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Temporali Cristiano Poletti

  • CORRIDOIO, CON DUE CITAZIONI Un discorso religioso, ma niente fantasie. In casa, una volta entrato, ho trovato una perdita. Ora cerco il suo luogo nascosto. Con le mani cerco, mani che hanno pensato e hanno toccato, hanno preso. Forse trovano la verità: non nel passato, dov’è già scritta. Nemmeno nel futuro, impossibile, il futuro è un luogo vuoto. E trema con le mani
    un’ansia per niente intelligente. Nel quadro di una casa dentro l’aria adesso rientro: è il nostro Occidente. Il respiro tornerà come all’inizio, dove c’erano i talenti, prima delle scale, della porta, del corridoio. PER UNA DONNA MITE Scivola all’infinito presente una malattia. Scriverne? Niente carta, alle labbra, al loro confine serve fermarsi, a un vero silenzio negli occhi. Sì, siate gentili, capaci. Capaci di. Gentili con. Avere vuoti, gli occhi, con lei
    che va e si perde come noi in noi l’indirizzo di sempre, l’afa, l’Adda dentro la veste e il letto, tutto bianco. O che sia invece l’ultima neve o nebbia antica, la malattia è un viaggio costoso. Sorridi, eredita la terra.

    Parola, una, anche tu, anche tu.

    Cristiano Poletti Temporali

  • Autore: Cristiano Poletti
  • Genere:
  • Collane:
  • Data Pubblicazione: 18/09/2019
  • Numero di pagine: 112
  • Codice EAN: 9788871688923
  • Prezzo di listino: 20 €
  • Lingua Originale:

I Temporali di Cristiano Poletti, fenomeni naturali desiderati e minacciosi o orizzonti del pensiero legati al nostro essere smarriti lungo gli anni e i secoli eppure fissi nell’eternità di pochi istanti luminosi, disegnano un libro maturo e forte, traguardo raggiunto di un lungo cammino poetico ed esistenziale, ma anche punto di svolta, riconoscimento di sé e del proprio rapporto con l’esistente, promessa per il futuro e riscatto. La parola oscilla tra il dato autobiografico, alluso e mai esibito, e la meditazione sulla storia e sui suoi vinti; e l’intonazione del testo a sua volta sta in equilibrio su un bilico espressivo, ora tendente al picco lirico, all’immagine fascinosa, ora capace del nitore ammirevole di chi non ha più bisogno di maschere e di orpelli. Anche il dichiarato dialogo con autori antichi e moderni offre una felice varietà di stili, capaci però di fondersi in una voce sommessa e piena: Poletti convoca Dante, Petrarca, Leopardi, Primo Levi, De Angelis e molti altri, a seconda dello strumento che maggiormente la musica di un testo richiede e richiama. Lo sguardo vaga nella memoria e nel paesaggio, ricostruisce volti fuggitivi, narra frammenti di vita o affreschi di esperienza collettiva; si addentra nella «pastorale del freddo» e lì si perde e trascende. È uno sguardo che ha visto molte cose, che conosce il senso del limite e il brivido del desiderio illimitato; è uno sguardo che sa come «anche attraverso questo, la grazia. / Solo attraverso / questo, /essere soli».