Una banda di idioti John Kennedy Toole

  • Un berretto verde da cacciatore stringeva la sommità di una grossa testa, tonda come un pallone. I paraorecchie verdi, che a malapena riuscivano a contenere le orecchie enormi, i peli che vi crescevano dentro e i capelli incolti, erano sollevati da entrambe le parti come due frecce che indichino direzioni opposte. Fra i folti baffi neri si insinuavano le labbra
    carnose e contratte che agli angoli terminavano in tante piccole rughe piene di disapprovazione e di briciole di patatine. Al riparo della visiera verde del berretto, gli occhi gialli e blu di Ignatius J. Reilly, pieni di alterigia, scrutavano le altre persone ferme sotto l’orologio dei magazzini D.H. Holmes in cerca di segni che testimoniassero il loro cattivo gusto nel
    vestirsi. Ignatius notò che alcuni capi di abbigliamento erano abbastanza nuovi e abbastanza costosi per essere tutto sommato considerati un vero e proprio oltraggio al buon gusto e alla decenza. Possedere una cosa nuova o costosa era segno di mancanza di teologia e geometria e poteva persino gettare dubbi sull’anima del possessore.

    "Quando nel mondo appare un vero genio, lo si riconosce dal fatto che tutti gli idioti fanno banda contro di lui". Jonathan Swift

    John Toole Una banda di idioti

  • Autore: John Kennedy Toole
  • Genere:
  • Collane:
  • Titolo Originale: A Confederacy of Dunces
  • Data Pubblicazione: 29/05/1998
  • Numero di pagine: 464
  • Codice EAN: 978887168221
  • Prezzo di listino: 17 €
  • Lingua Originale:

Quando nel mondo appare un vero genio, lo si riconosce dal fatto che tutti gli idioti fanno banda contro di lui.

È il principio primo che muove ogni altra idea, sogno e azione di Ignatius Reilly, uno dei massimi nemici del popolo americano di questo secolo. Immaginatevi una strana miscela fra un barbone, un Oliver Hardy impazzito, un Don Chisciotte grasso e un Tommaso d’Aquino perverso. Immaginatevi un gigante con baffoni e berretto verde da cacciatore che, fra giganteschi rutti e flatulenze, si vede costretto a continui attacchi contro un’America “priva di geometria e teologia”. Attorno a lui, in una New Orleans trasformata in palcoscenico quasi dadaista, un coro di personaggi epici.

Jones, negro in semischiavitù, che fulmina con una frase al vetriolo “quella nazista della padrona” del Notti di Follia e ci fa ridere fino a piangere. La signorina Trixie, ottuagenaria sempre a caccia di prosciutti pasquali e, suo malgrado, dell’eterna giovinezza. Myrna, anarco-femminista di New York, che sfida con un serrato carteggio anima e sesso di Ignatius.

Una mamma disperata, Santa Battaglia e l’agente Mancuso, pronti a consolarsi con partite di bowling. E poi, Yoghi, Rosvita e Batman, le Manifatture Levy, Gus Levy, signora e viziatissime figlie. Immaginatevi un diario del lavoratore, una summa teologica dell’assurdo, una rivolta di operai attorno a una croce eretta nell’ufficio contabilità, chilometri di archivio ridotti a zero in un minuto, un vecchio cliente umiliato senza scampo con una lettera di insolenze ineguagliabili.

Cento pagine per immergersi, pian piano, nel mondo di questo libro, e tutte le seguenti per sperare di non uscirne più. Immaginatevi un capolavoro, e poi leggetelo.

Questo libro è un capolavoro.

Con prefazione di Stefano Benni.