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Testo a Fronte 59 Autori Vari

  • Questo numero di “Testo a fronte” prende in considerazione la transmedialità, tema centrale nell’attuale dibattito accademico e culturale, ponendola sotto lo sguardo attento di studiosi di diversa ed eterogenea provenienza disciplinare. Partendo dalla considerazione che la diversità - nei contenuti, nelle forme, nei media e negli approcci - è uno dei principali effetti della convergenza tra diverse modalità di racconto,
    il progetto da cui prende le mosse questo volume ha inteso dare voce ad una pluralità di approcci capace di travalicare il tradizionale perimetro di pertinenza degli studi traduttologici, pur rimanendone profondamente debitore. Nell’ultimo decennio, letteratura, arti visive, media studies, film studies e television studies hanno offerto molte interessanti, talvolta contraddittorie ma sempre stimolanti letture sul tema della narrazione
    mediale e della sua capacità di migrare da un supporto all’altro, facendo tesoro del fortunato concetto di cultura convergente, elaborato da Jenkins ormai nel 2006, che presupponeva il superamento di ogni steccato disciplinare grazie alla possibilità, fornita dalle tecnologie e dai loro usi sociali, di elaborare e modificare un testo narrativo portandolo a trasmigrare con fluidità da un medium ad
    un altro. Parallelamente a questa progressiva spinta verso il superamento degli steccati fra strutture mediali e forme narrative (e verso la definitiva inapplicabilità delle tradizionali distinzioni tra cultura alta e cultura bassa), l’ibridazione transmediale e intermediale ha dato vita ad un processo di scomposizione e ricomposizione dei testi grazie a quella che Manovich (2001) ha definito la “struttura frattale” dei
    media digitali. L’approccio composito di questo numero di “Testo a fronte” è stato confermato dalla scelta di privilegiare, tra i sei principi jenkinsiani del transmedia storytelling (Jenkins, 2009), quello che appare come il più significativo della contemporaneità: la serialità. Lo sviluppo e la reputazione delle serie tv dell’ultimo decennio provano chiaramente come l’intuizione di Jenkins abbia colto nel segno,
    individuando nel principio seriale una delle chiavi interpretative più potenti del fenomeno transmediale, lo sguardo elettivo per comprendere il legame sempre più stretto tra strutture mediali e forme/formule narrative. L’obbiettivo del numero è dunque mettere a fuoco il legame tra un fenomeno complesso come la serialità narrativa e uno dei temi centrali del dibattito sulle forme del racconto: la traduzione,
    nelle sue diverse pratiche transmediali. Gli studiosi che hanno contribuito al volume si sono interrogati su cosa sia oggi la traduzione in un contesto in cui le pratiche di narrazione seriale sono sempre più rilevanti e riconosciute. Si pensi per esempio a come le serie tv - ritenute fino a pochi anni fa esempi di scarsa qualità estetica e narrativa,
    collocate nel contesto “basso” del medium televisivo e necessariamente nobilitate da una definizione che le avvicinava al cinema (il “telefilm”) - occupino invece oggi una posizione di primissimo piano nel dibattito accademico sulla qualità del prodotto culturale. Le serie TV degli anni Dieci ben rappresentano la complessità del sistema dei media audiovisivi, come ha sottolineate Mittell (2015). E dunque: come
    deve essere adattato il testo originale a diversi media? In che modo l’autorialità e l’originalità affrontano la formula seriale? Quali sono i criteri principali che guidano le scelte di adattamento? In che modo le logiche di traduzione aderiscono e/o rimodellano i contesti culturali locali? Queste sono le domande che abbiamo posto nella call for paper internazionale che ha dato vita
    a questo numero, attraverso la quale sono state sollecitate proposte capaci di indagare i processi di traduzione dei prodotti seriali, le origini storiche della serialità, le logiche e le pratiche di adattamento seriale transmediale, gli aspetti teorici della transmedialità, gli esempi di traduzione transmediale di testi seriali letterari e i problemi e le opportunità per l’adattamento nell’area transculturale. Il saggio di
    apertura, Imitations of life. Melodramma, metamoderno e intermedialità ne esemplifica perfettamente il taglio. Fabio Vittorini si interroga sul passaggio dalla nozione di intertestualità a quella di intermedialità, sull’interazione incessante e onnipresente tra narrativa letteraria e mass media. L’obiettivo del saggio è capire come le narrazioni letterarie e audiovisive contemporanee mescolino i trucchi centripeti e ordinatori del moderno con i trucchi
    centrifughi e distruttivi del postmoderno, muovendosi in uno spazio metamoderno, in cui si attua una “riforma delle strutture cognitive e rappresentative (post)moderne”. Lo sguardo sulla serialità televisiva contemporanea è al centro del contributo di Virginia Luzón e Quim Puig, Transtextuality and Cultural Adaptation in Television Series. La riflessione dei due studiosi catalani esamina le origini letterarie del concetto di transtestualità di
    Gérard Genette per applicarlo ad un’analisi di serie TV adattate in contenuti culturali diversi da quello di provenienza. Otto serie vengono osservate per individuare gli aspetti più significativi della transtestualità, gli elementi intrinseci del linguaggio televisivo, i riferimenti culturali e i problemi di adattamento di ciascuna. Seriale/transmediale: il caso delle fanfiction di Stefano Calabrese e Valentina Conti analizza le ricerche
    condotte negli ultimi anni all’interno dei fan studies, focalizzandosi sulla natura delle fanfiction, ossia le produzioni narrative elaborate dai fan che mettono in luce la dimensione grassroots della fruizione di prodotti transmediali. Il contributo si focalizza sull’esperienza creativa dell’utente e problematizza la questione delle trasformazione del mercato dei media, sempre più “trans-mediato” proprio grazie all’opportunità che i fan possano seguire
    più percorsi di fruizione attraverso un universo narrativo transmediale. In Terapie adattate. La televisione transnazionale di In Treatment in Italia, Anna Manzato riflette su traduzione, serialità e transmedialità esaminando il caso della serie-format israeliana Be’Tipul (2005-2008), adattata da HBO negli Stati Uniti con il titolo In Treatment (2013-2017) e prodotta in Italia da Sky. È su quest’ultima versione che Manzato si
    focalizza, in particolare sulla stagione finale (2017), discutendone le modalità di traduzione interculturale e le peculiarità narrative, analizzando la collocazione della serie nel contesto televisivo italiano attraverso un’analisi testuale degli episodi, mirata ad evidenziare le peculiarità tematiche introdotte nella serie italiana rispetto all’originale. In Hypertextual Cliffhanger: Reconsidering Epistemology and Ontology of Suspensive Pauses in Digital Era Serial Storytelling, Ian Ezerin definisce
    la connettività e la serialità ipertestuale come caratteristiche intrinseche dei sistemi narrativi transmediali, ed applica questi concetti al dispositivo narrativo peculiare della serialità, il cliffhanger, di cui sottolinea l’evoluzione ontologica ed epistemologica nell’era digitale. La definizione jenkinsiana di transmedia storytelling è il punto di partenza del contributo di Sarah Renger, Practices of German Transmedia Serial Storytelling, che rileva come lo
    stato attuale della ricerca abbia sostanzialmente ignorato la transmedialità tedesca, contesto in cui essa risulta essere ancora una pratica di nicchia. Pertanto, obiettivo del saggio è l’analisi delle pratiche e funzioni della serialità transmediale tedesca attraverso l’analisi del progetto Netwars (Germania, 2014-), considerato un esempio interessante non solo di narrazione transmediale, ma anche delle dinamiche di sviluppo di script ancora
    in corso. L’ambiente mediale giapponese è il fulcro del lavoro di Stefano Locati, Apocalissi giovanili. Ripetizioni e loop nell’universo transmediale di Higurashi When They Cry. La complessità del sistema transmediale giapponese fornisce spunti rilevanti per l’indagine allargata delle logiche di adattamento seriale. Il caso considerato da Locati è Higurashi When They Cry (Higurashi no naku koro ni), una visual novel
    amatoriale nata nel 2002 a cui sono seguiti la produzione di otto sequel e l’espansione dell’universo narrativo su altri media, andando a costituire un interessante caso di meta-narrazione diffusa. L’universo del videogioco è al centro del saggio di Fabrizia Malgieri, Giocare a puntate. Le nuove forme seriali del videogioco tra letteratura e televisione. La studiosa rilegge lo stato della serialità videoludica,
    mettendo in luce l’interessante contiguità tra il genere videoludico narrativo ad episodi con alcune delle forme più strutturate e radicate della serialità televisiva e letteraria. Infine, il saggio di Emilia Lacroce intitolato L’adattamento problematico dei fenomeni criminali nei media italiani: il caso di Romanzo criminale propone uno sguardo trasversale ed eccentrico sulla transmedialità, che si concentra non tanto sulla struttura narrativa
    dei prodotti mediali coinvolti, quanto piuttosto sulle logiche e le pratiche di narrativizzazione dei fenomeni di cronaca al centro del racconto. Del caso analizzato, l’autrice intende sottolineare soprattutto le problematicità legate all’adattamento narrativo degli atti giudiziari. Alla luce della numerosità e della feconda eterogeneità delle proposte, la cui selezione qui presentata è frutto di un complesso e delicato processo di peer
    reviewing, questo numero di “Testo a fronte” restituisce una fotografia vivace, composita ma allo stesso tempo rigorosa di un campo di studi in rapida ed affascinante trasformazione.

    “Dietro ogni libro tradotto c’è un traduttore. Cita sempre il suo nome, rispetterai un suo diritto”

    Testo a Fronte 59

  • Autore: Autori Vari
  • Genere:
  • Collane:
  • Data Pubblicazione: 5/06/2019
  • Numero di pagine: 288
  • Codice EAN: 9788871688367
  • Prezzo di listino: 25 €
  • Lingua Originale:

La serialità trasposta.
Adattamento, traduzione, transmedialità.

Daniela Cardini
Introduzione

Fabio Vittorini
Imitations of life. Melodramma, metamoderno e intermedialità

Virginia Luzón e Quim Puig
Transtextuality and Cultural Adaptation
in Television Studies

Stefano Calabrese e Valentina Conti
Seriale/Transmediale:
il caso della fanfiction

Anna Manzato
Terapie adattate. La televisione transnazionale di In Treatment in Italia

Ian Ezerin
Hypertextual Cliffhanger:
Reconsidering Epistemology and Ontology
of Suspensive Pauses
in Digital Era Serial Storytelling

Sarah Renger
Practices of German Transmedia
Serial Storytelling

Stefano Locati
Apocalissi giovanili. Ripetizioni
e loop nell’universo transmediale
di Higurashi When They Cry

Fabrizia Malgieri
Giocare a puntate.
Le nuove forme seriali del videogioco
tra letteratura e televisione

Emilia Lacroce
L’adattamento problematico dei fenomeni criminali nei media italiani:
il caso di Romanzo criminale

Lorenzo Carlucci e Laura Marino
Su una possibile fonte delle Operette Morali: L’Architrenius di Giovanni
di Altavilla e il Dialogo della Natura
e di un Islandese di Giacomo Leopardi

Dialogo della Natura
e di un Normanno, ca. 1184
a cura di Lorenzo Carlucci
e Laura Marino

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