Repertorio dei matti della città di Padova Autori Vari

  • C’era uno che contava sempre. Durante la giornata beveva 3 caffè. Si sedeva sulla poltrona di casa 12 volte. Apriva e chiudeva il frigorifero 14 volte. Pisciava 7 volte, con punte di 9-10 in estate. Faceva una telefonata, a volte nessuna. Guardava fuori dalla finestra dalle 15 alle 20 volte. Accendeva il televisore 4 volte, cambiando almeno 15 canali. Lavava
    le mani 3 volte. Mangiava 6 biscotti la mattina e 4 di pomeriggio. Prendeva 5 pillole al giorno, 2 la mattina, 1 dopo il pranzo, 2 la sera. I vasi nel giardino erano 6. Fumava 11 sigarette. Sullo scaffale del salotto c’erano allineati 9 libri e un’enciclopedia di 22 volumi. E così via. Contava anche i passi dalla casa fino al
    bar (210), i passi dalla porta d’ingresso del bar fino al bancone (12) e dal bancone fino all’uscita (sempre 12), e di lì fino al giornalaio (190), poi da questo di nuovo fino a casa (440). 864 passi ogni mattina. Il macellaio, che era anche salumiere, stava a 130 passi, praticamente dietro casa, il fruttivendolo un po’ più impegnativo, sui
    220. La chiesa del quartiere a 570 e di lì al cimitero 240 passi. Annotava tutto con meticolosità. Qualche tempo più tardi, sempre lui, si era messo a contare i camion di passaggio sull’autostrada A13. Ma dopo la prima mezzora, perdeva sempre il conto. Dopo qualche tentativo aveva scritto sul foglio: molti camion.

    “Uno era in piazza delle Erbe. Due turisti francesi gli avevano chiesto la strada per il Santo e lui li aveva mandati nella direzione opposta. Appena i turisti si erano allontanati lui aveva detto ‘La testata di Zidane a Materazzi, io non dimentico’.”

    Repertorio dei matti della citt...

  • Autore: Autori Vari
  • Genere:
  • Collane:
  • Data Pubblicazione: 28/09/2017
  • Numero di pagine: 144
  • Codice EAN: 9788871687964
  • Prezzo di listino: 10 €
  • Lingua Originale:

In uscita il 28/09/17

Una volta ero a Genova per fare un seminario di letteratura e a me a Genova, non so perché, la gente, mi sembrano tutti un po’ squinternati, e ai ragazzi che facevano il seminario, quando ho letto dei pezzi dal Repertorio dei pazzi della città di Palermo, di Roberto Alajmo, ho chiesto ai ragazzi che facevano il seminario “Ma perché non fate il Repertorio dei pazzi della città di Genova?”
Il giorno dopo son tornato a Bologna, e a guardarmi intorno, a Bologna, ho pensato che anche a Bologna, c’era pieno di squinternati, e mi son chiesto “Ma perché non facciamo il Repertorio dei matti della città di Bologna?”
Il giorno dopo son stato a Milano, da quelli di Marcos y Marcos, e intanto che mi guardavo intorno, in metropolitana, pensavo che anche a Milano, c’era pieno di squinternati, e che si sarebbe potuto fare anche il Repertorio dei matti della città di Milano e quando sono arrivato in casa editrice ho proposto la cosa a Marcos y Marcos e gli ho citato un libro che so che a loro piace molto, Le opere complete di Learco Pignagnoli, di Daniele Benati, in particolare l’opera numero 13, che fa così:

Opera numero 13

Tranne me e te, tutto il mondo è pieno di gente strana. E poi anche te sei un po’ strano.

E abbiamo trovato anche un altro libro, sempre a cura di Roberto Alajmo, che si chiama Repertorio dei pazzi d’Italia dove nell’introduzione Alajmo dice che “Forse ogni città dovrebbe possedere un repertorio dei pazzi, così come di ogni città esistono le guide dei ristoranti e degli alberghi”.
Allora poi, con l’autorizzazione di Alajmo, abbiam cominciato a fare dei seminari e abbiamo fatto il seminario per il Repertorio dei matti della città di Bologna, di Milano, di Torino, di Roma, di Cagliari, di Parma e di Livorno e il seminario per il Repertorio dei pazzi della città di Andria, e dei matti della città di Reggio Emilia, di Lucera e della Capitanata, di Genova, di Padova, e faremo quelli di Cervia e Ravenna, di Prato, di Crotone, di Pisa e di Ferrara, forse, e son venuti fuori o verranno fuori questi libretti che sono o saranno tutti come una guida dei ristoranti o degli alberghi, e sono o saranno però anche dei piccoli libri di storia, di una storia laterale e insignificante ma che a noi interessa.
E i partecipanti a questi seminari, la cosa che hanno dovuto fare, e che dovranno fare quelli che ancora non l’hanno fatta, è rinunciare al proprio stile per fare un libro scritto da una ventina di persone diverse che scrivono tutte nello stesso modo, come se fossero dei cronisti medievali ma dei cronisti medievali che raccontano quello che succede oggi che non è una cosa semplice, da fare.

Paolo Nori