Tagliando i capelli Ring Lardner

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    “Era un sabato e ci avevo il negozio pieno di gente, quando Jim si alza da quella poltrona e fa: Signori, ho un annuncio importante da farvi. Mi hanno licenziato dal posto di lavoro. Dice: Non ho fatto che vendere scarpe e adesso le scarpe le han fatte a me. La ditta dove lavorava era un calzaturificio. E adesso Jim diceva che le scarpe le avevano fatte a lui. Va’ che era un bel soggetto!”

    Ring Lardner Tagliando i capelli

  • Autore: Ring Lardner
  • Genere: ,
  • Collane:
  • Titolo Originale: Haircut & other stories
  • Data Pubblicazione: 19/10/2006
  • Numero di pagine: 224
  • Codice EAN: 9788871684468
  • Prezzo di listino: 14.5 €
  • Lingua Originale:

Ah, questi Americani frivoli e frenetici degli albori del Novecento; questa ingenua e maliziosa borghesia di provincia, questi cinici signoroni di città con in testa il mito inscalfibile di Hollywood, del denaro pigliatutto, del successo nello sport: sigari e bridge, bionde e baseball… i racconti di Ring Lardner riescono a renderne in pieno la forza.
Che soggetto, ad esempio, che balengo quell’Elliott. Potrebbe essere il più forte battitore di baseball del mondo. Schianta gli avversari scagliando la palla come un missile verso le stelle. Poi, inspiegabilmente, rimane lì impalato e brucia decine di punti. D’altronde, è uno che si fa la barba, ridacchiando, in piena notte e a volte sembra pronto a sgozzare un compagno di squadra senza motivo.
Altro bel tipo, il barbiere che rievoca – una miscela di epica e malignità – le bravate del bullo rappresentante di scarpe. Uno di quelli che ti si piazzano in bottega e tengono banco. Piccoli raggiri, lettere che seminano zizzania qua e là. Finché qualcuno non gli fa le scarpe con un sano colpo di fucile.
O ancora, una coppia costretta a cambiare città. Non per via di un pluriomicida. Ma per lo schiacciante eccesso di “sollecitudine” con cui i nuovi amici, certi Stevens, si intrufolano in ogni incombenza. Non c’è angolo della vita – automobile, rasoio, casa reggiseni vacanze – su cui quelli non la sappiano più lunga. E non si intromettano cambiando tutto, come loro credono sia meglio, fino allo sfiancamento.

Una lingua che fotografa perfettamente la parlata della gente comune, vezzi e birignao dei potenti, modini e gorgheggi delle signorine in amore. Una traduzione che corrisponde in pieno alla tavolozza di Lardner, questa di Daniele Benati, da tempo cultore del maestro del racconto moderno americano.