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LUG
2015

Alla scoperta di Libricity: il libro che stai cercando, nella libreria più vicina

Mondo delle librerie

Arrivata l’estate, come ogni anno, ci troviamo a far scorta di libri, per accompagnarci in spiaggia, in riva al lago, su un’amaca, all’ombra di un ulivo.
La partenza è alle porte, ma il tempo è poco, e la nostra lista dei desideri è lunga.
Cerchiamo Il vagabondo delle stelle, che vogliamo leggere da un pezzo, ma è di London o Kerouac? Poi ci piacerebbe un bel saggio storico, e non può mancare Prendimi di Lisa Gardner, di cui tutti parlano, e ancora quel romanzo sulla manutenzione della motocicletta di cui non ricordiamo il titolo esatto.
Non vogliamo perderci il gusto di andare in libreria comprando online, preferiamo il calore delle indipendenti e i consigli del nostro libraio, ma non possiamo neanche permetterci di fare un buco nell’acqua, cercando a vuoto. Come si fa?

La risposta è in un click. Adriano Guarnieri e Lorenso Losa sono due giovani intraprendenti, entusiasti e innamorati della lettura, che si sono inventati un’applicazione che ci permette di trovare in pochi secondi il libro che cerchiamo nella libreria a noi più vicina.
Abbiamo il piacere di intervistarli per scoprire il mondo di Libricity e tutti i vantaggi di questa simpatica e utilissima idea, che supportiamo con piacere.

Questo il sito web ufficiale: www.libricity.com

 

Iniziamo con le presentazioni: chi sono i genitori di Libricity?

Ciao, io sono Adriano Guarnieri, sono veneziano e ho 30 anni, sono un grafico e ho lavorato nel mondo editoriale e di identità per 3 anni come stagista in Italia e Portogallo e poi invece con un contratto in Brasile a San Paolo, dove sono stato per due anni fino al febbraio 2013, momento in cui sono tornato in Italia per provare a lanciare il progetto, che dopo varie trasformazioni si chiama Libricity.
Il mio socio è Lorenzo Losa, dottore in matematica alla Normale di Pisa e attivo nella comunità di Wikimedia.

 

In cosa consiste Libricity?

Libricity è un motore di ricerca che geolocalizza libri e librerie: l’utente cerca un titolo, un autore o un tema, sceglie da una lista di risultati il libro che gli interessa e vede sulla mappa le librerie intorno a lui che vendono quel titolo.
Questo è il cuore di libricity. Ovviamente intorno a questo ci sono una serie di servizi aggiuntivi dedicati all’esplorazione e alla scoperta di nuove letture.

 

Da dove nasce l’idea di questa applicazione?

Libricity è la continuazione di due progetti precedenti che abbiamo sviluppato con il marchio TwoReads.
TwoReads nasce nel 2013 come motore di suggerimenti di nuove letture per la saggistica: abbiamo sviluppato un software che riconosce, estrae ed organizza i riferimenti ad altri libri contenuti in un testo. Facendo questo lavoro su un gran numero di libri si ottiene una “galassia” di connessioni reali da cui ricavare suggerimenti del tipo “hai letto il libro A e il libro B ed entrambi citano il libro C per cui C potrebbe interessarti”: un motore di suggerimenti basati sui contenuti dei libri e non sul comportamento degli utenti, diverso dal classico “chi ha comprato questo ha comprato anche questo”.
Dopo un primo prototipo con l’università ISIA di Urbino, abbiamo proposto il progetto pilota alla Treccani: la nostra idea era di inserire nel loro portale suggerimenti di libri in base alle sequenze di ricerca dell’utente, una sorta di bibliografia dinamica costruita sulle ricerche dell’utente. Ovviamente ci hanno detto di no.
A quel punto abbiamo contattato diversi editori e l’unico che ci ha aperto le porte è stato il Saggiatore che ci ha dato accesso all’archivio intero. Per noi è stato come entrare in un parco giochi! Finalmente ci siamo messi a lavorare con dati reali affrontando problemi reali: per un mese eravamo in 2 o 3 persone fisse in casa editrice a scavare negli archivi e estrarre dati.
Estratti i dati abbiamo sviluppato un altro prototipo ancora visibile in alcune pagine del Saggiatore per cui partendo da un loro libro ne indichiamo altri sia dello stesso editore che di altri editori che lo citano o che sono citati dal libro di partenza.
Con i dati del Saggiatore abbiamo testato come fosse la qualità dei suggerimenti percepita dai lettori. Abbiamo trovato su anobii dei lettori che avessero letto uno dei libri da cui avevamo estratto i dati e gli abbiamo mostrato 12 suggerimenti: 4 suggeriti da Amazon, 4 di IBS e 4 nostri, chiedendogli di dirci quali riteneva più interessanti. Da questi test siamo risultati migliori di Amazon del 20% e di IBS del 15% (e abbiamo scoperto che IBS consiglia meglio di Amazon sui libri italiani). Con questi numeri abbiamo contattato tutti gli editori italiani di saggistica chiedendo dati su cui lavorare in modo da ingrandire la galassia. Purtroppo nessun editore ci ha risposto e il progetto si è fermato, ma non prima di aver vinto alla fiera del libro di Francoforte il premio internazionale come miglior progetto legato all’editoria.
Un mese prima di andare a Francoforte, consci che nessun editore ci avrebbe dato accesso ai dati, abbiamo iniziato a pensare a cosa fare, se fermarci o se reinventarci. Abbiamo passato due settimane intervistando lettori, sia dentro alle librerie che per strada, per capire come cercano e si muovono. Da queste interviste (circa un centinaio) sono usciti dei pattern di problemi molto chiari, che riguardano sia le librerie grandi che le medio/piccole e che sono diametralmente opposti:

  • La libreria grande (più di 25.000 titoli): il 30% di chi entra non compra per mancanza di informazioni. Abbiamo registrato casi incredibili di persone che vogliono un libro che è presente nella libreria ma che non trovandolo non lo comprano.
  • La libreria medio/piccola (meno di 25.000 titoli): hanno il problema opposto, entrano poche persone ma praticamente tutte comprano. Il loro problema è far entrare più gente.

Analizzati questi due problemi abbiamo affrontato il primo sviluppando una app da far andare su dei tablet all’interno delle librerie per facilitare la ricerca e l’esplorazione della libreria. Il primo prototipo l’abbiamo testato tra ottobre e dicembre all’interno di una libreria IBS e lì la sensazione è stata uguale a quando abbiamo lavorato al Saggiatore: dati reali, persone reali, test reali, dei bambini nel negozio di caramelle, abbiamo imparato tantissimo, sperimentato tantissimo e anche ottenuto buoni risultati con i tablet usati in maniera indipendente dal 40% delle persone che entravano in libreria e con corrispondenze del 7% sulle vendite e del 20% sugli ordini. Il tutto senza nessun tipo di comunicazione ne niente: 8 tablet appoggiati sugli scaffali.
Se qualcuno fosse interessato documentiamo e raccontiamo tutto il nostro lavoro nel nostro blog, qui il primo post in cui “entriamo” in libreria.
Finita la sperimentazione abbiamo presentato i risultati a IBS e Messaggerie chiedendo di estendere i test anche alle altre librerie ma un po’ perché sotto natale, un po’ per riorganizzazioni interne, non siamo andati avanti.
Delusi e anche un po’ stanchi dell’ennesima porta chiusa nonostante la positività del progetto abbiamo preso in mano il secondo punto, e a gennaio in poco più di 2 mesi abbiamo sviluppato e lanciato la app Libricity insieme a 10 librerie pioniere a Milano.
Ora le librerie sono 50, 26 a Milano e 24 in giro per l’Italia, insomma si sta allargando.

 

FRANKFURT libricity_01

 

Come funziona Libricity?

Il meccanismo di funzionamento è molto semplice: ogni libreria ci manda un aggiornamento giornaliero con ISBN e giacenze dei libri che sono fisicamente presenti in libreria, in questo modo siamo in grado di indicare all’utente dove trova il libro cercato.
Il nostro obiettivo principale è far andare le persone in libreria a prendere i libri che stanno cercando, e l’unico modo per fare questo è farglieli trovare con estrema facilità e non costringerli a girare 10 librerie diverse, cosa che nessuno fa comunque.
Una delle difficoltà che stiamo affrontando in queste primissime fasi è rappresentata dai gestionali, i software di gestione del magazzino usati dalle librerie che funzionano tutti in maniere diverse e non sempre funzionali, anche da questo lato però abbiamo trovato dei buoni partner con cui parlare per cui per esempio con WinVaria abbiamo un accordo per cui se una libreria ha il loro gestionale si possono occupare loro di tutta la parte tecnica di invio dei dati, il libraio deve solo dare l’ok per partecipare a Libricity: il tema dei gestionali sarebbe molto interessante da analizzare e discutere insieme ai librai e alle scuole per librai, sono il cuore dei dati delle librerie e potrebbero aprire molte nuove opportunità o chiuderle.

 

Quali reazioni avete riscontrato delle librerie che avete contattato per aderire al progetto?

Inizialmente abbiamo riscontrato molta diffidenza da parte dei librai, l’idea di dare i loro dati all’esterno gli sembrava pericoloso o comunque una cosa da non fare. Per questo abbiamo lavorato molto nel cotruire un rapporto diretto con loro per esempio con il nostro blog (blog.libricity.com) in cui ogni settimana circa intervistiamo un libraio e cerchiamo di capire quali sono le difficoltà, le idee e le cose positive dell’avere una libreria nel 2015; come sempre una volta che ci si conosce si capisce che è tutto più facile di come sembra inizialmente.
Da queste interviste e dal rapporto diretto con i librai ci è parso che molte delle loro idee si basino su chimere, e che poi andando a vedere i fatti la realtà sia molto diversa; un esempio di questo è il timore che la libreria concorrente abbia gli stessi titoli mentre andando a vedere i numeri abbiamo delle sovrapposizioni tra cataloghi minime, parliamo di una media del 10% (1 libro ogni 10 è presente in altre librerie) con picchi del 30 ma con anche fossi del 2 o 3%, vedendo i numeri quindi è chiaro che la ricchezza dei cataloghi insieme supera potenzialmente qualunque competitor online.
Bisogna quindi che il libraio entri nell’ottica di collaborare con gli altri librai, di costruire insieme un ecosistema sano in cui ogni attore guadagnerà dalla collaborazione degli altri, uno scenario opposto da quello attuale.
Sembrerà banale ma quello che deve cambiare è la mentalità e senza questo cambiamento nulla è possibile, siamo però molto contenti che con diverse librerie milanesi si sia aperta una buona comunicazione e scambio di idee; anche qui pensiamo che non si debba per forza essere daccordo ma che sia fondamentale riuscire a parlarsi, a scambiare idee e vedute anche con chi non vive dentro al mondo libraio e che quindi può portare nuovo ossigeno e nuove idee, questo secondo noi è l’unico modo per cambiare le cose.

 

Da quanto tempo siete attivi? Avete già dei feedback da parte degli utenti?

Ufficialmente la app è attiva dal 29 di marzo (quella android, quella ios un mese dopo per tempi diversi di apple) per cui parliamo di 4 mesi scarsi. Considerando gli inevitabili bug iniziali possiamo dire di essere funzionanti veramente da 2 mesi.
In questo periodo abbiamo avuto circa 600 download della app e ogni giorno vengono effettuate, tramite la app o il portale, circa 150 ricerche. Sono ancora numeri troppo piccoli per avere delle statistiche credibili ma sono un buon inizio per avere feedback e capire cosa migliorare.
Il primo dato interessante è che abbiamo già una quarantina di acquisti di libri confermati a Milano: questo ci da la certezza che intanto il sistema funziona e che il rapporto tra utenti e acquisti è alto considerando che dei 600 download la metà sono a Milano.

 

In cosa si può migliorare e soprattutto dove si può arrivare?

In generale pensiamo si possa migliorare moltissimo l’esplorazione dei cataloghi delle librerie; una libreria di medie dimensioni ha circa 10.000 titoli disponibili e ad un lettore è probabile che di quei 10.000 titoli ne interessino almeno l’1% che fa 100 titoli; la difficoltà è riuscire a mostrare ad ogni lettore i 100 che possono interessargli. In questo la tecnologia può aiutare moltissimo andando a lavorare in maniera complementare rispetto al libraio.
Per questo motivo in questi giorni stiamo ultimando lo sviluppo della nuova piattaforma www.libricity.com in cui abbiamo aggiunto diverse funzioni dedicate all’esplorazione dei cataloghi delle librerie.
Un’altro punto molto importante su cui ci teniamo a parlare è l’ampiezza dei cataloghi delle librerie fisiche rispetto a quelli online, se solo le librerie si rendessero conto che insieme avrebbero un’offerta di titoli enorme e soddisferebbero qualunque richiesta si potrebbe anche pensare ad una rete logistica tra librerie per cui se sono a Venezia e il libro che voglio è a Milano il libraio di Milano lo manda alla mia libreria di Venezia e il giorno dopo ce l’ho. Ci sono diverse soluzioni già pronte, come il piego di libri, e in questo modo la libreria di Milano mi vende il libro e quella di Venezia sa che andrò a prenderlo e quindi che potrà farmene vedere altri simili o comunque avrà una persona in più in libreria.
Un ultimo punto molto importante è considerare la centralità del lettore, riuscire a offrire al lettore dei servizi che migliorino la sua esperienza prima e dopo la lettura: qualche mese fa ho letto un’intervista a Jeff Bezos che diceva questa frase: If you want to do more of something, make the friction less. Mi ha molto colpito e ho iniziato a guardare le frizioni che ci sono tra il momento in cui voglio un libro e il momento in cui ho quel libro, penso che ci sia molto da lavorare su queste frizioni e i nostri progetti vanno in questa direzione. Per esempio si può pensare di includere le biblioteche nel sistema: andare in biblioteca non è in conflitto con l’andare in libreria. Anche qui sono due esperienze complementari e spesso succede che dopo che inizio un libro in biblioteca io voglia comprarmelo, ecco che integrando i servizi si offrirebbe ai lettori degli strumenti che coprono tutte le loro necessità limando le frizioni e facilitando l’accesso alla lettura.

 

Grazie, e in bocca al lupo!

Grazie mille a voi per l’intervista e per il supporto che ci date, l’ecosistema sano per i librai ha bisogno anche degli editori e viceversa per cui il confronto e il rapporto diretto con voi è importantissimo.
Buone letture e vamosquevamos!

 

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