Tradurre è un’intenzione Autori Vari

  • Prefazione di Franco Buffoni. È un piacere, ed è solo un piacere, per me, scrivere la prefazione di questo volume; perché l’analisi dei contenuti – attenta e ben calibrata – è già stata interamente e magistralmente sviluppata da Nicoletta Dacrema, vera anima di questo libro e del Convegno che gli ha dato spunto. A me spetta un compito decisamente più lieve:
    quello di accogliere nella collana I Saggi di «Testo a Fronte» il frutto del lavoro dei colleghi cagliaritani e dei loro ospiti. Un gesto che compio nel segno dell’amicizia e della stima, ma soprattutto della gratitudine. Perché richieste come queste conferiscono senso e valore al lavoro che ormai da trent’anni vado compiendo sulla teoria della traduzione. E gratificano, facendomi provare
    una leggera vertigine… Se penso che nel 1988, al Convegno sulla traduzione da me organizzato presso l’Università di Bergamo, ancora si discuteva se la nuova scienza dovesse definirsi “traduttologia” o “translatica”… E alle difficoltà che la traduttologia incontrò negli anni successivi per farsi accettare in ambito accademico… Molti pensano che di traduzione sia congruo parlare soltanto nell’ottica delle scelte editoriali: la traduzione
    deve servire all’editoria, costoro sostengono: tutto il resto è inutile speculazione. Invece è proprio di questa speculazione che da trent’anni «Testo a Fronte» si occupa, e intende continuare a occuparsi.

    Ogni traduzione è una ri-creazione dell’opera, e dà, pertanto, una versione propria che parte da una “interpretazione”: sia del piano semantico, soprattutto lessicale, con tutte le sue sfumature; sia del piano formale. Questa interpretazione è, a suo modo, originale.

    Tschingis Aitmatov Tradurre è un’intenzione...

Questo libro, che raccoglie gli interventi degli studiosi e professionisti della traduzione che hanno partecipato al simposio sulla traduzione letteraria organizzato da Nicoletta Dacrema all’Università di Cagliari, è governato dal principio della eterogeneità.

I testi presi in considerazione, infatti, coprono un arco cronologico vastissimo, che va dal primo millennio a.C. fino a oggi. Essi sono, inoltre, rappresentativi di generi letterari diversi: poesia, narrativa, prosa d’arte. Una prospettiva tanto ampia, che accoglie poesia antica e poesia contemporanea, istanze e modalità narrative, e in generale prosastiche, con le relative crisi e assestamenti formali, intende non solo dare un quadro mosso della letteratura europea e, più latamente, mondiale, ma anche, e soprattutto, intende marcare la pluralità di strategie che vengono messe in opera, di volta in volta, nella riproposta del fatto letterario, con le sue specificità di macrostruttura e di microstruttura che variano nel tempo e di voce in voce. Esse sono, infatti, espressione della verità individuale di ciascun autore, del suo poieîn.

Ogni traduzione è una ri-creazione dell’opera, e dà, pertanto, una versione propria che parte da una “interpretazione”: sia del piano semantico, soprattutto lessicale, con tutte le sue sfumature; sia del piano formale.

Questa interpretazione è, a suo modo, originale.

In copertina, The Smoke Nebula in Frustriaus, NASA images, apod.nasa.org.