Un lungo silenzio Angeles Caso

  • L’acquazzone non scoraggia la gente. Anzi, è quello che ci vuole, considerata la vocazione della Vergine. La pioggia sulla processione non fa che ribadire la benedizione del cielo alla città. Tanto più che tutte queste persone sono in strada da ore. Molti aspettano addirittura dalla sera prima, e adesso, dopo tanta attesa, non sono disposti ad andarsene. I primi sono
    arrivati quando le campane del convento delle agostiniane battevano le otto, e calava la sera. Oltre il promontorio del Paraíso, in fondo alla spiaggia, si addensavano nuvoloni che preannunciavano l’acqua dell’indomani. Li accompagnava la calma illusoria del mare, già buio e placido come un animale che sta per prendere sonno, ritmico il suono del respiro. Nonostante i segnali evidenti, la
    gente continuò ad accorrere, decisa a occupare le prime file. Portavano coperte, qualcosa da mangiare e avevano quello strano affanno nello sguardo, la smania di scrutare, controllare, spiare negli occhi degli altri la sincerità o la finzione, mescolata all’ansia di esibire nei propri la fede, vera o presunta.

    "Prima di chiudere la porta, si siederà davanti al pianoforte di carta e fingerà di suonare la Sonata in si minore di Liszt. Teresa diceva che, sentendo quella musica, era impossibile non credere che l'uomo è come un dio, signore e padrone del suo destino, degno di vivere e morire in libertà."

    Angeles Caso Un lungo silenzio

  • Autore: Angeles Caso
  • Genere:
  • Collane:
  • Titolo Originale: Un largo silencio
  • Data Pubblicazione: 7/07/2011
  • Numero di pagine: 224
  • Codice EAN: 9788871685915
  • Prezzo di listino: 15 €
  • Lingua Originale:

La Guerra civile è finita, hanno vinto i franchisti.
 Le donne della famiglia Vega tornano a casa.
 Scendono dal treno e ripercorrono, dopo anni d’assenza, le strade della loro città.

Letrita davanti, a testa alta, con la bellezza che le hanno donato – a lei che mai fu bella – l’orgoglio, la tolleranza e il coraggio. 
Poi María Luisa, che rileggendo il passo di una lettera di Fernando – il tuo corpo è l’unico posto al mondo dove voglio restare per sempre – troverà la forza di salvare il marito violoncellista dal carcere tremendo di Badajoz.

A pochi passi, Alegría. Tiene per mano la figlia, Merceditas, che di notte ha paura, e sogna che sua madre si faccia bella, che la nonna torni a sedersi sulla sedia in cucina a raccontarle una storia mentre fa lo stufato, che la zia María Luisa parli orgogliosa dei concerti del marito o dei suoi alunni e che Feda si dipinga le labbra e le descriva i balli con Simón.
 Feda distratta, Feda innamorata.

Le labbra di Simón sanno di mare, di pioggia, di montagna, di fiume, di sesso, di un mattino d’estate, di caffelatte. Le labbra di Simón sanno di tutto il bello della vita.

Le chiamano le rosse, le sconfitte? Loro custodiscono vittorie più vere.

Dovranno lottare per conquistarsi un tetto, un lavoro?
Sono pronte. Donne come loro non si arrenderanno mai.
 Accarezzano il passato, affrontano il presente e si proiettano nell’avvenire.

Una storia vera.