Un angelo a Babilonia Friedrich Dürrenmatt

  • Per cominciare subito col luogo più importante, anche se fornisce non la scena ma soltanto lo sfondo di questa commedia: un cielo smisurato si stende al di sopra di tutto, con al centro la nebulosa di Andromeda, press’a poco come la vediamo noi nei telescopi del monte Wilson o del monte Palomar, minacciosamente vicina, tanto da riempire quasi la metà
    dello sfondo della scena. Da questo cielo scese una volta, e una volta sola, un angelo travestito da mendicante, lacero, con una lunga barba rossa e con al fianco una fanciulla velata. I due viandanti stanno per l’appunto raggiungendo la città di Babilonia e il Lungoeufrate. Al centro della piazzetta un lampione a gas antico-babilonese naturalmente un po’ fioco rispetto
    al cielo che si stende sopra di esso. Più in là, sulle facciate delle case e negli spazi pubblicitari, sono affissi manifesti, alcuni stracciati, per esempio del seguente tenore: “Chi mendica danneggia la patria”. “Mendicare è asociale”. “Mendicanti, entrate nel servizio di stato”. Nello sfondo, poi, si indovinano strade della colossale metropoli, una confusione di palazzi, di grattacieli e di
    capanne che si perde nella sabbia gialla del deserto, un insieme grandioso e sudicio al tempo stesso, abitato da milioni di persone.

    “Ora basta con i poeti, basta. Si stava così bene in carcere, si stava in pace. Ma adesso anche i secondini si son messi a declamare versi...”

    Friedrich Dürrenmatt Un angelo a Babilonia

  • Autore: Friedrich Dürrenmatt
  • Genere:
  • Collane:
  • Titolo Originale: Ein Ebgel kommt nach Babylon
  • Data Pubblicazione: 6/03/2014
  • Numero di pagine: 202
  • Codice EAN: 9788871686578
  • Prezzo di listino: 13 €
  • Lingua Originale:

Tutti sono innamorati di Kurrubi: da quando l’Angelo l’ha portata a Babilonia, fanno a gara per conquistarla.

Vie, piazze, giardini sono colmi di sospiri, traboccano di canti: banchieri che compongono poesie, burocrati che scrivono canzoni. Ma il cuore di Kurrubi è impegnato; lei ama un mendicante che l’ha baciata in riva all’Eufrate e poi è sparito.

Appariva il più povero di tutti i mendicanti, più miserabile persino di Akki, l’ultimo mendicante di Babilonia, che fa dell’accattonaggio un’arte. Quell’uomo così semplice e privo di ogni mezzo in realtà era Nabucodonosor, il re di Babilonia; si era travestito da mendicante per convincere Akki a cambiare mestiere. L’accattonaggio è disdicevole, nel suo regno.

Di un re, però, Kurrubi non sa che farsene. Potrà avere questa donna irresistibile soltanto chi avrà la forza di rinunciare alla politica, al potere, al denaro, per camminare con lei in una terra “unica per la felicità e i pericoli che contiene, multicolore e selvaggia, meravigliosamente ricca di possibilità”.

A colpi di dialoghi e frasi memorabili, la penna di Dürrenmatt cesella una clamorosa parodia su mondo, potere e libertà.