Venivano da lontano Giorgio Caponetti

  • Sentiva la pioggia scrosciare sul Canal Grande, mentre si domandava chi fosse quel grandissimo rompiballe che lo chiamava nel cuore della notte. «Pronto» disse con la voce da oltretomba che ha al mattino un accanito fumatore di sigari toscani. «Sono Silvestro». «Silvestro chi?» «Silvestro Putzu». «L’etrusco?» «L’etrusco…» ridacchiò l’altro «senti, scusa se ti chiamo a quest’ora». «Ma che ore sono?» «Sono quasi le cinque. Scusami davvero,
    ma ho fatto una scoperta… una scoperta che può cambiare molte teorie. È un po’ che ci lavoro, e devo fare in fretta; devo arrivare alla conclusione. Ti racconterò». Era la voce di una persona molto agitata, la sua. «Ho bisogno di te e della tua competenza ippologica. Fammi il favore, salta in macchina e vieni qui a Tuscania». «Ma tu
    sei matto! Ti rendi conto di che ore sono? Figurati se di punto in bianco posso mollare tutto qui a Venezia…» «Per favore. Credi che ti romperei le balle a quest’ora del mattino se non fosse urgentissimo? Non dico che sia questione di vita o di morte, ma…» La linea era molto disturbata e la voce andava e veniva. «Ma poi, cosa ci
    fai a Tuscania? Non insegnavi a Bologna?» «Sì, ma sto facendo una ricerca… una ricerca… Non posso dirti altro al telefono». «Dimmi almeno qualcosa, ostrega! Etruschi?» «Sì, da dove venivano…» «E da dove venivano?» «Eh… venivano da lontano».

    Sentiva la pioggia scrosciare sul Canal Grande, mentre si domandava chi fosse quel grandissimo rompiballe che lo chiamava nel cuore della notte.

    Giorgio Caponetti Venivano da lontano

  • Autore: Giorgio Caponetti
  • Genere:
  • Collane:
  • Titolo Originale: Venivano da lontano
  • Data Pubblicazione: 6/03/2014
  • Numero di pagine: 304
  • Codice EAN: 9788871686837
  • Prezzo di listino: 12 €
  • Lingua Originale:

La strana storia di un archeologo precipitoso, di un’amazzone in lotta contro l’autostrada, dei conflitti che ancora scatena un popolo antico venuto da Oriente. Un’avventura di Alvise Pàvari dal Canal.
Campi di erba alta mossa dalla brezza, pareti di tufo dorato, lombrichelli cacio e pepe all’osteria dentro le mura di Tuscania: Alvise Pàvari dal Canal, che ha lasciato Venezia sotto la pioggia battente, al sole della Maremma si sente rinato.
Sbocconcella salsiccia sotto la pergola in attesa di rivedere Putzu, l’amico etruscologo che l’ha convocato lì in tutta fretta per chiedergli una conferma importante. Lo rivedrà, sì, ma in circostanze molto diverse da quel che si sarebbe aspettato; e quella che si prospettava come la gita di un giorno si prolungherà, fatalmente, di sera in sera.
Prima lo trattiene una morte: smascherare l’assassino celato dietro appunti misteriosi che rimandano a Virgilio e a migrazioni antichissime.
Poi si mette in mezzo un amore: una donna riemersa dal passato che sarebbe perfetta se solo non avesse qualcosa da nascondere.
Un romanzo che fa viaggiare nel tempo e nella Storia, immersi nella pienezza del presente.

In copertina, un acquarello di Giuliano Della Casa.