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gli alianti
272 pagine, 14,50 euro
isbn 978-88-7168-276-1
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cristiano cavina
Nel paese di Tolintesàc
Cristiano Cavina è nato a Casola Valsenio, in provincia di Ravenna, nel 1974. Cresce con la mamma e i nonni materni in “un appartamento striminzito” delle case popolari: traboccante di energia “catastrofica”, si sfianca sul campo di calcio, macina chilometri in bicicletta. Ascoltando i racconti nei bar, sviluppa una passione viscerale per le storie: i libri diventano presto la sua seconda casa. Senza esagerare con gli studi e lavorando dove capita, comincia a sua volta a raccontare. Vince qualche concorso letterario; nel 2002 pubblica il primo romanzo, Alla grande, Premio Tondelli 2006, amato al punto da essere letto e messo in scena nei teatri e nelle scuole di tutta Italia e adottato da un intero paese del Piemonte nell’ambito dell’iniziativa “Volvera legge Alla grande: un libro in comune”. Dopo Nel paese di Tolintesàc (2005) piccolo grande bestseller felliniano, e Un’ultima stagione da esordienti, epica comica e commovente dell’adolescenza, possiamo dirlo forte: a Casola Valsenio c’è uno scrittore vero, una delle rivelazioni più sorprendenti della nuova narrativa italiana.
“Nonna Cristina mi raccontava che prima della guerra erano tre, perchè il nostro era l’alloggio del custode. Non si stancava mai di maledire il giorno in cui dovette abbandonare la casa, giusto in tempo per schivare l’ennesimo bombardamento su Purocielo.
Era la luccicante estate del ‘44, e venne sfollata a Settefonti, una frazione ben nascosta tra i calanchi”.
I tuoi nonni, i tuoi zii, tutta la tua famiglia riunita davanti a una stalla, sotto la luna.
Porgono a tua madre una busta, con dentro ottantamila lire. Il prezzo di un aborto, ancora illegale nel 1973.
Un padre non c’è; tua madre ti ha concepito per caso in un campo di grano, in un momento felice, nel luogo che le è più caro, la campagna. E pensando ai suoi boschi in autunno, al sapore delle castagne, tua madre decide di metterti al mondo.
Un mondo fatto così. Di paure, meschinità. Ma anche di gloria.
Mentre tua madre distribuisce la posta di cascina in cascina, resti a casa con la nonna, accoccolato ai suoi piedi. La nonna racconta le storie della sua vita, il passato delle persone che hai conosciuto e di quelle che non hai fatto in tempo a conoscere.
Il mare è una gita in collina con la lambretta, per ammirarlo da lontano. La guerra, i tedeschi nascosti nelle cantine di palazzo Sorniani a ingozzarsi di ciccioli e sangiovese, le granate partigiane di zio Mario. Le elezioni del ’68, la strana riapparizione di zio Varo, dopo anni di assenza, travestito da vigile urbano.
Quando cresci, nonno Gustì ti porta con sé. Quel mondo, adesso, diventa il tuo. E tuo è il compito di continuare a narrare le gesta straordinarie e normalissime degli uomini straordinari e normalissimi che l’hanno popolato.
E quando pensi al padre che credevi di aver perso, capisci che è lui ad aver perso voi.

Tutti perdono qualcosa, pontificava nonna Cristina - Tu sei stato molto precoce: non eri ancora nato che già avevi perso il babbo”