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Breve storia di
Marcos y Marcos
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Più che una casa editrice, in principio marcos y marcos era una mansarda, a Milano, a un passo da Porta Venezia. Dove Marco Franza e Marco Zapparoli, poco più che ventenni, inventavano, assemblavano e spedivano nel mondo edizioni numerate che parevano uscite dal ciclostile di un gruppo scout. Ma i caratteri erano splendidi, la carta fabbricata a mano, e spesso quei fascicoli esili erano accompagnati da stampe d’artista o riproduzioni di manoscritti originali.
Gli autori? Da Mario Luzi a Novalis, da Leonardo da Vinci a Heinrich von Kleist. Il mestiere si imparava strada facendo: fare di conto, misurarsi con i problemi distributivi, preparare contratti con i colleghi stranieri. Ai tempi, si vendevano meno libri di oggi, ma la concorrenza era esigua.
C’era più tempo per sperimentare, e anche per sbagliare. E i librini di trenta pagine in un decennio si sono trasformati in una collana, come si dice oggi, “di culto”. Sempre con un occhio ai classici, certo, magari non più così indietro nel tempo.
Se oggi John Fante non è più uno scrittore relegato alla polvere, forse lo si deve a questa casa editrice. Se le copertine dei capolavori di
Boris Vian, ovvero La schiuma dei giorni, e di John Kennedy Toole, ovvero Una banda di idioti, sono così inconfondibili, lo si deve allo stile grafico che Marcos y Marcos ha inaugurato a partire dai primi anni Novanta.
Soprattutto, dopo un lungo periodo di gestione mono-marcos (Franza aveva gettato la spugna dopo un paio d’anni), Claudia Tarolo ha deciso di mollare di punto in bianco il prestigio e i denari di una solida dirigenza in una multinazionale per condurre con Marco una delle poche case editrici indipendenti che Milano possa ancora vantare.



Da quel momento, insieme, abbiamo iniziato a “picchiare sodo” anche con gli autori contemporanei: basta ricordare la giovanissima esordiente Jhumpa Lahiri, su cui nessun “Grande” osava scommettere, e che ha vinto il Premio Pulitzer.
Nell’estate del 2000, abbiamo lanciato un
Corso di editoria che ora ci viene richiesto anche in formato “export”. Nel marzo 2008, per esempio, abbiamo tenuto il nostro corso anche a Cagliari.
Le innovazioni, una grande passione condivisa, ci hanno dato un mucchio di energia, rigore, gusto per la ricerca dei nuovi talenti: giovani italiani come
Davide Longo e Cristiano Cavina ora fanno gola ai grandi editori, mentre accanto a due grandi anziani come Tschingis Aitmatov e Edgar Hilsenrath, ecco affacciarsi purosangue di primo piano come Pedro Lemebel, che in Cile è un’autentica star, o Gaetan Soucy, forse il massimo autore  francofono di oggi, Ricardo Menéndez Salmòn, astro nascente delle lettere ispaniche, o ancora Jasper Fforde, inventore della prima detective letteraria, Thursday Next.
Non abbiamo certo dimenticato l’antico filone del rilancio di grandi autori, come
Stanislaw Lem, Friedrich Dürrenmatt o Charles Willeford, uno dei maestri del noir.
Ma, che si tratti di classici, riscoperte o esordienti (ultima perla in questo filone,
Luisa Carnielli Ervas, che ha vinto il Premo Calvino con La lotteria, e che ora ha pubblicato con il fratello Fulvio Commesse di Treviso e Succulente)
proponiamo solo libri che abbiamo letto e amato, e che offrono un punto di vista forte, spesso estremo, sul mondo; e una voce chiara, originale, riconoscibile.

Da un paio di anni, abbiamo deciso di produrre di meno, e leggere di più.
Di non partecipare alla corsa all’iperproduzione. Il mondo è pieno zeppo di oggetti, di beni che non si usano, o si usano male.
E questo vale anche per i nostri amati libri: troppi libri troppo in fretta creano solamente una giostra confusa, e il meglio spesso va perduto.
Pochi libri si presentano meglio, non costringono i librai ad aprire e chiudere troppe scatole, anzi permettono anche a loro di leggere. Insomma, noi abbiamo deciso di lanciare solo un libro nuovo al mese: di confezionarlo con la massima cura, e di accompagnare con passione il suo viaggio nel mondo.
Ogni libro viene letto e riletto da tutta la casa editrice, e, copertina dopo copertina, si pensa a un nuovo disegno che rappresenti degnamente il libro: una suggestione, una scena del romanzo, tradotta fedelmente in immagini da Lorenzo Lanzi.


 
OGGI

Ogni libro proposto con la stessa trepidazione, e un entusiasmo che dura ancora, dopo ben ventotto anni di attività, alimentato da una passione inguaribile per le storie, per la narrazione, per una lettura non banale della realtà.
Il 2007 ci ha portato
La principessa sposa, romanzo del cuore del mitico William Goldman, il lato affascinante del Giappone, narrato da Dale Furutani, e la Patagonia inquieta di Leila Guerriero che ha scritto un bellissimo Suicidi in capo al mondo. Libri che possono divertire, far riflettere, regalare qualcosa di davvero nuovo. Libri che potrebbero far scoprire cose incredibili...
Ci piacciono questi autori capaci di uscire da sé, di guardare, sentire, fare da tramite, quasi da medium, con mille diverse realtà.
Anche il 2008 ci ha portato ottimi autori, da Ricardo Menendez Salmon a Michael Zadoorian, da Camilla Trinchieri a Maurizio Matrone a Heloneida Studart.
Jasper Fforde ci ha sorpreso con la quarta tappa di Thursday Next, C’è del marcio: che fatica convincere Amleto a prendere una decisione, o concedersi un momento di intimità con un marito sradicato che scompare e riappare a intermittenza.
Fulvio Ervas ha confermato la propria grande originalità con la sua nuova commedia poliziesca ambientata in Veneto, Pinguini arrosto. Un titolo ispirato al clamoroso incendio della De Longhi: qualcuno forse ricorderà che nella primavera del 2007, questo incendio appestò in modo clamoroso l’aria di Treviso. 

Non perdetevi l’ultimo romanzo di Cristiano Cavina, I frutti dimenticati. Dopo il successo di Alla grande, che gli ha fatto vincere il Premio Tondelli nel 2006,
Nel paese di Tolintesac e Un’ultima stagione da esordienti che sono entrati
nelle classifiche dei best-seller, questo è il suo libro più maturo e più riuscito: un romanzo che riguarda da vicino tutti noi.
Finalista al Premio Strega e al Premio Alassio, questo romanzo di Cristiano ha vinto il Premio Castiglioncello 2009.

Tra le conferme più felici della scorsa stagione, vi ricordiamo il nuovo romanzo di Michael Zadoorian, In viaggio contromano e la raccolta di racconti Il mondo delle cose, uscito da pochi giorni, e Buffalo Bill a Venezia di Fulvio Ervas, che si è conquistato la stima incondizionata di un lettore d’eccezione come Massimo Carlotto, e lo splendido In fuga con la zia, di Miriam Toews.

Dopo l'ottimo ri-esordio con Assassinio in libreria, Lello Gurrado ha confermato la sua vena felice con La scommessa.

E così pure, Camilla Trinchieri dopo il successo di Il prezzo del silenzio sta entusiasmando i lettori italiani con Cercando Alice.

 

Claudia & Marco

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Cristiano e Marco a Torino Portici.gif
Mantova 2008 Claudia Lemebel 3.gif
Claudia e Pedro Lemebel
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Claudia e Camilla Trinchieri
Lorenzo Lanzi
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corso dicembre 2008.gif
Fulvio Ervas e Claudia
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Claudia Marco Cristiano Torino Portici di carta rid.gif
Sala riunioni
sede Marcos y Marcos
Claudia, Marco e
Cristiano Cavina
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Fulvio e Claudia Portici Torino rid.gif
Claudia e Fulvio Ervas
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Isabella della Libreria Marescritto
e Claudia
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