Passaporto per il mio corpo Heloneida Studart

  • Quando vidi Dorinha per la prima volta davanti a uno schedario della biblioteca comunale di Fortaleza, pensai che poteva essere mia madre. Pur avendo trentacinque anni me l’ero immaginata a lungo come una figlia. Negli ultimi mesi la sognavo così: vestita di bianco, capelli lisci e sottili, la pelle chiara, quasi bianca. Quando ero piccolo la vedevo biondo platino
    e con due grandi tette, come le eroine dei fumetti. Tra i quindici e i diciotto anni decisi che era mulatta. Quest’ultima versione la dovevo alle parole di madrina Conceição, che mi ha cresciuto a forza di bacchettate di cedro: “Si è presentata offrendosi di fare la cuoca. Con te in braccio. Era scura come un paiolo, portava i capelli
    a treccine e accettava di lavorare per metà salario. Chi se l’immaginava che avrebbe mollato il figlio tra i panni sporchi, come un gatto randagio!” Da ragazzo passavo la vita nel casino di Chica Farinha, dietro alle mulatte. Chica era una persona fantastica. Devota di san Giuda Taddeo, non mancava mai di festeggiare i compleanni delle sue ragazze con una torta
    glassata e una bottiglia di guaranà. Se un cliente non aveva soldi, segnava il debito su un registro di protocollo. Per più di due anni sono andato avanti con donne a credito. Il maggiore Fernando si sbellicava dalle risate quando raccontavo certe storie: “Se non hai ritrovato tua madre in un bordello, non la ritroverai mai”. Una volta mi chiamò
    ridendo: “Abbiamo preso una giapponesina che sembra un canarino. Vienila a vedere, magari è tua madre”.

    "A me piacciono le donne piccole e lei era minuta, tenera come una mandorla. Non ne posso più di pelle cotta dal sole e lei era chiara; portava un anello a un orecchio solo, il sinistro, in cui sicuramente aveva versato del profumo. Non poteva essere sudore, doveva essere per forza una goccia di essenza, quella che le scorreva giù per la scollatura".

    Heloneida Studart Passaporto per il mio corpo

  • Autore: Heloneida Studart
  • Genere:
  • Collane:
  • Titolo Originale: O torturador em romaria
  • Data Pubblicazione: 1/04/2010
  • Numero di pagine: 304
  • Codice EAN: 9788871685304
  • Prezzo di listino: 17 €
  • Lingua Originale:

Carmélio tortura gli uomini per professione. Il maggiore Fernando gli assegna la vittima, e lui colpisce con spietatezza cruda, collezionando lacrime e dolore come un entomologo infernale. Il regime durerà fino al Terzo millennio, dice il maggiore Fernando. E anche se dovesse crollare, i suoi carnefici non pagheranno: le nuove democrazie rimescolano le carte e dimenticano.
Una diversa punizione, tuttavia, attende Carmélio. Trovare la donna che è destinato ad amare e apparire ai suoi occhi come il più odioso nemico; essere condannato al suo odio per sempre.
Dorinha è la donna che riassume in sé tutte le donne: l’amata, la figlia, la madre che un giorno l’ha abbandonato nel cesto del bucato. La donna che lo metterà di fronte a se stesso. Un confronto terribile, e definitivo.
Carmélio non ha più alibi, non ha difese. Si spoglia di ogni corazza, si offre inerme, vulnerabile, alla strada e al mondo. Parte a piedi per il sertão, nel Nordest del Brasile, terra polverosa e nera, patria di ribelli e di profeti.
Sotto le stelle che giocano alle ballerine, inseguito dai fantasmi delle sue vittime, Carmélio scioglie la tenebra che gli era cresciuta dentro, scopre gli eccessi e i pericoli dell’amore.