Siamo buoni se siamo buoni Paolo Nori

  • Mia nonna, con le sue amiche, nel fresco della cucina, che stavan lì a far delle chiacchiere, cioè facevano contemporaneamente i mestieri, non so, mondavano i cornetti, che sono i fagiolini, a Parma si dicon cornetti, facevano contemporaneamente i mestieri e le chiacchiere e io ero lì, con loro, unico maschio, nel fresco della cucina, zitto, a ascoltare, avrò avuto
    sei o sette anni, e mi passava davanti tanta di quella gente, con le sue debolezze, la società, e il dispiacere per le disgrazie che eran successe agli altri e il piacere di parlarne e io stavo benissimo e contemporaneamente un po’ mi vergognavo, perché ero un maschio, e quella lì era una cosa da femmine, e mi sentivo, cioè
    mi piaceva, ma contemporaneamente mi sentivo che non ero a casa mia, cioè ero, a casa mia, ma ero in una parte della mia casa che, se ancora non mi era stata interdetta per via del fatto che ero piccolo, mi sarebbe stata interdetta, non faceva parte del mio futuro.

    "E se un invidioso sapesse come ci si sente bene a non esser più invidiosi, per invidia non sarebbe più invidioso."

    Paolo Nori Siamo buoni se siamo buoni

  • Autore: Paolo Nori
  • Genere:
  • Collane:
  • Data Pubblicazione: 9/10/2014
  • Numero di pagine: 224
  • Codice EAN: 9788871686998
  • Prezzo di listino: 15 €
  • Lingua Originale:

Ermanno Baistrocchi si sveglia in un letto d’ospedale e subito salta fuori sua moglie. Eran degli anni, che non la vedeva, e gli vien da pensare, a vederla così, da vicino, che ha tanta di quella pelle. E le dice anche una cosa che forse non avrebbe avuto il coraggio, di dirgliela, se non avesse picchiato la testa, e gli sembra che sia così bella che gli viene da chiedersi «Ma perché, è così bella?»

Poi salta fuori sua figlia, Daguntaj, che ride di fianco al letto intanto che legge un romanzo che ha scritto Ermanno, La banda del formaggio, si intitola, poi salta fuori Cianuro, uno spacciatore romagnolo che deve chiedergli un favore, poi salta fuori la Mirca, l’ufficio stampa della casa editrice che prima era di Ermanno adesso lui l’ha venduta, poi salta fuori Salvarani che ha comperato la casa editrice di Ermanno e si è impegnato a pubblicare il romanzo, La banda del formaggio, solo dopo che Ermanno è morto.

E l’ha pubblicato prima perché i giornalisti davan la morte di Ermanno come un fatto certo e imminente, e quando uno scrive un romanzo e poi muore, è una strategia di marketing vincente, dice Salvarani, e Ermanno è d’accordo.

E quel romanzo che ha scritto, La banda del formaggio, Ermanno l’ha scritto per raccontare la storia del suo migliore amico, Paride, che si è suicidato, e adesso Ermanno si accorge che gli è successa una cosa stranissima che dicon però che succede: una persona scompare, e il mondo si ripopola.

E in questo mondo lui delle volte vorrebbe delle cose che gli vien da pensare che non succederanno mai, ma mai, ma mai mai mai mai mai, e delle altre volte si dice che basta essere buoni per due mesi, e poi per altri due mesi, e poi per altri due mesi, e poi dopo vediamo.