Riga 26 – Piero Camporesi Autori Vari

  • «Chi è Piero Camporesi?», si chiedeva nel 1983 sulle colonne del «Corriere della sera» Giorgio Manganelli recensendo il suo ultimo libro, Le officine dei sensi. Il pezzo proseguiva con un «Cosa è Piero Camporesi?» Silenzio. Fossimo in una spaziosa chiesa barocca, sentiremmo il pio, sparuto sussurro dei fedeli. Perché, veramente, dire che cosa è mai Piero Camporesi non è facile.
    La risposta poche righe dopo, non senza aver detto che è uno scrittore e un letterato «è un lettore malizioso di testi seicenteschi, e anche, direi, scrittore di testi di quel secolo». Dieci anni dopo, dovendo presentare un suo libro sul sangue ai lettori americani, Umberto Eco ritorna sul medesimo dilemma: «è difficile dire chi sia Piero Camporesi. Certamente un
    antropologo culturale, visto che nel corso di una quindicina di volumi ha studiato i veri aspetti di quella che si chiama la vita materiale, i costumi, i comportamenti». Ma non è neppure questo, o meglio: non esattamente, visto che non è studioso che esplora quei costumi sul campo. Almeno ufficialmente Piero Camporesi è uno storico della letteratura, uno che legge
    libri e testi ignorati dagli altri, testi non ufficiali, che però non ha considerato come dei documenti, bensì dal punto di vista stilistico. Se è un antropologo, continua Eco, lo è degli uomini del passato, non dei «primitivi» o dei «selvaggi» del presente. Alla fine, dopo aver dato diverse e incomplete contraddizioni, Eco termina con un’immagine: «Camporesi è un signore
    che entra in una stanza dove c’è un tappeto, dai disegni e dai colori bellissimi, che tutti hanno sempre considerato come un’opera d’arte; lo prende per un lembo, lo rivolta, e ci mostra che sotto quel tappeto brulicavano vermi, scarafaggi, larve, tutta una vita ignota e sotterranea. Una vita che nessuno aveva mai scoperto. Eppure era sotto il tappeto».

    A dieci anni dalla scomparsa di Piero Camporesi ci chiediamo ancora chi sia stato o, per dirla con Manganelli, cosa sia stato. Una prima risposta è che è stato uno dei maestri segreti della cultura italiana della seconda metà del Novecento.

    Tschingis Aitmatov Riga 26 – Piero Camporesi...

  • Autore: Autori Vari
  • Genere:
  • Collane:
  • Data Pubblicazione: 15/07/2004
  • Numero di pagine: 384
  • Codice EAN: 9788871684727
  • Prezzo di listino: 24 €
  • Lingua Originale:

A dieci anni dalla scomparsa di Piero Camporesi ci chiediamo ancora chi sia stato o, per dirla con Manganelli, cosa sia stato. Una prima risposta è che è stato uno dei maestri segreti della cultura italiana della seconda metà del Novecento. Quando nel 1970 curò l’edizione dell’Artusi, di colpo si scoprì quale tesoro antropologico e letterario s’annidava in questo volume. Poi venne Il libro dei vagabondi, che accrebbe la fama di Camporesi filologo controcorrente, capace di scoprire un intero universo cancellato dalla storia ufficiale. Elzevirista sul «Corriere della Sera», fu fustigatore dei costumi alimentari, Piero Camporesi è stato soprattutto uno scrittore: un autore ibrido, dalle molte facce, scrittore-lettore, saggista, storico e insieme narratore, tenuto in sospetto non solo dall’accademia, ma anche dagli altri storici di mestiere. Questo volume vuole essere un primo approccio all’insieme della sua opera, e un modo per fare il punto su un aspetto importante della cultura italiana: la revisione del proprio passato seguendo piste e tracce che esulano dai grandi territori perimetrati dalla storiografia e dalla critica.

Scritti e conversazioni di Piero Camporesi.
Testi, saggi, interventi di: G. Scabia, M. Corti, G. Mnaganelli, C. Ossola, M. Belpoliti, O. Cecchi, A. Giuliani, P. Ariès, G. Giudici, A. Porta, A.M. Di Nola, F. Cardini, G. Balandier, G. Almansi, G. Mazzacurati, U. Eco, P. Lepape, R. de Ceccatty, I. Yomota, H. Jinnai, M. Biondi, O. Ponte di Pino, E. Casali, P. Antonello, M.A. Bazzocchi, E. Nakayama, A. Natale, D. Zancani, G. Della Casa, T. Pericoli.
A cura di Marco Belpoliti.