STANISLAW LEM
Memorie di un viaggiatore
spaziale
512 pagine, € 17,50
Traduzione di Pierfrancesco Poli

Poeta, autore di saggi, "grande anziano" del fantastico, Stanislaw Lem, nato in Polonia nel 1921, è, insieme a Philip Dick e a Kurt Vonnegut, uno dei grandi narratori dell’anti-utopia contemporanea.
Lem ha "visto" con grande anticipo il destino antropologico delle nostre società, così incagliate nell’uso
stupido, distruttivo, narcisistico di una tecnologia che potrebbe perfino farci del bene... Fra le sue opere, ricordiamo Solaris (1961), Cyberiade (1965), Il congresso di futurologia (1967), e Fiabe per robot (1968).

Un viaggio quasi psichedelico ai quattro cantoni dell’Universo... in compagnia di un grande esploratore: Ijon Tichy.
Che cosa ci riserva di bello il futuro?
Una competizione tra lavatrici sexy, la terra che sprofonda sotto una massa di informazioni sempre
crescente, o la moltiplicazione infinita delle personalità?
Non siete curiosi di dare un’occhiatina al cosmo?
Potreste incontrare un prete-robot che ha appena fondato l’ordine dei Ciberneti, un corsaro elettronico
che vi dà un passaggio tre milioni di anni in là.
Magari, persi in un vortice temporale, parteciperete a un pranzo con voi stessi di ieri, di domani, di
fra una settimana... tutti e tre alla stessa tavola!
Imbarcatevi sull’astronave-genio che risponde al nome di Stanislaw Lem. Lem è più potente di una
macchina del tempo, più poetico di un bardo laureato, più aggiornato di un Nobel per la Fisica, più psichedelico dell’inventore dell’LSD.
Non perdetevi le avventure nel cosmo di Ijon Tichy: guadagnerete tempo e spazio.
E potreste trovare l’utopia, l’angolino di universo e... perché no, il robot che fa per voi.

"Così quella finì per essere una delle mie avventure e uno dei miei viaggi più interessanti.
Nonostante tutte le difficoltà e le sofferenze che mi
aveva procurato, ero contento che le cose fossero andate in quel modo, perché avevo riacquistato la fede nell’onestà innata dei cervelli elettronici, che era stata sconvolta dai malversatori cosmici. Certo che è una bella consolazione sapere che solo gli esseri umani possono essere delle canaglie.".

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