Repertorio dei matti della città di Lucera e della Capitanata Autori Vari

  • C’era una che usciva all’alba per assicurarsi che il paese fosse pulito. Oggetti abbandonati, buste della spazzatura, giornali, foglie cadute, rametti spezzati e mozziconi di sigaretta. Raccoglieva tutto ciò che trovava per strada e lo portava in casa sua. Prima di salire in casa si girava verso la piazza soddisfatta per il lavoro svolto e gridava: “Mè, è tutt’apposto. Mò
    potete uscire” (Dai, è tutto a posto. Adesso potete uscire). Una era una bambina di tre anni convinta che i pirati venissero a prendere la sua cacca, non si sa bene per fare cosa. Per questo costringeva la mamma a non tirare lo scarico e sorvegliava la porta del bagno a volte anche per un’ora. Uno negli anni Novanta era stato
    un giocatore della Fiorentina, tra le altre squadre di Serie A in cui aveva militato. Una domenica in cui la Fiorentina giocava fuori casa contro il Milan, lui aveva segnato il gol della vittoria con un tiro fortissimo da centrocampo. Da dire che il portiere del Milan fino a quel momento aveva detenuto il record di imbattibilità. Dopo la partita,
    Raimondo Vianello lo aveva intervistato dagli studi di Italia 1. Lui, in diretta dagli spogliatoi, era apparso in video con addosso solo un accappatoio bianco, chiuso in modo approssimativo sul davanti, e con la catena d’oro in petto. Raimondo Vianello gli aveva chiesto come fosse riuscito a segnare quel gol. Lui aveva risposto: “Non lo so. Íje agghje sule chiuse
    l’ucchjie e agghje menate ’na fafe” (Non lo so. Io ho soltanto chiuso gli occhi e ho tirato una ‘fava’). In un’altra intervista sulle reti nazionali, a chi gli chiedeva della caparbietà con cui aveva affrontato l’avversario ed infine segnato un gol, si dice invece che abbia risposto così: “Decíje u pappele a fafe: damme tímbe che te spertúse” (Disse
    il verme, il pappice dei legumi, alla fava: dammi tempo e finirò col bucarti). Ce n’era uno che ogni volta che vedeva una macchina dei carabinieri si nascondeva e poi gridava “Chitemmù. Chitemmù. Chitemmù”.

    “Uno era contento che Foggia nel 2011 aveva vinto una specie di concorso tra le peggiori città d’Italia, un concorso per scegliere proprio la peggiore di tutte le città peggiori. ‘Prima’ diceva ‘non credevo ai concorsi, credevo che i concorsi erano tutti truccati, che nelle giurie c’erano solo imbroglioni, ora sto meglio, ora mi è tornata la fiducia’.”

    Repertorio dei matti della citt...

  • Autore: Autori Vari
  • Genere:
  • Collane:
  • Data Pubblicazione: 18/05/2017
  • Numero di pagine: 128
  • Codice EAN: 9788871687902
  • Prezzo di listino: 10 €
  • Lingua Originale:

Una volta ero a Genova per fare un seminario di letteratura e a me a Genova, non so perché, la gente, mi sembrano tutti un po’ squinternati, e ai ragazzi che facevano il seminario, quando ho letto dei pezzi dal Repertorio dei pazzi della città di Palermo, di Roberto Alajmo, ho chiesto ai ragazzi che facevano il seminario “Ma perché non fate il Repertorio dei pazzi della città di Genova?”
Il giorno dopo son tornato a Bologna, e a guardarmi intorno, a Bologna, ho pensato che anche a Bologna, c’era pieno di squinternati, e mi son chiesto “Ma perché non facciamo il Repertorio dei matti della città di Bologna?”
Il giorno dopo son stato a Milano, da quelli di Marcos y Marcos, e intanto che mi guardavo intorno, in metropolitana, pensavo che anche a Milano, c’era pieno di squinternati, e che si sarebbe potuto fare anche il Repertorio dei matti della città di Milano e quando sono arrivato in casa editrice ho proposto la cosa a Marcos y Marcos e gli ho citato un libro che so che a loro piace molto, Le opere complete di Learco Pignagnoli, di Daniele Benati, in particolare l’opera numero 13, che fa così:

Opera numero 13

Tranne me e te, tutto il mondo è pieno di gente strana. E poi anche te sei un po’ strano.

E abbiamo trovato anche un altro libro, sempre a cura di Roberto Alajmo, che si chiama Repertorio dei pazzi d’Italia dove nell’introduzione Alajmo dice che “Forse ogni città dovrebbe possedere un repertorio dei pazzi, così come di ogni città esistono le guide dei ristoranti e degli alberghi”.
Allora poi, con l’autorizzazione di Alajmo, abbiam cominciato a fare dei seminari e abbiamo fatto il seminario per il Repertorio dei matti della città di Bologna, di Milano, di Torino, di Roma, di Cagliari, di Parma e di Livorno e il seminario per il Repertorio dei pazzi della città di Andria, e dei matti della città di Reggio Emilia, della città di Lucera e della Capitanata e della città di Genova, e faremo quelli della città di Padova, di Messina, di Cervia e Ravenna, forse, e son venuti fuori o verranno fuori questi libretti che sono o saranno tutti come una guida dei ristoranti o degli alberghi, e sono o saranno però anche dei piccoli libri di storia, di una storia laterale e insignificante ma che a noi interessa.
E i partecipanti a questi seminari, la cosa che hanno dovuto fare, e che dovranno fare quelli che ancora non l’hanno fatta, è rinunciare al proprio stile per fare un libro scritto da una ventina di persone diverse che scrivono tutte nello stesso modo, come se fossero dei cronisti medievali ma dei cronisti medievali che raccontano quello che succede oggi che non è una cosa semplice, da fare.

Paolo Nori

Il Repertorio dei matti della città di Lucera e della Capitanata è stato scritto da: Marco Terenzio Barbaro, Gigi Brandonisio, Modestina Cedola, Valeria De Iudicibus, Maria Del Vecchio, Antonietta D’Introno, Annarita Favilla, Valerio Jarussi, Anna Rita Martire, Annalisa Mentana, Enzo Quaranta, Giuseppe Todisco, Erika Anna Traisci.

Gli incontri per la stesura del Repertorio dei matti della città di Lucera e della Capitanata si sono tenuti alla Libreria Kublai tra il novembre del 2016 e il gennaio del 2017.