CARLENE THOMPSON
Non dirlo a nessuno
traduzione di Lucia Feoli
384 pagine, € 14,00
Carlene Thompson nasce
a Parkersburg, West Virginia,
nel 1952. Ha insegnato letteratura inglese all’Università
dell’Ohio.
Il successo crescente dei suoi romanzi le ha permesso di
dedicarsi esclusivamente alla scrittura e alla propria bella
fattoria, dove ospita animali abbandonati.
I suoi romanzi sono pubblicati in USA da St. Martin’s Press,
in Francia da Gallimard, in Germania da Fischer
Verlag. Dopo il buon esito e la notevole tenuta nel
tempo di In caso di mia morte, e Come sei bella stasera,
ci sono tutti i presupposti perché si affermi in modo
significativo anche in Italia.
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A Point Pleasant, in West
Virginia, c’è un albergo spettacolare, tutto verande, cupole,
giardini e fontane.
Per più di un secolo teatro di feste, balli, incontri romantici, è
avvolto da una fama oscura: episodi violenti, talvolta mortali, hanno
segnato la sua storia, tanto che i proprietari hanno deciso di
abbatterlo.
Troppo tardi.
Poche settimane prima della demolizione, Julianna Brent si concede un
ultimo sonno dopo una notte d’amore clandestino in una stanza dell’albergo
abbandonato. Il suo compagno è già andato via; è quasi l’alba.
Qualcuno attendeva questo momento.
Qualcuno che da tempo alimenta il desiderio di vederla morta.
In quella stessa mattina d’estate, Adrienne si è alzata presto e ha
raggiunto l’albergo, armata di pennelli. Vuole fissare sulla tela l’immagine
fiabesca dell’edificio prima che scompaia per sempre.
È una giornata nebbiosa, nell’aria si avverte qualcosa di sinistro.
Adrienne intravede una sagoma in fuga tra gli alberi. Percorre i
corridoi dell’albergo silenzioso e trova il corpo senza vita di
Julianna, sua amica da sempre.
Per Adrienne è l’inizio di un calvario di paura.
A quella morte seguono altre morti; emergono retroscena insospettati,
che ridisegnano i confini del suo mondo. E chiunque sembra nascondere un
segreto.
Quando il cerchio si stringe attorno a lei, Adrienne non ha più scelta:
deve decidere a chi e a che cosa credere.
“Sì, un avvertimento.
Le relazioni extraconiugali
sono insidiose, e questa
lo era ancora di più. Poteva avere
conseguenze peggiori dell’infelicità
di una moglie.
Poteva diventare pericolosa.
La prudenza era essenziale, e rimanere in
quel letto mentre fuori albeggiava non
era un comportamento prudente”.
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