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Sempre altrove Federico Hindermann

  • Quanto silenzio – Quanto silenzio bisogna / aver ascoltato, quanto cielo negli occhi / avuto per risentire di là dalla stanza / la luce che allora faceva cantare sopra la boccia / i fiori di pisello appena colti / levati in volo sui verdi / raggi rifratti dei gambi, / e palpitare il vento d’ali di farfalle / rosa, turchesi,
    una stravolta, bianca / sorpresa in sogno. / Quanti giorni d’inverno indifferenti / durare dietro la porta socchiusa sperando / che trasalga quella voce ancora / e che non invano / vi saremo vissuti vicino. – Costellazioni d’autunno – Intorno ai tronchi appaiono / sparsi nell’erba bagnata / i punti chiari delle renette, / costellazioni d’autunno quando la bruma / alta
    le vela in cielo e solo / quaggiù rovesciate ritornano / ad illuminare. / L’alba non so da quando / ha svegliato i gabbiani sull’Aare. / Tra notte e giorno s’indugia / incerto nella foschìa un volto, / grida soffocato, ride, / non dice ancora chi sia. – Föhn – Diroccano le nubi, lente / sprofondano riverse a meridione, / ombre
    smanianti nell’ombra, / nella memoria memorie / di livide figure accavallate, / soffi di voci, richiami / sempre più fievoli nella ressa; / l’ultima mano protesa che annaspa / adunca dalla valanga in fermento / squarcia travolta l’azzurro.

    “L’ombra gemella / del corpo vivo, dissolto e cenere, / cova la fiamma d’una nuova stella.”

    Federico Hindermann Sempre altrove

  • Autore: Federico Hindermann
  • Genere:
  • Collane:
  • Data Pubblicazione: 25/01/2018
  • Numero di pagine: 336
  • Codice EAN: 9788871688138
  • Prezzo di listino: 20 €
  • Lingua Originale:

Federico Hindermann appartiene a quella famiglia di poeti per i quali la poesia non è né valore assoluto e autoreferenziale né fine ultimo; al contrario, la poesia nasce dall’esperienza e dalla vita, ne elabora i dati, le percezioni, le ferite e le gioie, e restituisce all’autore e al lettore una sorta di viatico modesto e insieme magistrale, un invito a non cedere, continuando sul difficile cammino. Un cammino lungo il quale la gioia e il terrore, per riprendere i due termini che ho scelto di indicare come bussola iniziale di questa introduzione, andranno in un certo senso relativizzati, come ogni altra cosa; a contare davvero, forse, è solo il cammino, come nei celeberrimi versi di Antonio Machado: “Caminante, son tus huellas / el camino, y nada más; / caminante, no hay camino, / se hace camino al andar”.

Dall’introduzione di Fabio Pusterla

Si ringrazia l’Associazione per il sostegno dell’Archivio svizzero di letteratura (ASL) per il contributo alla pubblicazione di questo libro.