Suicidi in capo al mondo Leila Guerriero

  • Venerdì 31 dicembre 1999 a Las Heras, provincia di Santa Cruz, era una bella giornata. La mattina aveva piovuto, ma il pomeriggio, sotto il buon auspicio di quella che si preannunciava come un’estate gloriosa, la gente si mise a far spese, ad arrostire agnelli e maialini, vennero venduti litri di vino e sidro. Lì, e in tutta l’Argentina, ci si preparava
    ad accogliere il nuovo millennio con feste, alcol a gogò e fuochi d’artificio. Ma a Las Heras, quel paese del profondo Sud dell’Argentina, Juan Gutiérrez, ventisette anni, celibe, senza figli, buon calciatore, di tutto questo non avrebbe visto niente. Della morte non sapeva granché – come non ne sapevano granché neanche gli altri, gli altri undici – ma l’ultimo giorno del millennio
    capì che non voleva continuare a vivere.

    “Venerdì 31 dicembre 1999 a Las Heras, provincia di Santa Cruz, era una bella giornata. Lì, e in tutta l’Argentina, ci si preparava ad accogliere il nuovo millennio con feste, alcol a gogò e fuochi d’artificio. Ma a Las Heras, quel paese del profondo Sud dell’Argentina, Juan Gutiérrez, ventisette anni, celibe, senza figli, buon calciatore, di tutto questo non avrebbe visto niente”.

    Leila Guerriero Suicidi in capo al mondo

  • Autore: Leila Guerriero
  • Genere:
  • Collane:
  • Titolo Originale: Los suicidas del fin del mundo
  • Data Pubblicazione: 12/07/2007
  • Numero di pagine: 208
  • Codice EAN: 9788871684611
  • Prezzo di listino: 14.5 €
  • Lingua Originale:

Las Heras, una cittadina in capo al mondo dove gli alberi si sbattono come stracci al vento. Siamo nella Patagonia argentina, ma lontano dalle rotte turistiche. Una regione dove la gente era abituata a vivere con poco, trasformatasi in “terra promessa” per via di un clamoroso boom petrolifero.

Siamo a un soffio dall’anno 2000. Tutti si preparano ad accoglierlo con feste, balli, fiumi di alcol, fuochi d’artificio. Ma il 31 dicembre 1999, per la comunità del paese, è un giorno da incubo. Juan Gutiérrez – ventisette anni, famiglia di solide tradizioni – si toglie la vita. Il fatto è che Juan è il dodicesimo suicida – secondo alcuni il ventesimo – in una manciata di mesi. C’è chi parla di sette sataniche, altri danno la colpa ai “troppi indios sepolti in zona”. Cosa si cela, veramente, dietro questo baratro?

Leila Guerriero parte da Buenos Aires per Las Heras, e indaga. Domanda, domanda, domanda. Ma dalla polvere, dal vento e dal deserto non arrivano risposte chiare. Arriva invece la voce – anzi, un coro di voci – dei giovanissimi suicidi, e delle persone vicine alle loro speranze, ai loro sogni. La voce di Mónica, che si dipingeva le unghie di nero e sul muro uomini incappucciati, streghe, teschi. La voce di Carolina, che prima di mangiare una mela e chiudersi in camera per sempre, accompagna il figlio di tre anni all’asilo. O la vitalissima testimonianza di Pedro, regina del deserto e insegnante di inglese, di Naty, tenutaria del bordello, di Ricciolo, il più bravo dj della Patagonia.

Con il ritmo di un thriller, Leila Guerriero ci conduce ai margini del Grande Vuoto, in un luogo assoluto dove “il tempo è un fiume di pietra e ciò che conta è drammaticamente altrove”. Come non pensare a mille non luoghi molto più vicini a noi?