Si sente? Paolo Nori

  • ESATTAMENTE IL CONTRARIO Si sente? Si sente se parlo così? Anche là in fondo? Bene. Io tutte le volte che devo dire qualcosa, anche che devo leggere, in pubblico, comincio sempre così, dico: Si sente? Per rompere il ghiaccio. Non è che mi interessi tanto, sapere se si sente, cioè, mi interessa, se non si sentisse sarebbe inutile che parlassi per cinquanta minuti,
    ma quello che mi interessa di più, è rompere il ghiaccio. Per me, in queste occasioni, dire: Si sente? equivale in un certo senso a prendere uno e dirgli Ascolta, hai cinquanta minuti che ti devo dire una cosa? E se la gente risponde, come avete fatto voi, che si sente, vuol dire che ce li avete, i cinquanta minuti. Come un
    piccolo, non so come dire, scivolo, per cominciare. Uno scivolo che ti porta, d’un tratto, in medias res, come si dice con un’espressione latina, dentro la vicenda, nel nostro caso dentro il discorso, un piccolo scivolo che ti fa saltare l’inizio, che l’inizio, di solito, è la cosa più complicata, più complicata ancora della fine. Che finire, quando hai cominciato, finisci per
    forza, cominciare, invece, delle volte stai lì un sacco a pensarci, comincio o non comincio, comincio o non comincio? Che son dei momenti, quando uno deve cominciare a fare una cosa, non so, pulire in casa, o mettersi a tradurre qualcosa, o preparare i documenti per la dichiarazione dei redditi, o andare a restituire i libri in biblioteca, ma anche cose
    piccole, come mettersi al computer per fare un bonifico, che anche se son piccole però devi sempre metterti lì, andare al computer, andare sul sito della tua banca, cercare il destinatario, e se il destinatario è nuovo compilare tutto il modulo, digitare la cifra, scegliere la valuta, cercar la chiavetta con la password, digitare la password, stampare, mettere la stampata
    nella cartelletta dei pagamenti, e prima cercare la cartelletta dei pagamenti, è un sacco di roba, alla fine, anche se è piccola, e quando uno deve fare una cosa del genere è sempre come quando deve andare a correre. Che quando devi andare a correre, non quando uno è abituato, i primi tempi, quando non si è ancora abituati, prima di
    andare a correre a uno gli viene in mente «Vacca, devo anche andare a correre, magari ci vado tra un’ora», e dopo un’ora gli viene in mente «Vacca, devo anche andare a correre, ma sai cosa faccio, ci vado stasera», e dopo di sera gli torna in mente che ancora non è andato a correre «Nooo» pensa «devo ancora andare
    a correre, che due maroni», e poi, tutto d’un tratto, si mette le scarpe da ginnastica, ha già fatto lo sforzo maggiore, dopo il resto viene da solo, è come se, solo col fatto di essersi messo le scarpe da ginnastica, avesse già corso. C’è qualcosa, in quel momento lì, quando ti metti le scarpe da ginnastica, che bisognerebbe studiarlo, secondo
    me. Ma non adesso. Adesso la cosa che volevo dire è che per me non lo so, ma dire: Si sente? Si sente se parlo così? Anche là in fondo? è un po’ come mettermi le scarpe da ginnastica e questa corsa di cinquanta minuti per i viali di Cracovia, che non c’ero mai stato, cioè non è vero, c’ero
    stato l’anno scorso ma non avevo corso, questa corsa qua è come se l’avessi già fatta.

    "E non vuol dire che a concentrarsi, a tendere l'orecchio, come si dice, non si senta, quel rumore, il rumore che il treno della storia fa in questo preciso momento che noi siamo qui"

    Paolo Nori Si sente?

  • Autore: Paolo Nori
  • Genere: ,
  • Collane:
  • Data Pubblicazione: 23/01/2014
  • Numero di pagine: 192
  • Codice EAN: 9788871686820
  • Prezzo di listino: 12 €
  • Lingua Originale:

Per noi, la storia, la storia a noi contemporanea, noi è come se abitassimo tutti in un appartamento al settimo piano che dà su uno snodo ferroviario ma ci abitiamo da tanto di quel tempo che se ci chiedono «Ti dà fastidio, il rumore dei treni?» ci vien da rispondere «Il rumore dei treni? Che rumore? Che treni?» Questo non vuol dire che i treni non facciano rumore.

E non vuol dire che a concentrarsi, a tendere l’orecchio, come si dice, non si senta, quel rumore, il rumore che il treno della storia fa in questo preciso momento che noi siamo qui.