FABIO PUSTERLA

Il nervo di Arnold e altre letture

Saggi e note sulla poesia contemporanea

I saggi di Testo a Fronte

416 pagine, 22 euro,

 

Nato a Mendrisio nel 1957, Fabio Pusterla si laurea a Pavia con Maria Corti. Assieme alla moglie Claudia, si dedica a studi di linguistica e tradizione locale.

Per un decennio anima la rivista letteraria «Idra».

La prima raccolta di poesie, Concessione all’inverno, esce da Casagrande, a Bellinzona, nel 1985.

Raccoglie il plauso immediato di critici e poeti.

La sua poesia selvatica, luminosa, molto comprensibile, conquista il pubblico. Una poesia che combina tempeste e spiragli. Nature sublimi e catrame. Cose infinitesime e gigantesche paure. Barchine sul lago in burrasca. Lampi lirici. Ma anche tuoni politici. Moniti, carezze, visioni.

Da allora, ogni cinque anni una nuova raccolta. Si succedono così Bocksten, Le cose senza storia, Pietra sangue, Folla sommersa. Molto significativa, certamente feconda, la sua amicizia con Philippe Jaccottet, celebre poeta francese di cui traduce varie opere: Il barbagianni e l’ignorante; Alla luce d’inverno; E, tuttavia. Fabio Pusterla vive ad Albogasio, sulla frontiera fra Italia e Svizzera.

Il nuovo libro di Fabio Pusterla, tra le voci poetiche più interessanti e seguite degli ultimi decenni, propone un itinerario ampio e avventuroso attraverso i libri e gli autori del mondo contemporaneo, che Pusterla interroga, ricorda, talvolta traduce.

Sono libri di poesia, per la maggior parte; ma sono anche romanzi, saggi, fenomeni culturali, attraverso i quali l’autore tenta di trovare un percorso che dia senso al nostro confuso esistere. Dalla cultura italiana del secondo dopoguerra (con le figure di Antonio Porta, Massimo Ferretti, Giampiero Neri, Giorgio Orelli, Franco Scataglini, Francesco Scarabicchi, e molti poeti delle ultime generazioni) al panorama francese dominato dalle due grandi figure di Yves Bonnefoy e Philippe Jaccottet; dalle voci letterarie che nascono apparentemente ai margini, nell’esilio del linguaggio, come quella di Agota Kristof, alla città di Lisbona, di cui ci parla il poeta Nuno Júdice; dalla periferia urbana che ha inghiottito l’antica provincia italiana alle splendide campagne in cui vaga solitario Robert Walser; dalla folle vertigine di Moosbrugger, che nella sua prigionia sembra parlare anche di noi, e del nostro smarrimento, alle trasformazioni politiche e culturali che hanno mutato il volto di una particolare regione dell’italianità elvetica, cioè del Ticino: le letture di Pusterla attraversano l’Europa e la modernità, partendo dal basso delle concrete esperienze letterarie, dall’umiltà di un costante dialogo con il testo.

Se la parola poetica è stata oscurata, e trascinata negli ultimi decenni sul bordo estremo della cultura contemporanea, è appunto a partire da quel luogo che Pusterla parla, e suggerisce che appunto lì, lontano dal centro, qualcosa di nuovo sta accadendo, qualcosa a cui non si può ancora dare un nome esatto, ma da cui dipende la sopravvivenza della nostra coscienza.

Libro di saggi, dunque, eppure anche narrazione d’autore, Il nervo di Arnold è un’opera anomala, che tenta di unire il rigore metodologico all’affabilità del linguaggio, l’attenzione critica nei confronti del testo allo sguardo che insegue una prospettiva più vasta, che parla di resistenza e di speranza. E forse l’immagine che meglio riassume lo sforzo dell’autore è contenuta nel capitolo conclusivo, dal titolo borgesiano La biblioteca più grande del mondo non esiste: è quella di un banalissimo armadio scolastico, dietro la cui porta si nascondono pochi libri. Ma quando la porta si apre, quando quei libri vengono letti da qualcuno, si spalanca come una prateria il territorio sconfinato della vera letteratura, che dà voce al mondo.

 

Un itinerario ampio e avventuroso attraverso i libri e gli autori del mondo contemporaneo

 

Yari Bernasconi

 

Fabio Pusterla ha sempre tentato di esprimere l’indicibile e ciò che di bello e vitale, di terribile e inesorabile, a volte doloroso, è contenuto nella parola poetica.

Lucia Morello


Bocksten


Le cose senza storia


Folla sommersa


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