Termine di un viaggio di servizio Heinrich Böll

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    “Nella sala dell’udienza si avvertiva tra gli spettatori l’atmosfera che precede le recite in un teatro di dilettanti, dove sia annunciata un’opera di repertorio classico; una certa benevola tensione, l’euforia di chi sa che l’impresa non ha rischi, tutti conoscono la vicenda, si sanno le parti e gli attori, non si aspettano sorprese, eppure sono tutti un po’ tesi"

    Heinrich Böll Termine di un viaggio di servizi...

  • Autore: Heinrich Böll
  • Genere:
  • Collane:
  • Titolo Originale: Ende einer Dienstfahrt
  • Data Pubblicazione: 1/03/2007
  • Numero di pagine: 256
  • Codice EAN: 9788871684796
  • Prezzo di listino: 15 €
  • Lingua Originale:

Prima ancora dell’atrocità della guerra, il giovane Georg Gruhl, durante il periodo di leva, soffre “il nulla assoluto, il perenne girare a vuoto” della vita militare.

Con un gesto liberatorio, lanciando una sfida, dà fuoco a una jeep, al termine di un viaggio di servizio. Il processo che si celebra contro di lui, nella pretura di un sonnacchioso paesotto della Renania, rispecchia un unico intento: minimizzare. “Altrove, in alto loco”, si è deciso così: depistare la stampa, evitare ogni pubblicità, assorbire quel gesto come una semplice, innocua intemperanza. Privarlo, così, di valore.

Nell’aula “muffosa” della pretura di Birglar, gli echi delle strategie militariste, di una politica economica “spietata e inesorabile”, si stemperano nei rapporti di buon vicinato, nelle piccole beghe paesane, nel profumo di torte appena sfornate nella cucina dell’usciere giudiziario. Personaggi variegati sfilano in udienza, magistralmente ritratti attraverso il loro modo di parlare, di vedere la vita.

Si ride e si sorride, seguendo manovre più o meno implicite, debolezze, piccole connivenze, in un romanzo che ha l’andamento ironico e serrato di una commedia. Ma attenzione, ci avverte Böll: “questo romanzo è un cioccolatino esplosivo”.

Con il suo stile dolce e tagliente, uno dei massimi scrittori del Novecento affonda la lama nei meccanismi subdoli del potere “democratico”, dove una tolleranza di facciata nasconde una manipolazione ancora più radicale e invincibile rispetto alle imposizioni frontali della dittatura. Mentre il suo sguardo coglie, con tenerezza e profonda compassione, la fragilità eroica di ogni esistenza.

  • Marianello Marianelli
  • Marlis Ingenmey