Riga 8 – Italia Autori Vari

  • Nella scena seconda del secondo atto dell’Amleto entrano gli attori, sono gli artisti della compagnia stabile dell’illustre teatro cittadino che ora, persa la stima e la popolarità a causa delle «ultime innovazioni», come precisa Rosecrantz, sono costretti a viaggiare. Amleto è perplesso di trovarli lì a recitare nella scena della sua follia, e domanda ai due amici d’infanzia se gli
    attori non si sono per caso arrugginiti da dover diventare una compagnia viaggiante. «No, vanno col solito passo», risponde pronto Rosecrantz. «Ma ora c’è, signore, una nidiata di bambini, falchetti che urlano a squarciagola e vengono entusiasticamente applauditi. Sono loro la moda, adesso, e se la prendono talmente con i teatri comuni - così li chiamano - che molti che
    portano la spada hanno paura delle penne d’oca e non osano più andarci». Al che Amleto replica: «Cosa? Sono bambini? Chi li mantiene? Chi li sovvenziona? Smetteranno di lavorare quando non potranno più cantare? E dopo, se dovessero diventare attori comuni - com’è probabile, se non hanno altri mezzi - non diranno che i loro autori gli fanno torto
    a farli sbraitare contro la loro stessa professione?» Rosecrantz non può che acconsentire, e subito spiega: «In effetti, c’è stato un gran bailamme da tutte e due le parti, e la gente non considera peccato provocarli alla rissa. Per un certo periodo non si vedeva un copione se dentro non c’erano il poeta e l’attore che si azzuffavano sulla questione».
    Fa una certa impressione ritrovare in questa recente traduzione dell’opera di Shakespeare una fedele parabola di quello che accade ai nostri giorni. Sia che si legga la vicenda degli attori del Globe scacciati dalla «nidiata dei falchetti» come la storia del passaggio dal vecchio ordine a un presunto nuovo ordine politico e sociale, sia che la si interpreti come il
    continuo succedersi delle generazioni nel mondo dello spettacolo, dell’arte e della letteratura, in ogni caso vien da pensare che, da che mondo è mondo, le cose non sono mutate. Rosecrantz, che nel dramma recita la parte dell’utile idiota, certifica l’avvenimento: «Oh, c’è stata una grande battaglia di cervelli»; al che il suo amico di gioventù, l’unico che insieme a Ofelia ha
    il dono del doppio regno, della duplice cittadinanza, che è poi quello della vera giovinezza che produce follia, gli chiede: «E i ragazzi hanno vinto?» «Sì, caro Amleto», verrebbe voglia di rispondere, «i ragazzi hanno sempre vinto e sempre vinceranno: dalla loro hanno l’esuberanza della giovinezza, la forza e la prepotenza di chi non ha ancora un passato da difendere,
    l’arditezza di chi ha idee semplici ed efficaci ficcate in testa». Eppure, anche i giovani dopodomani saranno vecchi. E allora? Allora tutto ricomincerà da capo. Il Principe di Danimarca mette fine a questi dubbi con un’ennesima riflessione sul cambiamento avvenuto nel Regno di Danimarca dopo la morte del padre e l’ascesa al trono dello zio: quelli che lo sbeffeggiavano,
    ora soffrono molti ducati per avere un ritratto del nuovo sovrano: «Perdio, c’è qualcosa di più che naturale, in questo, se solo la filosofia riuscisse a scoprirlo». Chissà cos’è quel «more than natural» a cui allude Amuleto che la filosofia dovrebbe chiarire? Queste domande - cosa succede oggi in Italia? I ragazzi hanno vinto? C’è qualcosa di più che naturale, in
    questo? - riecheggiano di continuo nelle pagine di «Riga» che seguono. Esse raccolgono la corrispondenza epistolare tra i due curatori e i diversi invitati, attraverso cui, nel tono spesso colloquiale e vitale che fa il «corrispondere», si mandano i più diversi materiali del proprio operare artistico e letterario. Parlando di sé come del proprio lavoro, rispondendo alla provocazione di un
    interlocutore, scegliendo le parole di un altro per spiegare i propri pensieri, danzo spazio ai furori, alle pulsioni, ai dubbi e persino all’immancabile narcisismo d’artista, tutti s’interrogano sulle ragioni del proprio fare e tutti, nonostante le evidenti diversità, esprimono qualcosa di concorde, una specie di comune consapevolezza che richiama alla mente la saggezza folle di Amleto. Questa consapevolezza la si
    potrebbe riassumere così: la vita scorre sempre uguale a se stessa, e dunque immemore di sé e delle proprie annose ripetizioni, tuttavia, di generazione in generazione, accade qualcosa di inatteso: uno scatto, una frattura, una novità. Questa novità non è forse l’opera d’arte?

    Una domanda echeggia di continuo nel sottofondo di questa sorta di romanzo epistolare: cosa succede oggi in ITALIA?

    Tschingis Aitmatov Riga 8 – Italia

  • Autore: Autori Vari
  • Genere:
  • Collane:
  • Data Pubblicazione: 20/04/1995
  • Numero di pagine: 480
  • Codice EAN: 9788871681276
  • Prezzo di listino: 14.46 €
  • Lingua Originale:

Uno speciale numero di «RIGA»: un epistolario, uno scambio di lettere tra i curatori e i rappresentanti di una generazione di artisti e scrittori, teatranti e saggisti, un intenso viavai di domande e di risposte accompagnato da testi – racconti, appunti, anticipazioni, frammenti – e immagini – quadri, disegni, progetti -, in cui emerge in modo netto l’interrogazione sulle ragioni dell’arte e della vita, della creazione e dell’azione.
Una domanda echeggia di continuo nel sottofondo di questa sorta di romanzo epistolare: cosa succede oggi in ITALIA? Per saperlo, ancora una volta, bisogna chiederlo non solo, e forse non tanto, a politici e sociologi, a maghi dei sondaggi e opinionisti della carta stampata, ma a chi, con costanza e dedizione, si pone i problemi del proprio fare, persegue la propria ossessione invocando talvolta anche un isolamento salutare.

Interventi di:
Andrighetto, Bellini, Belpoliti, Biraghi, Cabiati, Caldura, C. Castellucci, R. Castellucci, Cataluccio, Catelani, Cingolani, Codeghini, Coppari, De Angelis, Di Bello, Ercolani, Fabbrucci, Ferrari, Ferretti, Frisa, Gorret, E. Grazioli, Guaita, Lacatena, Lagani, Marchiori, Martegani, Martinelli, Messori, Montanari, Moresco, Nasi, Pancrazzi, Peroli, Piersanti, Piva, Salabelle, Sebregondi, Sedmach, Serafini, Serse, Supplemento, Tagliapietra.