EDGAR HILSENRATH
Il nazista & il barbiere

gli alianti 416 pagine, € 16,00
Traduzione di Maria Luisa Bocchino

 

I primi capitoli fanno male. Poi si capisce il perché: non fa forse malissimo, ciò che in effetti è accaduto?
Superato il primo impatto si diventa testimoni di un miracolo:
il romanzo prende il volo, dispiega una poesia sobria e pacata.
E se mai ci si dimenticherà di coloro che si sono arricchiti vendendo
denti d’oro, non si potrà mai scordare Itzig Finkelstein che passeggia in terra d’Israele, nel "bosco dei sei milioni".

HEINRICH BÖLL

"– Ti prego, dimmi cos’hai in quel sacco!
Max Schulz esitò. Poi disse
lentamente: – Denti d’oro.
– Denti d’oro, bisbigliò Frau Holle.
– Sì, disse Max Schulz.
– E cosa vuoi fare con questi denti? domandò Frau Holle.
– Rifarmi una vita, rispose Max Schulz".

 

 

"Nemesi tedesca" 
Enzo Di Mauro su il manifesto

"Un'atroce parabola sul nazismo" 
Franco Marcoaldi su La Repubblica

Max Schulz è certo di essere ariano. Sua madre, d’accordo, fa la prostituta, ma ha una clientela fissa, e tutti i possibili padri – Max Schulz ha controllato – sono ariani purissimi.
Figlio di prostituta e vittima di un patrigno perverso: la vita di Max Schulz sarebbe ben triste se non fosse
per il suo migliore amico, Itzig Finkelstein, figlio di un ricco barbiere. La famiglia di Itzig è colta, accogliente, ricca di tradizione. Un luogo caldo per Max Schulz, che partecipa ai canti dello Shabbat, frequenta la sinagoga, mastica persino un po’ di yiddish. Quando Hitler prende il sopravvento, Max Schulz si arruola nelle SS e impara il mestiere non facile dello sterminatore. Lo pratica a volontà a Laubwalde, un campetto di sterminio in Polonia, molto meno prestigioso di Auschwitz, si intende. Comunque il lavoro è lavoro e Max Schulz, molto professionalmente, si occupa di persona anche dello sterminio dell’amico Itzig e famiglia.
Ma le cose cambiano sempre, e presto tocca a Max Schulz darsela a gambe, tallonato da russi e partigiani.
Persona previdente, porta con sé un sacco pieno di denti d’oro. Sarebbe morto assiderato nella gelida
foresta polacca se non fosse stato per Veronja, antichissima strega delle fiabe, che lo nasconde nella sua casetta ai margini del bosco. Non si dà niente per niente, e anche Veronja vuole il suo tornaconto… Max si era imposto di non fare sesso con donne di più di settant’anni, ma fa di necessità virtù. Arriva la primavera, si può rompere il cranio a Veronja e tornare in Germania. A Berlino, bisogna organizzarsi un po’; i nazisti non godono di buona stampa. Soluzione: cambiare identità. Max Schulz si fa tatuare sul polso un numero di Auschwitz, si fa circoncidere. D’ora in avanti, sarà Itzig Finkelstein, sopravvissuto all’olocausto.
Tra risarcimenti tedeschi, aiuti finanziari di magnati americani e commercio di denti d’oro, Max
Schulz, alias Itzig Finkelstein, se la cava egregiamente. Animo curioso, si avvicina al movimento sionista.
Sarà tra i primi a sbarcare in terra d’Israele, combatterà gli inglesi, pianterà alberi nel deserto del Neghev.
"Uno per ogni ebreo ucciso". Comprerà un salone da barbiere, sposerà una donna ammutolita – sopravvissuta
dopo essere stata sepolta viva in una fossa comune. Pentito? No. Diabolico? Non solo. Più truce, più abile, più meschino… Non è facile ammetterlo, ma Max Schulz, alias Itzig Finkelstein, è in tutti noi.


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e l'olocausto:
"Mi sento in colpa per essere sopravvissuto"


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