LUISA CARNIELLI
La lotteria
288 pagine € 13,50
Luisa Ervas Carnielli nasce
a Musile del Piave il 26 luglio del 1957. Gli Ervas discendono dai
contadini magiari calati sulle
nostre campagne in cerca di fortuna, e mantengono un forte legame con la
terra. Secondogenita e femmina,
Luisa non è fatta per gli studi prolungati; si lascia inghiottire da uno
dei tanti maglifici di quello che non
si chiamava ancora Nord-Est. Ne uscirà per dedicarsi alle figlie, molti
anni dopo. La passione per la scrittura parte
prima di tutto dalla lettura, soprattutto storie di mondi fantastici. Una
gravidanza complessa, a quarant’anni, un
po’ di paure, qualche tecnica per esorcizzarle, e compare il teatrino
del primo romanzo: isole, spiagge, piccole città,
ed esseri umani minimi. Un’umanità senza i suoi miti. La
lotteria, letta e riletta assieme
ai fratelli, partecipa al
premio Calvino quasi per gioco, e ne esce vincitrice. Luisa Carnielli
continua a inventare mondi e vive a
Musile del Piave con il marito e le figlie.
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"Partì con il
traghetto delle ventidue.
Tre ore di navigazione al
buio.
È il modo di viaggiare che
preferiva.
Si calava in una certa
tranquillità fatta di volti
assonnati, ronzio di motori,
brillio delle luci delle
isole.
È quel senso di trasporto, l’essere
portati altrove, senza
resistenza, sparita la fatica,
come su un tappeto
volante".
L’Arcipelago Lansbergis,
nel Mare del Nord, un tempo era popolato da pescatori. La caccia alla
balena reggeva l’economia locale:
per vicoli e banchine aleggiava l’odore dell’olio.
Quando le balene migrano altrove, e quell’antica attività va in crisi,
nasce l’idea della Lotteria, una lotteria grandiosa,
che attira le folle di tutto il mondo. L’Arcipelago si riempie di
alberghi, la radio parla solo di vincite e
di episodi collegati alle estrazioni: eventi clamorosi, sempre più
celebrati. Mentre rimangono nell’ombra alcune
morti misteriose.
Il giovane Kosh, da poco ispettore di polizia, se ne trova fra le mani una
fresca fresca: qualcuno ha fatto fuori il
vecchio Cornelius Monk in casa sua, e ha frugato dappertutto, in cerca di
chissà cosa.
Cercando di far luce su questo nuovo omicidio, Kosh si spinge nei meandri
dell’Arcipelago, dal Museo dei Cetacei
all’Isola delle Tempeste – isola di terre odorose, case spioventi e
camini smontabili. Incontra la bella Hilde
– capelli rossi, occhi cerulei, "gocce abbandonate distrattamente
da cieli d’inverno" – cui il vecchio Monk
aveva scritto più volte.
E man mano che procede, annota coincidenze, "scoperchia"
silenzi, riapre casa e segreti della vita privata di suo
padre – anch’egli, come tutti i Kosh, ispettore di polizia.
Scoprendo macchinazioni sempre più inquietanti, sempre più vicine al
Potere Supremo, ovvero il Ministero della
Lotteria. Soprattutto, scopre biglietti della Lotteria sempre più
micidiali.
L’originalità della trama e la calda, straordinaria fantasia che
animano questo romanzo – ricco di atmosfere avvolgenti,
di riflessioni radicali, di un sapiente umorismo femminile – fanno della
sua autrice una voce nuova e del
tutto a sé stante nel nostro panorama letterario.
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