta, Carlene Thompson ci sa fare in questo un nuovo episodio. Come ha sempre raccontato, ama la scrittura e fa di tutto perché anche gli altri si divertano nel leggere almeno quanto lei nello scrivere. Scrive da quando ha otto anni, ha capito che la sua vocazione era la scrittura quando alla tenera età di otto anni decise di novellizzare “La carica dei centouno”. Dei mille racconti che mandò poi agli editori nessuno venne preso in considerazione fino al lontano giorno della passeggiata dei cani del 1990 in cui nacque “Nero come il ricordo” (sempre Marcos y Marcos) che venne scritto di getto e nel giro di un anno pubblicato. Il resto è storia.
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Giuliano
Aluffi LAGO, DELITTI e BUGIE L’atmosfera piacerebbe ad Agatha Christie: un paesino in riva al lago e una messe velenosa di segreti, delitti e bugie. Dopo una delusione sentimentale, la giovane veterinaria Natalie si rifugia nei luoghi della sua infanzia, ma il suo arrivo coincide con una serie di morti misteriose che eliminano via via i personaggi più sospetti: Carlene Thompson conduce il gioco divertendosi a seminare falsi indizi e suggestioni gotiche, per arrivare a un finale di sicuro effetto. Cosa l’ha portata nel mondo del mystery? <<Ho provato a scrivere romanzi d’amore, ma alla fine risultavano terribili! Mi arrovellavo senza costrutto per pagine e pagine, scrivendo di personaggi che si attraevano magneticamente solo per scontrarsi, separarsi e poi riavvicinarsi alla fine. Perché i miei romanzi interessino a me, prima ancora del lettore, non bastano semplici relazioni sentimentali: qualche bell’omicidio è quello che ci vuole>>. |
Perché le storie di famiglia si prestano così bene ai thriller psicologici? <<La famiglia è il microcosmo a cui sono legate le emozioni più profonde, nel bene e nel male. Anche chi la lascia poi non può evitare di tornarci col pensiero…>>. Lei è maestra dei finali a sorpresa. Come progetta i suoi romanzi? Parte dalla rivelazione dell’ultima pagina e va a ritroso? <<Quando inizio un romanzo penso innanzi tutto all’assassino. So già che mi servirà più di un omicidio per alimentare la storia, quindi devo dargli motivi per uccidere più volte: magari dovrà sbarazzarsi di un testimone scomodo che lo ha visto commettere il primo delitto… Poi penso all’eroina: non mi piacciono i protagonisti che indagano per puro diletto, risultano distaccati dall’azione. Meglio una protagonista emozionalmente coinvolta: l’ideale è che sia anch’essa un obiettivo per l’assassino. Poi creo gli altri personaggi, cercando di dire di loro ciò che basta a renderli tridimensionali senza svelare troppo, perché uno di loro sarà il mio caro assassino. Infine pianifico lo sviluppo della trama: di solito inizio con un omicidio nel prologo, per catturare subito l’interesse del lettore. Come tocco finale, scelgo quale dei miei animali prenderà parte al romanzo. In Non chiudere gli occhi ho inserito il mio cane Blaine e il mio gatto Rhiannon>>. |