Repertorio dei pazzi della città di Andria Autori Vari

  • Uno girava sempre con una moneta da un centesimo in tasca. La portava con sé ovunque andasse e la tirava fuori per dire al suo interlocutore del momento che lui veniva da Andria e che quello sul centesimo era il Castel del Monte che si trovava ad Andria che era casa sua. Dopo averlo mostrato lo rigirava tra le dita,
    passava il pollice sul rilievo del castello e rimetteva la moneta in tasca. / Uno, quando svoltava, in macchina, metteva la freccia. / Una aveva deciso di mettere una fotografia di quando era giovane sulla sua tomba, così le persone vedendola avrebbero pensato: “Poverina è morta giovane”. / C’era uno che andava agli spettacoli di Carmelo Bene per dormire tutto
    il tempo. Se qualcuno gli chiedeva che senso avesse, rispondeva “Tu non capisci che bellezza dormire mentre recita il più grande genio italiano”. / Uno creava panico nel traffico perché dava sempre la precedenza. / Una signora, rimasta vedova, viveva con la paura di essere derubata. Aveva affisso sulla porta di casa, in una palazzina familiare, un cartello: “Dio vi guarda,
    non entrate”.

    “Uno, una volta, è stato visto mentre mangiava una banana con tutta la buccia. Ad un tizio che passando lo aveva visto e gli aveva chiesto perché mai mangiasse la banana buccia e tutto, aveva risposto: ‘Cosa la sbuccio a fare? Lo so cosa c’è dentro’.”

    Repertorio dei pazzi della citt...

  • Autore: Autori Vari
  • Genere:
  • Collane:
  • Data Pubblicazione: 8/09/2016
  • Numero di pagine: 160
  • Codice EAN: 9788871687643
  • Prezzo di listino: 10 €
  • Lingua Originale:

«Qualche mese fa ero a Genova a fare un seminario di letteratura, a me a Genova, non so perché, la gente, mi sembrano tutti un po’ squinternati, e ai ragazzi che facevano il seminario, quando ho letto dei pezzi dal Repertorio dei pazzi della città di Palermo, di Roberto Alajmo, ho chiesto ai ragazzi che facevano il seminario Ma perché non fate il Repertorio dei pazzi della città di Genova? E dopo, il giorno dopo son tornato a Bologna, a guardarmi intorno a Bologna ho pensato che anche a Bologna, c’era pieno di squinternati e mi sono chiesto Ma perché non facciamo il Repertorio dei pazzi della città di Bologna? E ho immaginato che si sarebbe potuto fare un corso di scrittura, non so come dire, senza sentimento, perché il repertorio dei pazzi mi sembra vada scritto come l’ha scritto Alajmo, come se non intervenissero i sentimenti, con il tono degli elenchi di Perec (il Mi ricordo, o Alcune delle cose che dovrei pur fare prima di morire, o, addirittura, il Tentativo d’inventario degli alimenti liquidi e solidi che ho ingurgitato durante l’anno millenovecentosettantaquattro). Bisognerebbe, ho pensato, raccogliere una quindicina di persone (massimo venti), per due fine settimana, sei ore al giorno, 24 ore in tutto di un corso dove si ragioni di queste scritture prive di sentimento, se così si può dire (penso alle cronache medievali, in particolare alla Cronaca di Fra Salimbene, a Il diario intimo di Sally Mara di Raymond Queneau, a La coda di Vladimir Sorokin, a I remember di Joe Brainard e alle sue varie riscritture, da quella di Perec, Je me souviens, a quella, italiana, di Matteo B. Bianchi, Mi ricordo), paragonandole anche alle scritture sentimentali (mi vengono in mente i testamenti di Essendo capace di intendere e di volere del notaio De Matteis, Vite sbobinate, di Alfredo Gianolio, La banda dei sospiri, di Gianni Celati, o, anche, le Lettere di condannati a morte della resistenza italiana). E durante questi due fine settimana, e tra i due fine settimana e subito dopo i due fine settimana i partecipanti si documenterebbero, nei bar, nelle biblioteche, sui posti di lavoro, per reperire il materiale da trasformare poi, sul modello del libro di Alajmo, nel repertorio dei pazzi della città in cui sono.
A me piace il fatto che questo corso, pur assicurando la pubblicazione (si fa una specie di libro collettivo) toglie di mezzo la questione della personalità degli esordienti che è una questione, a volte, complicata, e mi sembra anche bello il fatto che si farebbero dei libri che sarebbero dei piccoli libri di storie, minime, laterali, ma, forse, memorabili, delle città in cui viviamo e che i partecipanti per un po’ sarebbero trasformati, mi viene da dire, in cronisti medievali della contemporaneità».
Paolo Nori

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Il Repertorio dei pazzi della città di Andria è stato scritto da: Lella Agresti, Gigi Brandonisio, Saverio Capozza, Andrea Colasuonno, Vittorio Continelli, Vincenza Di Schiena, Marica Di Teo, Micaela Di Trani, Gianluca Falcone, Flavia Fortunatom, Nadia Gelsomina, Francesca Giorgio, Claudia Nicolamarino, Gabriella Nocera, Viviana Peloso, Pasquale Pisani, Pasqua Pollice, Nicoletta Santovito, Sabrina Sardano, Giusanna Tattolo.

Gli incontri per la stesura del Repertorio dei pazzi della città di Andria, organizzati dal Circolo dei Lettori di Andria, si sono tenuti alla Cooperativa Sociale Il Trifoglio di Andria tra il febbraio e l’aprile del 2016.