Riga 22 – Francis Picabia Autori Vari

  • Famoso come campione del dadaismo e inventore del «macchinismo», Francis Picabia è abbastanza ignorato nel dettaglio e per tutto il resto della sua carriera artistica e importanza storica. Eppure alcuni gli attribuiscono anche l’invenzione dell’astrattismo e i suoi Mostri e le sue Trasparenze hanno avuto un periodo di grande rivalutazione grazie alla cosiddetta pittura postmoderna. Il fatto è che il personaggio
    Picabia è ampiamente discusso, sfuggente e imprendibile. Non si riesce a racchiuderlo in una formula, come hanno tentato coloro che lo ritengono tutto «dadaista», anzi dadaista anche contro il dadaismo, come lo stesso movimento predicava. Lui non ha fatto altro che evadere dai gruppi e dalle etichette, e proprio i suoi rocamboleschi cambi di «stile» imbarazzano tutti coloro che vogliono
    far rientrare le cose se non nelle caselle almeno in un percorso coerente all’evidenza. Imbarazzano certi periodi della sua pittura, come quello dei Nudi, considerato pompier e opportunista. Ha imbarazzato a lungo il suo rubare soggetti e idee già nel suo primo momento postimpressionista e poi in diverse occasioni, salvo a rileggerlo recentemente in chiave di nuovo postmoderna, di un’arte
    «alla seconda potenza», che si rifà al gia esistente, mediatico o meno che sia, immagine dell’immagine. È stato sospettato di collaborazionismo durante la Seconda guerra e in certe sue uscite fin troppo franche non gli sono state perdonate. In effetti il personaggio, per un niente affatto strano miscuglio di sincerità e provocazione, ha sparato a zero su molto e molti,
    ha sempre messo i problemi in piazza, fino a risultare scomodo e sovente insopportabile. Con l’aggravante di essere ricco, di far sfoggio di lusso, di cinismo estetico nei confronti delle difficoltà della vita, di eccessivo edonismo malcompreso dai più.

    C'è ancora imbarazzo, ed evidentemente anche un problema estetico ad affrontare un artista come Picabia: questo per noi è uno dei motivi principali per celebrarlo ma anche per toglierlo dagli schemi più risaputi.

    Tschingis Aitmatov Riga 22 – Francis Picabia...

  • Autore: Autori Vari
  • Genere:
  • Collane:
  • Data Pubblicazione: 5/12/2003
  • Numero di pagine: 464
  • Codice EAN: 9788871683812
  • Prezzo di listino: 18 €
  • Lingua Originale:

La fama di Picabia è legata al dadaismo, all’invenzione del “macchinismo”: meno conosciuti sono il resto della sua carriera artistica, la sua importanza storica. Il fatto è che il personaggio Picabia è discusso, sfuggente e imprendibile. Ostinandosi ad evadere dalle etichette, ha messo in crisi categorie radicate fin dentro l’avanguardia di cui è stato uno dei campioni più provocatori, ma fino a scardinare quella stessa idea di avanguardia qualora si fossilizzi a sua volta in una pigra stasi. Compagno di strada e di scandali di Duchamp e Apollinaire prima, di Tzara e Breton poi, non si limita a dipingere, promuove e realizza riviste dall’impianto inedito, interviene in manifestazioni ed eventi di gruppo, fa teatro e cinema, ma soprattutto scrive poesie all’apparenza assurde, che gli guadagnano un posto di riguardo anche in campo letterario. La letteratura sul suo conto non è molta, se paragonata alla sua fama e a quella dei suoi compagni di strada. C’è ancora imbarazzo, ed evidentemente anche un problema estetico ad affrontare un artista come Picabia: questo per noi è uno dei motivi principali per celebrarlo ma anche per toglierlo dagli schemi più risaputi.

Scritti e conversazioni di Francis Picabia.
Testi, saggi, poesie, interventi di: P. Soupault, A. Breton, R. Char, L.M. Patella, A. Jouffroy, C.A. Jones, K. Samaltanos, D. Ottinger, W.A. Camfield, C. Boulbès, M. Sanouillet, G. Ribemont-Dessaignes, P. Dagen, A. Le Brun, A. Pierre, R. Desnos, J. Freeman, S. Cochran, J. Arp, S. Wilson, R. Venturi, G. Guercio, E. Grazioli, E. Prini, G. Paolini.
A cura di Elio Grazioli.