Tempi d’oro per i morti Charles Willeford

  • «Caos» disse il sergente Hoke Moseley a Ellita Sanchez «è l’acronimo per orientarsi a Miami». Le lanciò un’occhiata, scalò in seconda, e attese che annuisse. Avrebbe dovuto saperlo, dopo sette anni in polizia, non c’era bisogno di spiegarle che C stava per corsie, A per autostrade, O per ostacoli e S per svincoli. Non era detto che le strade corressero in
    linea retta. A volte si avvolgevano su se stesse in semicerchi e arabeschi senza senso. Conversare con Ellita era un problema. Lui era il capo, lei l’allieva, eppure non sapeva mai cosa spiegarle e cosa dare per scontato. Era nella Squadra Omicidi solo da quattro mesi, ma sembrava sapere sempre tutto in anticipo. Anche quello che Hoke aveva imparato con l’esperienza e
    aveva provato a spiegarle – il fatto che i tossici si spalmassero la Preparazione H sui buchi per ridurre il gonfiore, ad esempio – lei lo sapeva già. "Caos" era una di quelle stranezze che pochissimi sbirri conoscevano, e proprio non si aspettava che lei rispondesse: «Lo so».

    "Pulp Fiction non è un film noir, io non faccio del neo-noir.
 Penso che Pulp Fiction sia molto vicino alla crime fiction di
 questi ultimi anni, in particolare a Charles Willeford." Quentin Tarantino

    Charles Willeford Tempi d’oro per i morti

  • Autore: Charles Willeford
  • Genere:
  • Collane:
  • Titolo Originale: New Hope for the Dead
  • Data Pubblicazione: 27/05/2004
  • Numero di pagine: 288
  • Codice EAN: 9788871683980
  • Prezzo di listino: 13.5 €
  • Lingua Originale:

Non c’è mai tempo, per la squadra Omicidi della polizia di Miami.

Mentre incombono cinquanta vecchi casi da risolvere entro due mesi.

E ogni cazzo di giorno spunta un cadavere da un bagagliaio, da un campo di pomodori, un appartamento. Un tossico è appena morto di overdose a casa della matrigna ­ una donna che odora di buono ­ e occorre dare un’occhiata.

Torna in scena Hoke Moseley, sergente della Omicidi, che di una donna avrebbe un gran bisogno. Uno che non spreca parole, ha la spiazzante lucidità dei selvatici, arriva all’essenziale per le spicce. Si tratti di fare il culo a un collega, prendere per il culo un patito di arte contemporanea… o imbastire alle figlie adolescenti, appena spedite a Miami dalla ex moglie, una folgorante lezione sul sesso.

Affianca Hoke una bella cubana, Ellita Sanchez. Compagna di ferro sul lavoro, straordinaria nel dargli una mano con le figlie, questa ragazza fragile e concreta fiuta quando gira storta, aiuta Hoke a intuire dove parte la pista giusta… anche se le indagini prenderanno una piega “estrema”. Che né Ellita, né Hoke, men che meno noi, avremmo mai osato immaginare.

Nessuno ti fa sentire il sapore di caffè e di sporco, l’aria tesa e unta che aleggia in una stanza della centrale di polizia, come Charles Willeford. 
Le folate di vento umido dall’Atlantico, gli acquazzoni di Miami.
 Scene madri che ti saltano al collo come una scarica di mitra in mezzo a un concerto rock.