Onde Eduard Von Keyserling

  • La generalessa von Palikov e la signorina Malwine Bork, sua dama dicompagnia e amica da lunghi anni, entrarono in soggiorno. Volevano riposarsi un momento. La generalessa si sedette sul divano, che aveva una bella fodera nuova di cotone lucido rosso e nero. Era molto accaldata e si slacciò i nastri che le legavano la cuffia sotto il mento. Il suo
    abito estivo lilla frusciava, le crocchie dei capelli bianchi raccolti alle tempie erano scomposte, il respiro affannato. Per qualche istante tacque, scrutando attorno a sé con gli occhi vagamente sporgenti d’un celeste vivissimo.
Pochi mobili pesanti erano allineati lungo le candide pareti della stanza, un velo di sabbia sulle tavole di legno del pavimento luccicava al sole della sera. C’era odore
    di calce e di muschio di mare.
«Duro» disse la generalessa, posando una mano sul divano.
La signorina Bork chinò la testa grigia sulla spalla e guardò la generalessa con la coda dell’occhio attraverso le lenti del pince-nez; il suo viso brunastro, che pareva quello di un anziano e avveduto signore, ebbe un sorriso posato, indulgente.
«Il divano, certo» rispose «ma non si
    può pretendere diversamente. Anzi, è fin troppo bello, viste le condizioni qui».
«Cara Malwine» disse la generalessa «lei ha l’abitudine di prendere le difese di ogni cosa contro di me. Io non ce l’ho col divano, dico solo che è duro, e questo mi sarà pur concesso!»
La signorina Bork non replicò; con quel sorriso indulgente ancora stampato in viso, volse ora
    lo sguardo obliquo attraverso il pince-nez fuori dalla finestra, sul piccolo giardino davanti a casa dove cavoli e insalata crescevano stenti e i girasoli innalzavano i loro grandi cuori neri.
Su tutto era posato un lieve velo di polvere bionda. In fondo la spiaggia,arancione vivo nel sole della sera, e infine il baluginio confuso e inquieto del mare, orlato dalle due
    bianche strisce regolari dei frangenti. E un brusio monotono veniva di laggiù, come diretto da una bacchetta assonnata.
La generalessa aveva affittato l’intera locanda per raccogliere attorno a sé, lì al mare, la sua famiglia durante il periodo estivo. Era arrivata tre giorni prima per sistemare tutto insieme alla signorina Bork, alla signora Klinke, la governante, e a Ernestine, la piccola cameriera.
    E ce n’era da lavorare e da organizzare se si voleva far spazio a tutte quelle persone; e non solo spazio perché, come soleva dire la generalessa "li conosco i miei cari, sono esigenti come un pubblico di teatro verso ogni cosa che offro loro".
Oggi intanto era giunta sua figlia, la baronessa von Buttlär, con i ragazzi, le due ragazze
    Lolo e Nini e il quindicenne Wedig. Il barone von Buttlär sarebbe arrivato appena terminata la fienagione, ed era atteso anche Hilmar von dem Hamm, il fidanzato di Lolo, sottotenente negli ussari del Braunschweig.
«Riusciremo a sfamare tutti anche stasera?» riprese la generalessa. «Il viaggio mette appetito». «Penso proprio di sì» rispose la Bork «c’è pesce con patate, poi le fragole,
    e Wedig ha la sua bistecca».
«Già, quel ragazzo» borbottò la generalessa «non avrà vita facile se pretende sempre la sua bistecca».
La signorina Bork scosse le spalle e disse a sua discolpa: «È tanto delicato».
«D’accordo» sbottò la generalessa «concediamogli pure la sua bistecca, ma non c’è bisogno di difenderlo. Trovo, Malwine cara, che lei non abbia alcun senso per quelle che
    si chiamano le considerazioni generali». Poi le due signore tornarono a tacere.
Fuori, dalla veranda, arrivavano rumori, acciottolio di piatti e voci.
Ernestine stava apparecchiando per la cena e intanto litigava con Wedig.
Erano scese anche Lolo e Nini; le loro figurette esili e slanciate negli abiti estivi azzurri erano appoggiate al parapetto di legno della veranda. La brezza agitava i soffici capelli
    rossi che svolazzando incorniciavano graziosamente quei volti di una finezza quasi emaciata. Guardavano il mare con i lucenti occhi rossobruni, le sopracciglia appena aggrottate, e le loro labbra si dischiudevano come a voler sorridere a quel grande, agitato scintillio che dava loro un vago senso di vertigine. Ora anche Wedig si era unito alle sorelle e come loro stava a
    guardare, in silenzio. Il suo viso di fanciullo malaticcio era contratto, come se tutta quella luce lo ferisse.
«Ecco» disse infine la generalessa alla signorina «abbiamo avuto il nostro bel momentino di quiete. Ma sento che mia figlia sta scendendo, adesso la vita può riprendere».

    "Fare, fare aveva detto Hans Grill, così uscirono con Wardein per la pesca notturna. In cielo la luna era ancora alta, il mare calmo, appena ondulato da un dolce, lentissimo saliscendi, e la barca scivolava via come attraverso un paesaggio di colline di vetro. Wardein sedeva al timone e fumava".

    Eduard Von Keyserling Onde

  • Autore: Eduard Von Keyserling
  • Genere:
  • Collane:
  • Titolo Originale: Wellen
  • Data Pubblicazione: 13/01/2005
  • Numero di pagine: 208
  • Codice EAN: 9788871684253
  • Prezzo di listino: 10 €
  • Lingua Originale:

Una spiaggia sul Mar Baltico, un’estate di fine Ottocento.
Gli occhi di tutti sono puntati sulla coppia più scandalosa del momento.
Doralice, giovane e affascinante moglie di un anziano conte, ha lasciato il castello del marito per fuggire con il pittore incaricato di farle il ritratto.
La fuga notturna, il viaggio per l’Europa di locanda in locanda, senza altro desiderio che quello di restare soli, sono ormai alle spalle.
Per Hans e Doralice è il momento di confrontarsi con la normalità, la vita quotidiana, i pettegolezzi degli altri.
Hans è felice: le passeggiate sulle dune con la donna che ama, le uscite notturne a pesca, le lunghe sedute al cavalletto lo appagano pienamente. E così pure l’idea della vita semplice, senza lussi, che li aspetta.
Ma Doralice, la bella e chiacchierata Doralice, non resiste al fascino quasi demoniaco del cambiamento, e alle lusinghe di un giovane tenente…
Sullo sfondo di una vicenda che suscita scalpore, un mare e una natura poderosi: abissi, trasparenze, spazi infiniti resi con il tocco di uno scrittore al suo meglio.
Questo splendido romanzo d’amore e seduzione rappresenta anche un vero e proprio inno alla luce: quando von Keyserling lo scrisse, quasi di getto, aveva perso la vista da poche settimane.

Reso fedelmente dalla versione di Eva Banchelli, Onde è considerato uno dei “capolavori nascosti” della letteratura tedesca.