JHUMPA LAHIRI
L'omonimo
Traduzione di Claudia Tarolo
384 pagine, 15,50 euro
Jhumpa Lahiri è
nata a Londra nel 1967 da genitori bengalesi. Cresciuta negli Stati
Uniti, vive e lavora a New York. Il suo primo libro di racconti, L'interprete
dei malanni, pubblicato dalla nostra casa editrice, ha vinto i
premi più prestigiosi, primo tra tutti il premio Pulitzer per la
letteratura nel 2000, e ha raccolto ovunque un grandissimo successo di
critica e di pubblico. Questo secondo libro, il suo primo romanzo, è
appena uscito negli Stati Uniti, dove è subito balzato ai primi
posti delle classifiche e sta già suscitando reazioni entusiaste tra
critici e lettori.
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Vede la morte in
faccia, Ashoke Ganguli, una notte d'ottobre, in India, quando il treno
deraglia, i vagoni si accartocciano in un lampo.
Lo salva il racconto che sta leggendo nell'attimo dell'incidente: Gogol,
Il cappotto.
Al lume della lanterna, qualcuno scorge le pagine del libro sparse per i
campi: il giovane che ne solleva, con le ultime forze, qualche foglio è
ancora vivo.
Grato allo scrittore russo, sette anni più tardi, in America, Ashoke
Ganguli decide di chiamare Gogol il primogenito appena nato.
Ma quando cresce, man mano che si affaccia al mondo "nuovo", Gogol
Ganguli trova insulso, fastidioso, quel nome che è un cognome, e
neppure indiano.
Parte da lì l'urto con la famiglia, poi dilaga: fieri di essersi fatti
strada in America, i Ganguli sembrano affidati a un'istanza superiore,
la comunità bengalese, con cui dividere ogni passo, avanzamento,
nostalgia.
Trova un coronamento tra le braccia della bionda, gioviale Maxine, la
ribellione di Gogol. Sui divani della sua moderna, rilassata famiglia
cui non manca nulla.
Ma è una padronanza esagerata della scena, la loro, che alla lunga
ingombra, toglie, schiaccia...
Tradito da un tentativo di recuperare terreno sul fronte di casa, a un
passo dal naufragio, Gogol troverà un nuovo punto di partenza, nella
vita.
Proprio dove meno se lo aspettava.
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