Repertorio dei matti della città di Livorno Autori Vari

  • C’era uno che andava sempre in autobus, si sedeva e al suo vicino, quasi sempre una donna, chiedeva: “Signora, è stanca?” Quando quella rispondeva di sì (e di solito rispondevano sempre di sì, perché a Livorno erano sempre tutti stanchi, anche quelli che non facevano niente dalla mattina alla sera), lui cominciava: “Lo vuole un consiglio? Si metta così (e
    allungava le gambe), poi faccia così (e alzava le braccia sopra la testa) e poi così (e ruotava piano la testa a destra e a sinistra)”. D’estate invece andava al mare, passeggiava sul bagnasciuga, si avvicinava a un bagnante, quasi sempre a una donna, e diceva: “Signora, si vuole abbronzare?” Quando quella rispondeva di sì (e di solito rispondevano sempre
    di sì, perché a Livorno tutti volevano abbronzarsi, anche quelli che ormai avevano la pelle incartapecorita dal sole), lui cominciava “Lo vuole un consiglio? Si metta così (e allungava le gambe), poi faccia così (e alzava le braccia sopra la testa) e poi così (e ruotava piano la testa a destra e a sinistra)”. / C’era uno che passava le
    giornate affacciato alle finestre aspettando l’incidente. / Uno andava sempre a tagliarsi i capelli da un parrucchiere vicino alla stazione. Tutte le volte entrava, si sedeva e diceva “Oh, mi raccomando me li devi taglia’ che non si vede che me l’hai tagliati”. / Una era quella che aveva la fissa delle pulizie, prendeva l’aspirapolvere in mano ogni volta che
    cadeva un biscotto, o un pezzo di pane. Aveva una donna delle pulizie che veniva tutti i lunedì mattina, e se la chiamavi la domenica pomeriggio per proporle un cinema o una passeggiata sul mare ti diceva: “Scusa ma non posso, devo dare una sistemata a bagno e pavimenti, perché domani viene la Pamela a pulire”.

    “Uno soffriva talmente tanto doversi alzare presto la mattina che quando poteva dormire rimetteva lo stesso la sveglia, la faceva suonare e poi, con un ghigno di rivalsa, le diceva ‘Ma vai in culo!’ e la spegneva rimettendosi a dormire.”

    Repertorio dei matti della citt...

  • Autore: Autori Vari
  • Genere:
  • Collane:
  • Data Pubblicazione: 8/09/2016
  • Numero di pagine: 160
  • Codice EAN: 9788871687636
  • Prezzo di listino: 10 €
  • Lingua Originale:

«Qualche mese fa ero a Genova a fare un seminario di letteratura, a me a Genova, non so perché, la gente, mi sembrano tutti un po’ squinternati, e ai ragazzi che facevano il seminario, quando ho letto dei pezzi dal Repertorio dei pazzi della città di Palermo, di Roberto Alajmo, ho chiesto ai ragazzi che facevano il seminario Ma perché non fate il Repertorio dei pazzi della città di Genova? E dopo, il giorno dopo son tornato a Bologna, a guardarmi intorno a Bologna ho pensato che anche a Bologna, c’era pieno di squinternati e mi sono chiesto Ma perché non facciamo il Repertorio dei pazzi della città di Bologna? E ho immaginato che si sarebbe potuto fare un corso di scrittura, non so come dire, senza sentimento, perché il repertorio dei pazzi mi sembra vada scritto come l’ha scritto Alajmo, come se non intervenissero i sentimenti, con il tono degli elenchi di Perec (il Mi ricordo, o Alcune delle cose che dovrei pur fare prima di morire, o, addirittura, il Tentativo d’inventario degli alimenti liquidi e solidi che ho ingurgitato durante l’anno millenovecentosettantaquattro). Bisognerebbe, ho pensato, raccogliere una quindicina di persone (massimo venti), per due fine settimana, sei ore al giorno, 24 ore in tutto di un corso dove si ragioni di queste scritture prive di sentimento, se così si può dire (penso alle cronache medievali, in particolare alla Cronaca di Fra Salimbene, a Il diario intimo di Sally Mara di Raymond Queneau, a La coda di Vladimir Sorokin, a I remember di Joe Brainard e alle sue varie riscritture, da quella di Perec, Je me souviens, a quella, italiana, di Matteo B. Bianchi, Mi ricordo), paragonandole anche alle scritture sentimentali (mi vengono in mente i testamenti di Essendo capace di intendere e di volere del notaio De Matteis, Vite sbobinate, di Alfredo Gianolio, La banda dei sospiri, di Gianni Celati, o, anche, le Lettere di condannati a morte della resistenza italiana). E durante questi due fine settimana, e tra i due fine settimana e subito dopo i due fine settimana i partecipanti si documenterebbero, nei bar, nelle biblioteche, sui posti di lavoro, per reperire il materiale da trasformare poi, sul modello del libro di Alajmo, nel repertorio dei pazzi della città in cui sono.
A me piace il fatto che questo corso, pur assicurando la pubblicazione (si fa una specie di libro collettivo) toglie di mezzo la questione della personalità degli esordienti che è una questione, a volte, complicata, e mi sembra anche bello il fatto che si farebbero dei libri che sarebbero dei piccoli libri di storie, minime, laterali, ma, forse, memorabili, delle città in cui viviamo e che i partecipanti per un po’ sarebbero trasformati, mi viene da dire, in cronisti medievali della contemporaneità».
Paolo Nori

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Il Repertorio dei matti della città di Livorno è stato scritto da: Piero Arilli, Gloria Benini, Marco Bennici, Marina Chelini, Raffaella Daino, Luca D’Alessandro, Sabet Durio, Beatrice Galluzzi, Raffaella, Geracitano, Andrea Grandi, Landa Grazioli, Stefania Lami, Massimo Lapi, Silvia Londi, Susanna Masi, Francesco Mencacci, Michela Pagni, Giulia Pappalardo, Francesco Parasole, Valeria Piccini, Marta Romano Tagliavia, Diego Rossi, Eliana Salvadori, Alice Scuderi, Paolo Signorini, Alessandro Volpini.

Gli incontri per la stesura del Repertorio dei matti della città di Livorno, organizzati dalla Scuola Carver di Livorno, si sono tenuti in via Roma 69, a Livorno, tra maggio e luglio del 2016.